Milillo scrive a Berlusconi: grave il disagio dei medici con i certificati online. Snami: dividiamoci dagli altri sindacati

Silvio Campione | 26/01/2011 15:24

'Signor presidente del Consiglio dei Ministri, in qualità di Segretario Nazionale della Fimmg ritengo doveroso rappresentarle il grave disagio e il sentimento di profonda mortificazione della gran parte dei medici di medicina generale, così come, ne sono certo, della stragrande maggioranza dei medici coinvolti da alcune disposizioni del Decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150'. Inizia così la lettera scritta dal segretario nazionale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), Giacomo Milillo, al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sui certificati medici on-line. 'La maggioranza dei medici di medicina generale che Fimmg rappresenta - prosegue Milillo - sebbene negativamente colpiti dall'atteggiamento pregiudizialmente vessatorio che ispira le innovazioni in materia di certificazione introdotte dal decreto richiamato, non hanno voluto, responsabilmente e strategicamente, ostacolare l'introduzione della trasmissione telematica del certificato di malattia, così come non si sono mai opposti all'introduzione della ricetta on line e del sistema tessera sanitaria nel suo insieme'.

 'Lo stesso profilo di responsabilità, in considerazione delle difficoltà della finanza pubblica - prosegue ancora la lettera - ha portato ad escludere rivendicazioni economiche, ma sempre e solo a chiedere di essere messi nelle condizioni di poter utilizzare le nuove procedure senza inutili aggravi burocratici che sottraggono tempo prezioso ai loro prioritari obblighi assistenziali. Questa posizione responsabile della Fimmg, non immune da critiche interne, ha trovato conforto in analoghi atteggiamenti di quasi tutte le Ooss mediche, che l'hanno ribadita e confermata più volte anche nell'ambito della Fnomceo che, nel rispetto delle sue specifiche funzioni di rappresentanza istituzionale della professione, è più volte intervenuta sulla materia stigmatizzando accelerazioni mediatiche e procedurali talvolta minacciose ed ingiuriose, ma soprattutto sollecitando una sana collaborazione che affronti e superi le oggettive criticità del sistema senza mascherarle o dandole per superate'. Tale atteggiamento, prosegue ancora il segretario nazionale della Federazione dei medici di medicina generale, 'fermo e responsabile , ha avuto due motivazioni fondamentali: favorire l'avvio di un processo innovativo che da troppi anni era rimasto nelle dichiarazioni e nelle intenzioni e che tutti riteniamo utile e vantaggioso per il Paese e per i cittadini; non concedere spazi a quelle forzature mediatiche e comunicative su presunte chiusure corporative dei medici che purtroppo hanno fatto da cornice ideologica a questa ed altre questioni che ci vedono coinvolti'. Questa disponibilità, sottolinea Milillo, 'non è stata colta, tanto che la reiterazione da parte del ministro Brunetta di atteggiamenti manifestamente diffamatori e provocatori ed una ostinata volontà a sottostimare le criticità applicative del sistema hanno costretto la Fnomceo ad interrompere la sua partecipazione alla Commissione di collaudo dichiarando che, allo stato dei fatti, riconosceva il ministro della Salute quale principale interlocutore affidabile. Fin dai primi invii telematici dei certificati di malattia, il sistema è apparso inadeguato e lacunoso; i successivi interventi di implementazione e perfezionamento messi in atto, col nostro determinante contributo, hanno prodotto sicuramente miglioramenti, ma non hanno ancora portato il sistema ad un livello di funzionalità e quindi di fruibilità soddisfacente'. 'Dopo ben dieci mesi, durante i quali l'attività assistenziale dei medici è stata fortemente disturbata dalla sperimentazione dell'invio telematico della certificazione di malattia a causa del malfunzionamento del sistema - evidenzia la lettera - restano lacune ostative l'intero processo quale, ad esempio, l'invio telematico dei certificati redatti al domicilio del paziente, ancora di fatto non praticabile'. 'Nessuna responsabilità di questi deficit del sistema è dunque attribuibile ai medici - conclude Millilo - ed appare quindi ancora più assurdo attivare il regime sanzionatorio. I medici di medicina generale non sono più disponibili a tacere sulle inevitabili conseguenze che l'obbligo di utilizzare un sistema con evidenti deficit di funzionamento comporterà anche per i cittadini, a causa delle ripercussioni negative sui tempi della attività assistenziale e sulla serenità dei professionisti'. La Fimmg, dunque, 'come ribadito in sede congressuale, è pronta a mettere in campo tutte le azioni sindacali e le risorse economiche necessarie a difendere, nelle sedi deputate, la categoria o i singoli medici che fossero sanzionati in modo inappropriato per effetto del 'decreto Brunetta''.

