Biotestamento, per i medici è una farsa l’apertura della maggioranza. Di Virgilio (pdl): abbiamo ampliato la platea di soggetti in stato vegetativo

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 31/01/2011 21:11

''Sul testamento biologico non stiamo facendo una legge ne' ideologica ne' confessionale''. A sottolinearlo con convinzione è Domenico Di Virgilio (Pdl), relatore del ddl sul biotestamento in commissione Affari sociali della Camera. ''Inoltre il testo che abbiamo preparato in commissione Affari sociali - spiega - rappresenta un passo avanti rispetto a quello uscito dal Senato, perché amplia la platea dai soggetti in stato vegetativo anche a chi è in stato di incapacità permanente di intendere e volere, e si da' spazio anche ai familiari, oltre che al fiduciario''. Di Virgilio ha inoltre indicato quella che per lui rappresenta un'ulteriore apertura, e cioè ''l'aver introdotto la possibilità di sospendere idratazione e nutrizione artificiale quando non sono più efficaci, perché non più assimilate dal corpo.

 Un'indicazione che tra l'altro è conforme anche a ciò che dice il Magistero della Chiesa''. Quanto ai tempi di approvazione e gli spazi per le modifiche, Di Virgilio è ottimista. ''Recepiremo le indicazioni che ci verranno tramite i pareri delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia - conclude - e in Aula ci sarà spazio per gli emendamenti. Io sono per la libertà di coscienza. Il mio auspicio è che il testo venga approvato subito dalla Camera e poi dal Senato, diventando così legge entro marzo''.E' una ''farsa la presunta apertura del Pdl'', che tramite Domenico Di Virgilio ha introdotto nel ddl sul testamento biologico, in commissione Affari sociali, la possibilità di sospendere nutrizione e idratazione artificiali quando non sono più efficaci. A dirlo sono alcuni medici, come Mario Riccio, anestesista e rianimatore, e Carlo Flamigni, membro del Comitato nazionale di bioetica, in un incontro organizzato dall'Idv sul vocabolario della bioetica. ''Dire a un medico per legge di interrompere una terapia quando non è più efficace mi sembra quantomeno ovvio - sottolinea Riccio - E' quello che fanno tutti i medici per qualsiasi trattamento. La verità è che nel ddl Calabro' sono usati termini inconsistenti per creare confusione''. Dello stesso parere anche Flamigni, secondo cui ''nutrizione e idratazione non creeranno mai dei danni'', e Ignazio Marino, presidente della commissione d'inchiesta del Senato sul Ssn, che evidenzia come la modifica apportata dal Pdl ''voglia simulare un'apertura che non c'è''. Sulle questioni di fine vita e nel ddl sul biotestamento sono usati termini inesistenti, secondo Mario Riccio. ''La dicitura accanimento terapeutico esiste solo in Italia - spiega - Nella bioetica internazionale si parla infatti di futility, cioè di trattamenti inutili. I limiti al trattamento sanitario non esistono, sono personali. Così come parlare di morte naturale oggi non ha senso, perché morire non avviene più in modo naturale''. Infine, anche quando si parla di forme di sostegno vitale, si può distinguere tra quelle la cui ''l'interruzione porta alla morte immediata e quelle in cui non avviene in modo rapido. Ma per i pazienti in area critica tutti i trattamenti sono di sostegno vitale, come la dialisi o la somministrazione degli antibiotici''. Per questo è importante, conclude l'on. Antonio Palagiano (Idv), ''depurare il politichese da alterazioni della verità e falsi linguistici, che hanno il solo scopo di disorientare il cittadino e confonderlo di fronte a temi importanti''. Clicchi qui per partecipare al poll.

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