Certificati online, al via le sanzioni. Il 10 febbraio tavolo tecnico con i sindacati. Brunetta: soddisfatto per i risultati, provvedimenti solo per colpa esplicita

Sindacato | Silvio Campione | 01/02/2011 10:44

Niente rinvio. Dal primo febbraio saranno in vigore le sanzioni per i medici che non trasmetteranno per via telematica i certificati di malattia, visto che ''il sistema è a regime'', secondo il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta. Sanzioni giudicate sproporzionate (il licenziamento o la decadenza della convenzione) per un sistema che invece ha ancora parecchie defaillance, secondo il parere dei sindacati di categoria, tutti in protesta. E non sono servite le garanzie di Brunetta sul fatto che ad essere puniti saranno solo i casi di ''colpa esplicita'', ne' l'apertura a un incontro con i sindacati, a placare l'indignazione dei medici di base, che hanno già proclamato lo stato di agitazione.

 A tentare una mediazione il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, che si è unito alla soddisfazione di Brunetta per i risultati raggiunti fino ad oggi (4 milioni di certificati trasmessi online), definendo però ''giustificate'' le richieste dei medici di posticipare il via alle sanzioni visto che il sistema informatico ''pur funzionante, ha bisogno di alcuni perfezionamenti''. In ogni caso, per Fazio, va trovata ''una intesa'' per ''scongiurare proteste che potrebbero creare difficoltà ai cittadini e soprattutto ai malati''. Al ministero della Salute, peraltro, ci sarà il 10 febbraio un incontro tecnico con tutte le sigle sindacali, convocato proprio oggi, per verificare ''lo stato di attuazione dei provvedimenti e degli adempimenti relativi alla cosiddetta certificazione online''. I camici bianchi, intanto, contestano la posizione di Brunetta su tutta la linea: ''Le sanzioni andrebbero applicate a lui'' dice la Cgil Medici, visto che ''i risultati sbandierati'' sono ''ben lontani dall'obiettivo di 50 milioni di certificati l'anno''. E l'Anaao, preoccupata per il rischio intasamento dei Pronto soccorso (visto che per gli ospedalieri, fino a che non saranno messe a punto procedure ad hoc, non scatteranno le sanzioni), si dice pronta a seguire la strada dello stato di agitazione percorsa dalla Fimmg. La federazione dei medici di medicina generale ha bollato quella di Brunetta come ''l'ennesima presa in giro'' e ha già approntato un ''pronto soccorso legale'' per gli iscritti.  Intanto nel giorno dell'avvio delle sanzioni per i certificati on-line i nostri medici ci segnalano che il sito 'è bloccato già da ieri sera e ancora in queste prime ore del mattino. E per una risposta dal Call Center si impiegano fino a 18 minuti. Per questo ci sentiamo presi in giro dal ministro Brunetta'. E' quanto afferma il segretario nazionale della Fimmg, Giacomo Milillo che sottolinea: 'il sistema non funziona'. I disagi 'sono ben noti' al ministero della Pubblica Amministrazione, prosegue Milillo, precisando: 'li abbiamo piú volte segnalati sulla base di studi e sondaggi dai quali emergeva chiaramente il persistere di blocchi frequenti nel sistema di certificazione on-line e soprattutto per il call center. Il sistema non è a regime e per questo abbiamo appreso con amarezza il no del ministro Brunetta alla richiesta di tutti i sindacati medici di rinviare le sanzioni per il mancato utilizzo dei certificati on-line. Lo stato di agitazione va avanti'.  Il ministro all’Innovazione comunque non demorde e anzi rilancia affermando che il sistema di digitalizzazione dei certificati di malattia ''è ormai a regime'', come sottolinea in una lettera inviata ai sindacati nella quale esprime ''piena soddisfazione per i risultati raggiunti in questi mesi''. I dati Inps, scrive il ministro, ''indicano infatti che, a dieci mesi dall'avvio del nuovo sistema, sono stati complessivamente inviati telematicamente quasi 4 milioni di documenti, di cui circa 400mila solo nell'ultima settima'', con un ''flusso medio giornaliero'' che ''si va attestando su un valore di oltre 70mila, con una punta odierna di 105mila unità. Numeri che, ''grazie al contributo fattivo dei medici, ai quali va il mio apprezzamento per l'impegno, l'abnegazione e l'atteggiamento costruttivo'', portano l'Italia ''ad un livello di eccellenza in Europa per quanto riguarda i processi di digitalizzazione nel settore della sanità e ci induce a guardare con ottimismo ai prossimi passi da compiere, soprattutto tenendo conto dei grandi benefici che derivano dall'applicazione delle nuove tecnologie digitali all'intero comparto della salute''. Vantaggi che si rivolgono in primis ai ''cittadini-pazienti che, se malati, sono finalmente svincolati da pratiche burocratiche'' ma anche ai medici, ''i quali, grazie alle nuove tecnologie, possono beneficiare di uno snellimento e di una velocizzazione delle operazioni a loro carico. Il tutto con evidenti effetti positivi sul bilancio dello Stato''. ''In questa prospettiva - prosegue - serve dare vita a una vera e propria 'alleanza per l'innovazione', così che tutte le diverse parti coinvolte in questo processo di modernizzazione lavorino assieme per identificare nuovi investimenti, nuove azioni formative, nuove iniziative di comunicazione volte a tradurre in realtà le potenzialità offerte dall'innovazione. Quanto alle sanzioni, dopo aver chiarito che si applicheranno solo in caso di ''colpa esplicita'' Brunetta afferma di aver ''chiesto agli enti preposti di valutare con il massimo dell'attenzione, della trasparenza e della flessibilità, l'intera tematica'' dando mandato di ''predisporre una apposita circolare interpretativa''. ''Sono comunque disponibile - conclude il ministro - ad ogni ulteriore approfondimento di tutta la strategia di implementazione dell'ICT nel nostro sistema sanitario anche attraverso un incontro da tenersi al più presto''.

