Alla Commissione Bioetica l’obiezione di coscienza del farmacista

Silvio Campione | 29/01/2011 18:28

L'obiezione di coscienza del farmacista alla dispensazione della 'pillola del giorno dopo' finisce all'esame del Comitato nazionale di bioetica, che sul tema ieri ha ascoltato il presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti (Fofi), Andrea Mandelli. Lo rende noto la stessa Fofi, ricordando che sull'obiezione di coscienza del farmacista sono già stati presentati alcuni disegni di legge, uno dei quali a firma del segretario della 12/ma Commissione Igiene e Sanità del Senato, Luigi D'Ambrosio Lettieri. Nel corso dell'audizione Mandelli ha ricordato il ruolo del farmacista e i suoi obblighi (come quello del controllo della ricetta), e ha sottolineato che "resta sul tappeto una discrasia tra l'obiezione di coscienza consentita al medico" (sulla dispensazione della stessa pillola del giorno dopo) e "non consentita al farmacista sul medesimo soggetto".

La discussione ha poi affrontato il tema del diritto della paziente a ricevere quanto prescritto del medico. In proposito nel Comitato è stata poi avanzata l'ipotesi di prevedere nella farmacia la presenza di farmacisti non obiettori. "E' una possibilità - ha aggiunto il presidente della Fofi - che, però, è praticabile soprattutto nelle grandi farmacie dei centri urbani, mentre resterebbe di difficile attuazione nella realtà più piccole come quelle rurali, che hanno staff ridotti, e in tutte le sedi che risentono della crisi". Per questo, secondo Mandelli, "appare più praticabile prevedere sistemi che garantiscano il diritto della cittadina in un'ottica di rete".