Certificati online, Brunetta risponde ai medici: presto una circolare concordata con la categoria. Milillo minaccia lo sciopero, Fazio e Cozza plaudono al prossimo incontro

Silvio Campione | 02/02/2011 20:18

"Sinceramente non capisco tanto timore. Questo paese è conosciuto per le proroghe. Una volta tanto che un ministro dice, dopo due proroghe, 'adesso andiamo avanti', forse sarebbe il caso di dare atto. Io devo pensare anzitutto ai 18 milioni di lavoratori dipendenti, a cui ho promesso di semplificare la vita. Dicono tutti di essere d'accordo, ma guarda caso dal 2004 non era successo niente". Così il ministro dell'Innovazione e della Pa Renato Brunetta ha riposto alle polemiche sorte attorno alle nuove procedure previste dall'introduzione dei certificati medici online, a causa delle proteste di alcune categorie di medici, che denunciavano disguidi tecnici e sono arrivati a minacciare lo sciopero contro le sanzioni previste dalla nuova normativa. In una conferenza con il presidente dell'Inps Antonio Mastrapasqua, Brunetta ha voluto precisare una serie di informazioni, facendo anche il punto sull'avanzamento dell'informatizzazione del nuovo sistema di notificazione.

 "Ho raccolto - ha raccontato il ministro - tutte le mail e i fax che mi sono arrivati in questi due giorni dai medici che chiedevano lumi o si lamentavano. A tutti è stato risposto individualmente. Dei 9 fax, guarda caso sette sono arrivati su modulo prestampato. C'è un problema organizzativo, certamente, ma c'è tutta la volontà di accompagnare questo processo innovativo, senza fare la faccia feroce". Brunetta ha annunciato che, nei prossimi giorni, sarà redatta una circolare che farà chiarezza sul sistema sanzionatorio per i medici inadempienti. Un documento che sarà stilato "ascoltando i medici, perché sia tranquillizzante per tutti". "Non credo - ha però aggiunto Brunetta - sia giusto procedere per altri rinvii". Nei prossimi giorni, dunque, ci sarà un incontro con le principali categorie dei medici, ma la conferenza  è stata soprattutto l'occasione per ripercorrere le tappe di un processo d'innovazione particolarmente sofferto: "La normativa - ha spiegato - non me la sono inventata io, ma data 2004. La Legge 311 prevede la trasmissione telematica dei certificati all'Inps. Sono passati 5/6 anni e fino a un anno fa questa legge era rimasta lettera morta. Finalmente nel gennaio 2009 decolla il piano e-government ed entra il vigore il relativo decreto. Il medico ha l'obbligo di inviare all'Inps il certificato online e la mancata trasmissione costituisce illecito disciplinare. Nel febbraio 2010 viene emanato un decreto che definisce le modalità tecniche. La sanzione c'è quando il medico si rifiuta di inviare la documentazione, anche se ci sono tutte le condizioni tecniche. Mi sembra una delle cose più banali".Brunetta ha quindi snocciolato i dati, importanti, relativi alle certificazioni online, e i conseguenti risparmi: "Siamo tra gli 80 e 100 mila invii giornalieri, tra i 400 e i 500mila settimanali. Questo significa che i certificati saranno 20/25 milioni all'anno, e cioè più del doppio degli invii cartacei. Questo da' il senso della rivoluzione in atto. E' una modernizzazione straordinaria, alla quale si aggiungeranno le ricette mediche online e i fascicoli medici online. In totale, potrebbe portare a un risparmio complessivo tra 10 e i 12 miliardi di euro sulla spesa totale, senza nulla togliere alle prestazioni. Prima - ha proseguito Brunetta - si perdeva più della metà della certificazione, inducendo l'Inps a fare dei controlli. Ora l'istituto di previdenza recupererà 500 archivisti. Naturalmente non è tutto oro quel che luce, perché si tratta di un sistema complesso, poiché una parte degli obblighi che erano in capo ai cittadini ora sono in capo ai medici, che hanno dato una risposta straordinaria. L'innovazione - ha concluso - sta avendo un grandissimo successo. Il sistema funziona, più il tempo passa, meglio va".Gli ha fatto eco Mastrapasqua, che ha sottolineato i benefici relativi all'efficienza sul versante Inps: "Costringere i dipendenti malati a mandare due raccomandate, apparteneva a una tradizione del passato. D'altra parte, noi ci trovavamo con una massa di certificati da smaltire. Questo ha portato a una serie di truffe. La più grande opportunità - ha spiegato - non è solo quella di modernizzare, ma quella di creare una banca dati sulle malattie. Un paese che non conosce i motivi e la diffusione delle malattie è un paese ignorante, e che non può prevenire le malattie. Si tratta di un salto in avanti formidabile del nostro paese". Mastrapasqua ha poi annunciato che, per venire incontro alle sollecitazioni dei medici, è stato istituito un call center con operatori, che ha il compito di fornire chiarimenti su ogni aspetto della normativa. E così al primo febbraio risultano inviati via web oltre 3 milioni 875 mila certificati di malattia. Solo ieri sono stati trasmessi 70 mila documenti on line e nell'ultima settimana (26 gennaio-1 febbraio) gli invii sono stati oltre 358 mila. A meno di un anno da quella data risulta prossima al 100% la quota di medici di medicina generale abilitati all'utilizzo della certificazione on line che, una volta a regime, coinvolgerà 18 milioni di dipendenti, 3,5 pubblici e 14, 5 privati. Inoltre il digitale ha soppiantato il cartaceo dal momento che la percentuale di documenti telematici del 2010 per i lavoratori privati Inps è superiore ai cartacei del 2009. Il ministro Brunetta ha dichiarato che l'ampliamento e la crescita della certificazione prosegue e già "alle 11 di del 2 febbraio sono stati inviati online all'Inps circa 90 mila certificati di malattia. Pensiamo di arrivare a fine giornata a superare la soglia dei centomila".