Cittadini contenti, meno i medici

Cittadini 'contentissimi' e che hanno accolto subito con favore la novità introdotta dalla certificazione per malattia trasmessa per via telematica. Da Nord a Sud, secondo i medici di medicina generale, i pazienti si sono adeguati facilmente, in questo primo anno di sperimentazione, al certificato digitale, che permette loro di risparmiare tempo, e pure qualche euro, visto che non è più necessario mandare il documento che attesta la malattia per raccomandata. Le difficoltà, insomma, sono più per i medici, quando il sistema non funziona che per i pazienti che 'non fanno più, o non devono più far fare ad altri, la fila alla posta e sono molto soddisfatti', spiega Fiorenzo Corti, della Fimmg lombarda Certo, aggiunge, 'quando il sistema non funziona, e capita spesso, si mettono a ridere, e si rassegnano a prendere il certificato di carta'. E la scena si ripete, da Milano a Palermo, negli studi dei medici di base, ormai abbastanza attrezzati 'e pronti anche al Sud - dice Paolo Giarrusso, medico di medicina generale siciliano. E' però 'la piattaforma a non essere ancora a regime', con il call center, che dovrebbe supplire a defaillance del sistema web, che 'spesso non funziona', in particolare il lunedì, quando si accumulano anche le malattie del weekend. Non si può stare 'dei quarti d'ora al telefono con call center 'in attesa per non perdere la precedenza acquisita' ' gli fa eco Corti. Anche perché 'il malato, in genere, sta male e se ne vorrebbe tornare a casa' e 'chi aspetta fuori, giustamente, si spazientisce'. In Sicilia, racconta Guarrusso, c'è stato anche un cambio 'di abitudini' visto che a volte 'i cittadini non prendevano come un atto serio la certificazione di malattia, ma solo come una formalità amministrativa'.

La scheda

L'invio del certificato di malattia on line fa parte della ''rivoluzione digitale'' della Pubblica amministrazione disegnata dal ministro Renato Brunetta, che dovrebbe portare, in sanità, a un risparmio stimato di oltre 12 miliardi di euro, 500 milioni di euro l'anno solo grazie ai certificati via web. Il sistema, introdotto dal decreto 150 del 2009, ha avuto una prima fase di sperimentazione e poi di monitoraggio, e dal 1 febbraio diventerà operativo anche il sistema sanzionatorio, che prevede il licenziamento o la decadenza della convenzione per ''l'inosservanza reiterata dell'obbligo di invio telematico''. Il sistema, a regime, permetterà a medici di famiglia, guardie mediche, specialisti ambulatoriali (anche privati) e medici ospedalieri di inviare per via telematica all'Inps, una volta muniti di codice di abilitazione, i certificati di malattia dei dipendenti privati e pubblici (fatti salvi magistrati, avvocati dello Stato, professori universitari, forze armate e di polizia, i vigili del fuoco, diplomatici e prefetti, per i quali rimane vigente la tradizionale modalità cartacea). L'Inps provvederà poi, sempre per via telematica, ad inviare la comunicazione all'amministrazione di appartenenza del lavoratore, che sostituisce le tradizionali comunicazioni a carico del dipendente. Secondo gli ultimi dati diffusi dal ministero, sono già stati inviati all'Inps per via telematica 2.872.620 certificati. In particolare, la Lombardia ha trasmesso 1.021.020, il Lazio 400.502, il Veneto 240.970. E poi 176.155 in Emilia Romagna, 171.656 in Sicilia, 164.479 in Campania, 100.506 nelle Marche, 87.332 in Piemonte, 85.698 in Puglia, 71.869 in Toscana, 61.628 in Abruzzo, 60.025 in Calabria, 49.890 nella Provincia di Bolzano, 32.387 in Liguria, 30.415 nella Provincia di Trento, 29.366 in Sardegna, 25.858 in Umbria, 20.755 in Basilicata, 20.506 in Friuli Venezia Giulia, 11.280 in Valle d'Aosta e 10.323 in Molise. Anche sul fronte del numero di medici di famiglia accreditati, sono in prima fila le regioni del Nord, con Emilia Romagna, Toscana, Lombardia, Friuli Venezia Giulia che raggiungono il 100%, mentre a superare il 94% sono 8 Regioni (Valle d'Aosta, Veneto, Basilicata, Marche, Umbria, Puglia, Campania e Provincia di Bolzano) con una media regionale del 92%. Clicchi qui per rimanere informato.

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