Certificati online, Fazio tenterà una mediazione. Anaao: con la spedizione telematica aumenterà il caos negli ospedali. E Tremonti rassicura Brunetta

Silvio Campione | 28/01/2011 09:41

A tre giorni dalla fine del periodo di collaudo per la spedizione telematica dei certificati di malattia, fa sentire la sua voce anche il ministro della Salute Fazio che “si farà portavoce col collega Brunetta delle criticità esposte”. Intanto, afferma l’Anaao attraverso il segretario Costantino Troise che "Occorrono soluzioni condivise per prorogare l'esordio del regime sanzionatorio e trasmettere serenità alla categoria già sottoposta a dura prova dalla crescita esponenziale della domanda sanitaria. Per queste problematiche i sindacati (dopo l’incontro di ieri n.d.r.) chiederanno anche un incontro al Ministro Brunetta".

Una strada "in salita", sottolinea Troise, "anche se il Ministro Fazio ha dichiarato la sua disponibilità a mediare sul problema dei certificati online. Purtroppo – afferma ancora Troise - si sta sottovalutando il fatto che l'obbligo della trasmissione telematica dei certificati di malattia si sta configurando come un problema di sanità pubblica perché soprattutto i pronto soccorso, già al collasso per croniche carenze, non sono in grado di sostenere il peso di ulteriori carichi burocratici, specie in periodi epidemici. Senza contare il rischio che malati, portatori di virus, costretti a soggiornare a lungo in ambienti affollati da una popolazione fragile si trasformino, loro malgrado".  La Cisl Medici si è detta soddisfatta dell'incontro, ma non ha potuto sottacere al ministro Fazio, al pari degli altri presenti,  le problematiche inerenti l'invio dei certificati medici online, in un momento in cui persistono le criticità già segnalate al ministro Brunetta, complicate dall'affollamento dei Pronti Soccorsi e degli Studi Medici per l'epidemia influenzale. “In questo contesto, e considerato il fatto che il sistema di certificazione on line non è ancora entrato in pieno regime – dicono alla Cisl Medici -  abbiamo chiesto al ministro della Salute che parimenti venga concessa dal Governo una proroga all'irrogazione delle gravi sanzioni previste per le mancate certificazioni on line, magari mantenendo ancora validità alla certificazione cartacea, su cui dovranno decidere il ministro Brunetta e le Regioni, prima che si concretizzi la protesta dei cittadini e dei medici, i cui maggiori Sindacati, dei dipendenti e dei convenzionati, si riuniscono a Roma venerdì 28 per dare inizio alla Vertenza Unitaria".  Mancanza di punti di accesso a internet, difficoltà applicative e altri problemi: i pronto soccorso italiani, "a tutt'oggi, non hanno risolto le criticità che avevano prudentemente suggerito il prolungamento del periodo di collaudo del nuovo sistema di trasmissione online dei certificati di malattia. Chiediamo quindi di valutare l'opportunità che i servizi di emergenza possano continuare, almeno transitoriamente, con la certificazione cartacea". Ad aggiungersi agli altri è Massimo Magnanti, medico e segretario nazionale Spes (Sindacato professionisti emergenza sanitaria), "E' facile prevedere - spiega il segretario della Spes - un ulteriore rapido aumento di accessi impropri al solo fine di ottenere una certificazione di malattia, specialmente nei giorni festivi, di notte e i fine settimana, quando le attività dei medici di base cessano. Tutto ciò, in un contesto in cui ad esempio i pronto soccorso, specie nelle grandi città, vivono una condizione di sovraffollamento pesantissima, rappresenterebbe davvero un'evenienza inopportuna con un incremento dei costi sanitari". Tra le criticità, il segretario della Spes segnala anche "l'impraticabilità delle operazioni di rettifica-annullamento-revisione della prognosi. Queste attività - precisa Magnanti - previste dalla normativa in materia, risulterebbero di fatto impraticabili dai medici di emergenza perché, lavorando gli stessi su turni giorno/notte e non su orari fissi di presenza, non avrebbero praticamente nessuna possibilità di rivedere i pazienti per effettuare eventuali correzioni di certificazioni o di revisione della prognosi". Il ministro Brunetta, dal canto suo, non demorde e spinge l’acceleratore sulla sanità elettronica che consentirà risparmi milionari alle casse pubbliche. E un primo risultato c’è stato con la risposta di Tremonti al suo appello epistolare sulla ricetta elettronica, altro fronte caldo per la categoria. Tremonti assicura, infatti, Brunetta che, per quanto riguarda la realizzazione della ricetta medica elettronica, "i competenti Uffici sono stati interessati per adottare le opportune iniziative volte alla concreta attuazione della normativa". “Nell'ottica di un controllo efficace della spesa medica, la ricetta elettronica potrà così determinare consistenti benefici sia per il bilancio statale, sia nella qualità del servizio reso ai cittadini”, dicono al ministero dell’Economia. E il colloquio tra i due esponenti del Governo è proseguito ieri con la trasmissione a Tremonti di alcuni studi – che abbiamo anticipato su Medical di giovedì - nei quali sono dettagliatamente illustrati e quantificati i risparmi derivanti dalla sanità digitale. “In particolare - scrive Brunetta nella lettera di accompagnamento - emerge che l'introduzione delle Ict nella sanità comporterebbe un risparmio complessivo stimato in 12,4 mld di euro (pari all'11,7% dell'intera spesa del Servizio Sanitario nazionale), mentre dal ciclo prescrittivo elettronico potrebbe invece derivare un risparmio di circa 2 mld di euro (pari all'1,84% della spesa Ssn n.d.r.)”. Tra gli studi inviati al ministro Tremonti vi sono quelli realizzati da Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici nel 2010 e dal Tavolo della Sanità Elettronica, la sede istituzionale di confronto tra Regioni e Province autonome. Clicchi qui per commentare.

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