Osteoporosi, troppi i malati in Italia. L’Ssn spende 1 miliardo l’anno per le fratture

Redazione DottNet | 02/02/2011 10:44

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In Italia ci sono 4 milioni di donne e 800mila uomini con l'osteoporosi, malattia invalidante dell'apparato scheletrico che rende le ossa porose, con la possibile insorgenza di fratture. E' una patologia destinata a diffondersi in larga misura e che oggi colpisce una donna su 2, dopo i 45 anni e un uomo su 5, per un totale di 200 milioni di malati nel mondo. E' anche una malattia su cui pesa una forte ''mancanza di consapevolezza'', al punto che ''solo la metà delle donne malate sa di esserlo'', come ha affermato Maria Luisa Brandi, endocrinologa e specialista delle malattie del metabolismo dell'università di Firenze, nel corso di un incontro dedicato all'osteoporosi. La stima dei costi per il Servizio Sanitario Nazionale è di 1 miliardo di euro all'anno per le fratture femorali, cui fanno parte i costi indiretti per le pensioni di invalidità e quelli per i farmaci.

Secondo Umberto Tarantino, ordinario di malattie dell'apparato locomotore all'università Tor Vergata di Roma, c'è ''una sottostima'' del problema, poiché ''solo le statistiche relative alle fratture femorali, ad oggi, sono affidabili'', mentre quelle relative alle altre fratture da fragilità (omero, polso) non lo sono. Questa situazione ''porta ad una mancata diagnosi e quindi ad un mancato trattamento''. Gli esperti hanno rilevato anche che nella popolazione manca la consapevolezza della malattia e del suo portato invalidante. ''Secondo un sondaggio - ha sottolineato Tarantino - il 32% degli italiani non sa che esistono terapie per la cura''. Mentre, per Jean Yves Reginster dell'International Osteoporosis Foundation (Iof) ''solo il 19% delle donne con una frattura riceve un trattamento per l'osteoporosi e 8 donne su 10 non credono di essere a rischio di incorrere nella malattia''.''Occorre normalizzare l'accesso alle cure per l'osteoporosi nell'Unione Europea, e in questo campo l'Italia è in prima fila''. Lo ha affermato il presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, Antonio Tomassini, nel corso di un incontro sull'osteoporosi organizzato dall'Osservatorio Sanità e Salute. La ''vera frontiera'' per la cura dell'osteoporosi sono ''i farmaci biotecnologici'', per la sperimentazione dei quali, secondo Tomassini, ''occorre allargare il metodo all'Unione Europea, in un approccio globale, anche per avere una maggiore diffusione di questi farmaci e un calmieramento del loro prezzo''. L'osteoporosi, inoltre, per il presidente della Commissione, si combatte con la prevenzione primaria, ''attraverso un modello dietetico e con il movimento'' ma anche nei ''centri di riabilitazione''. Su questo tema, Tomassini ha lanciato un monito: ''noi medici dobbiamo avere il coraggio di non essere corporativi - ha detto - e incanalare l'esperienza di cura verso una professione specifica, quella del fisiatra riabilitatore''.