Pediatri, attenzione all’uso di farmaci non steroidei nei bambini

| 02/02/2011 13:06

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Un invito all'uso piu' attento e consapevole dei farmaci anti-infiammatori non steroidei (Fans) nei bambini, in particolare ibuprofene e ketoprofene, arriva dalla Societa' italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps), "in linea con la direttiva del Working Group Pediatrico dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa)". I Fans sono una classe di molecole la cui attivita' farmacologica consiste nella riduzione dei sintomi di un'infiammazione locale o sistemica. L'uso razionale di questi farmaci prevede, nell'adulto, il trattamento della febbre, di stati infiammatori dolorosi e di malattie croniche, ma in ambito pediatrico l'Aifa raccomanda linee guida piu' restrittive all'utilizzo dei Fans: la febbre elevata e il dolore, ma solo al bisogno e non continuativamente.

 Inoltre, negli ultimi cinque anni, a fronte di un aumento esponenziale delle vendite di questi medicinali a uso pediatrico, si e' assistito a un considerevole aumento di reazioni avverse a tali principi attivi, che spesso sono venduti nelle stesse formulazioni destinate agli adulti. Tra le reazioni avverse segnalate spiccano quelle a carico della cute, seguite da emorragie gastrointestinali e complicanze renali. "Nei piu' piccoli -raccomanda Leo Venturelli, specialista in Pediatria e componente direttivo Sipps- e' possibile ricorrere ai Fans solo nel caso in cui alla febbre si associ un importante malessere generale, somministrando solamente quelli a elevato indice di sicurezza (paracetamolo o ibuprofene, ma non entrambi a distanza di poche ore uno dall'altro) e calcolandone le dosi in base al peso del bambino e non alla sua eta'. Per questo motivo e' indispensabile rafforzare adeguatamente l'attivita' di informazione per aiutare i genitori ad utilizzare in modo corretto questa classe di farmaci". In caso di infezioni respiratorie pediatriche -consigliano i pediatri - i Fans devono essere utilizzati solo per le manifestazioni dolorose di tali infezioni (per esempio l'otalgia o la faringodinia) in quanto non esistono studi che testimonino la loro efficacia nel ridurre anche gli altri tipi di sintomi. In ogni caso la Sipps raccomanda di valutare attentamente l'esistenza di fattori concomitanti che possano aumentare il profilo di tossicita' del farmaco, quali malattie epatiche e renali, cardiopatia cronica, diabete e malnutrizione.