Angelo Testa dello Snami si rivolge, dal canto suo, ai Medici di Medicina Generale, anche non iscritti al sindacato che presiede, con una provocazione: ”Non stiamo uniti ma dividiamoci”. “Andiamo oltre l’appartenenza sindacale, basta con le ipocrisie e i finti proclami all’insegna dell’unità della categoria – dice ancora Testa -. Da oggi ancora più netta deve essere la divisione tra chi come noi urla a gran voce che ci stanno vendendo e combatte per questo, e chi è connivente con chi ci vuole utilizzare come schiavetti che gratuitamente devono fare qualsiasi cosa. Lo SNAMI ribadisce che non è a priori contro le innovazioni ma è contro  tutto ciò che ci viene imposto a costo zero e soprattutto su quei percorsi che funzionano male e fanno perdere tempo al Medico e conseguentemente al paziente”. “Dicono che lo SNAMI sarebbe allineato a chi asserisce che i certificati di malattia on line danno professionalità al Medico- aggiunge Testa -. Ribadisco che non è vero e voglio dire una volta per tutte che i certificati ci piaceranno quando  verranno monetizzati e il tempo per compilarli e trasmetterli on line sarà inferiore a quello che occorre per la compilazione del cartaceo.” Domenico Salvago, vice segretario nazionale, dalla Sardegna rilancia ”Perché i medici devono pagare di tasca loro somme ingenti per adeguare i propri programmi di studio perché la trasmissione telematica sia più semplice? Chi c’è dietro queste operazioni? Perché non sono le regioni a farsi carico delle spese e perché dei privati devono speculare per le difficoltà del sistema che, nonostante le denunce dello SNAMI, continuano ad esserci? A chi giovano queste inefficienze?” Gianfranco Breccia, piemontese, altro esponente Nazionale dell’esecutivo stigmatizza l’atteggiamento di chi paventa che le disfunzioni del pronto soccorso dipendano in gran parte da inefficienze dei medici di famiglia “Ha ragione il Presidente. E’ il momento di rimarcare le differenze tra lo Snami e i sindacati di palazzo: a questo scempio ci hanno portato loro!” Sulla considerazione che visto il malfunzionamento del sistema dei certificati sia verosimile che altrettanto malamente funzionerà la ricetta elettronica, con ulteriori disagi per al categoria, si esprime Pasquale Orlando, campano, segretario nazionale.  Tutto l’esecutivo nazionale Snami conclude che “sarà una dura lotta”.

In Lombardia il 97% dei medici di famiglia utilizza il sistema di certificazione online e riesce a trasmettere oltre il 70% dei certificati attraverso la rete informatica regionale. 'Rimane però una forte criticità nel funzionamento del sistema', come spiega la Federazione dei medici di famiglia (Fimmg) della Lombardia. 'Pur disponendo al 90% di una connessione a banda larga e di un sistema di ricerca anagrafica messo a disposizione dalla Regione - dice la Fimmg, che ha effettuato un sondaggio su oltre 300 medici - oltre il 90% dei professionisti segnala gravi blocchi il lunedì mattina', giorno in cui circa 400.000 cittadini lombardi si recano negli studi del proprio medico di famiglia, 'e dichiara che è impossibile trasmettere il certificato, vedendosi costretto a ricorrere alla certificazione cartacea per evitare inutili attese agli assistiti'. Per quanto riguarda la certificazione di malattia in seguito a una visita domiciliare, invece, 'i medici ritengono più utile la certificazione cartacea rispetto alla possibilità di rivolgersi al call center. Una procedura non prevista in Lombardia ma, come emerso da indagini della Fimmg nazionale, di scarsa praticabilità e compatibilità con l'attività clinica'. 'I nostri medici - spiega Fiorenzo Corti, segretario Fimmg Lombardia - dimostrano di utilizzare realmente e con spirito di servizio lo strumento informatico quando rappresenta un modo per velocizzare e migliorare l'assistenza al cittadino. L'obiettivo è curare bene i pazienti e ridurre i tempi della burocrazia; ma ritengo sia necessaria una proroga dell'avvio delle sanzioni previste per i prossimi giorni in caso di mancata trasmissione telematica. Anche in una Regione come la nostra, all'avanguardia in termini di informatizzazione del servizio sanitario - conclude Corti - i medici di famiglia potrebbero essere sottoposti a gravi penalità nonostante l'enorme sforzo effettuato e gli ottimi risultati raggiunti in questi mesi'. Clicchi qui per commentare. Clicchi qui per partecipare al poll.

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