Vaccini, quattro nuovi nel piano nazionale 2010-2012. Influenza: il virus sta colpendo i malati cronici

Infettivologia | Redazione DottNet | 26/01/2011 10:04

Varicella, antipneumococco, antimeningococco e Hpv: sono le quattro nuove vaccinazioni raccomandate dal nuovo Piano nazionale vaccini 2010-2012. Attualmente all'esame delle regioni, il Piano colma un vuoto di tre anni (l'ultimo risale al triennio 2005-2007), con l'obiettivo di uniformare tra le varie regioni il calendario vaccinale. Le regioni, in fatto di vaccini, hanno infatti continuato a decidere in ordine sparso su modalità organizzative, calendari e oneri per i cittadini. Di qui la necessità di garantire un'offerta omogenea inserendo il piano, nei livelli essenziali d'assistenza, di raggiungere standard di 'copertura' adeguati, e di attivare un sistema di valutazione continua basato sull'Health technology assessment e sulla completa informatizzazione sulle anagrafi vaccinali.

 Il Pnv assume come base di riferimento il calendario già in uso: si conferma la presenza degli antidoti contro difterite, tetano, poliomelite ed epatite B (obbligatori), pertosse, influenza B (disponibili nel complesso in formulazione esavalente); morbillo, rosolia e parotite (vaccino combinato trivalente, consigliato). Nel calendario trovano anche posto l'antipneumococcico coniugato, l'antimeningococco C e il vaccino contro il papillomavirus (Hpv) nel dodicesimo anno di vita. Introdotti, infine, il vaccino contro l'influenza per gruppi a rischio e la vaccinazione universale contro la varicella, offerta anche a tutti gli adolescenti anamnesticamente negativi. Secondo il vicepresidente della Società italiana di igiene Carlo Signorelli, ''l'emanazione del nuovo Piano è urgente e ormai indifferibile''. Anche alla luce della situazione vaccinale in Italia, che fa ancora registrare differenze tra le varie Regioni, con adesioni molto alte in alcune soprattutto per nuove vaccinazioni come quella contro il papillomavirus umano, causa del tumore al collo dell'utero, e risposte più basse in altre. E se risultati molto soddisfacenti si registrano per i bambini nel primo anno di vita, con una copertura vaccinale del 95%, 'punti deboli' restano i giovani e gli adolescenti che, più esposti alle epidemie, spesso non attuano i richiami vaccinali previsti. E risultati non ottimali si hanno anche per le vaccinazioni contro patologie prevenibili - come morbillo, rosolia o tetano - ma che ancora fanno registrare migliaia di casi in Italia. Insomma, l'invito degli esperti è a tenere alta la guardia, mentre sembra al momento non estendibile il progetto pilota già attuato in Veneto dal 2008 e che prevede la sospensione dell'obbligatorietà delle 4 vaccinazioni obbligatorie attualmente nel calendario.

Intanto sei bambini su dieci sono già a letto con l'influenza: è quindi stato raggiunto il picco di contagi o si è molto vicini, come era stato previsto. Ma la situazione, ha spiegato il presidente della Società Italiana di Pediatria, Alberto Ugazio, non desta particolari preoccupazioni. In tutta Italia, intanto il virus A ha provocato 20 vittime in tutto e la Puglia continua a rimanere la regione più colpita. ''L'andamento - ha spiegato il medico dell'ospedale Bambino Gesù di Roma - è quello delle normali influenza stagionali''. Ma la presenza dei H1N1 che lo scorso anno aveva suscitato tanti timori, fa osservare con maggiore attenzione la corsa dei virus. Per Giuseppe Mele, presidente nazionale della Federazione medici pediatri (Fimp), ormai il 60% dei bimbi sono a letto. E i problemi dell'anno scorso, quando il ceppo dell'influenza A era considerato pandemico, ''hanno influito negativamente, perché si è registrata nei nostri ambulatori un calo dell'attenzione verso la pratica vaccinale. L'utilità della vaccinazione viene messa in discussione da chi ci vede un pericolo e denigra e distrugge quello che cerchiamo di fare.''. Fra le ultime vittime dell'influenza c'è Luigi Caruso, il disoccupato 37enne di Grazzanise che era stato ricoverato nel centro di rianimazione dell'ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia in condizioni già disperate, con una insufficienza respiratoria grave. "Purtroppo - spiega il direttore del centro, Aniello De Nicola - tutti i nostri sforzi non sono riusciti a salvare il paziente, nonostante la sua giovane età, e nessuna patologia pregressa''. Nuovo lutto in Puglia dove è morta nel pomeriggio di ieri una donna di Barletta, ricoverata alle Molinette di Torino. E così la regione del sud si conferma quella più colpita: probabilmente il virus ha trovato "terreno fertile" facendo leva su una categoria ben precisa, ovvero quella dei malati cronici non vaccinati, ha spiegato l'infettivologo e direttore della Clinica di Malattie infettive dell'Università di Bari, Gioacchino Angarano. I soggetti deceduti in Puglia per influenza A, infatti, ha affermato l'esperto, avevano tutti patologie pregresse. Ma come spiegare il numero concentrato di decessi nella Regione? Lo scorso anno, ha rilevato Angarano, "in Puglia la mortalità per influenza A ha fatto registrare livelli bassissimi rispetto al resto d'Italia; per questo motivo, probabilmente molte persone a rischio perché sofferenti di patologie croniche o gravi non si sono vaccinate, e probabilmente le stesse persone non si sono vaccinate neppure quest'anno".

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