Servizio sanitario nazionale, no alle pagelle per i medici

Redazione DottNet | 26/01/2011 10:02

No allo stravolgimento del sistema di valutazione dei dirigenti dipendenti del servizio sanitario nazionale. E' l'appello dei sindacati medici (Anaao Assomed - Cimo-Asmd - Aaroi-Emac - Fp Cgil Medici - Fvm - Cisl medici - Fassid - Fesmed - Anpo-Ascoti-Fials medici - Uil fpl federazione medici - Sds Snabi - Aupi - Sinafo - Fedir sanita' - Sidirss) al governo. "I dati della sperimentazione del sistema di valutazione dei dirigenti del Ssn voluta dalla riforma Brunetta, recentemente ufficializzati - sottolineano i sindacati - hanno dimostrato l'impossibilità di applicare una metodologia eccessivamente rigida e burocratica alle sofisticate e specifiche professionalità presenti in un mondo, come quello della sanità, troppo complesso ed articolato per essere costretto nella semplicistica formuletta del 25-50-25 del Ministro Brunetta.

"Siamo costretti ad affidare le nostre critiche ad un comunicato - denunciano i sindacati della dirigenza del SSN - dal momento che il Dipartimento per la Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio ed il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali hanno organizzato un convegno insieme ad Agenas, Fiaso e Formez al quale hanno pensato bene di non invitare le organizzazioni sindacali direttamente coinvolte in questo processo, bensì la Fnomceo che, è bene ricordare, non svolge funzioni di supplenza. Non possiamo evitare di stigmatizzare la pervicacia con cui il Governo e le altre istituzioni coinvolte continuano ad escludere i legittimi rappresentanti dei Dirigenti del SSN da un confronto su una materia, concernente la disciplina del rapporto di lavoro, in merito alla quale la dirigenza del SSN ha adottato, fin dal 1996, in recepimento della legislazione di riferimento, regole originali e all'avanguardia per la pubblica amministrazione, peraltro largamente eluse dalle Aziende Sanitarie. Auspichiamo che le Regioni, sempre attente a difendere le loro prerogative costituzionali, ma finora silenziose e passive di fronte a evidenti "invasioni di campo" che pretendono di dettare le regole di un gioco che pure si vuole federativo, sappiano contrastare con la loro indipendente legislazione un modello non adatto alla dirigenza del servizio sanitario. Nel caso le Aziende sanitarie, nonostante i nostri richiami alla legislazione speciale e ai contratti ancora vigenti, dovessero procedere in maniera acritica, eserciteremo tutte le iniziative sindacali e giudiziarie al fine di salvaguardare i diritti delle categorie professionali del servizio sanitario".

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