 Le reazioni

 'Sono lieto che il ministro Brunetta intenda vedere i medici'. Lo ha detto il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, commentando l'apertura del ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta a un incontro con i sindacati la prossima settimana per definire la circolare sulle sanzioni per i camici bianchi che non invieranno online all'Inps la certificazione di malattia dei pazienti. Con il 'dialogo', ha sottolineato il ministro, si possono appianare le divergenze e 'credo - ha concluso - che l'incontro su questa circolare sarà in grado di risolvere tutti i problemi'. "Siamo contenti che il ministro Brunetta abbia deciso di incontrare le associazioni dei medici per risolvere la questione dei certificati online, era quello che chiedevamo da tempo". Questo il commento del presidente nazionale Cimo-Asmd, Riccardo Cassi: "Il colloquio ed il confronto costruttivo sono sempre più utili dello scontro - ha proseguito Cassi -  soprattutto se l'obiettivo comune è salvaguardare gli interessi della categoria e tutelare la salute dei cittadini che deve essere sempre messa al primo posto. La Cimo - ha concluso il presidente - in attesa di incontrare il ministro e di arrivare ad una soluzione condivisa, ha deciso di sospendere le azioni di protesta che aveva annunciato nei giorni scorsi". "Finalmente il ministro Brunetta sembra essersi reso conto che con la propaganda e le minacce di licenziamento non si risolvono i problemi che ancora impediscono il funzionamento del sistema di trasmissione telematica dei certificati di malattia". Così in una nota Massimo Cozza, segretario nazionale della Fp Cgil: "Adesso, con l`annunciato incontro della prossima settimana, ci auguriamo di poter aprire un dialogo e di affrontare anche con nuove norme - dice la Fp Cgil - e non con annunci mediatici in extremis, tutti i nodi ancora aperti, a partire dalle sanzioni. I tilt del sistema non dipendono dalla cattiva volontà dei medici. Insultarli ed offenderli non aiuta”. "Il caos di questi giorni è evidente a tutti. Non dobbiamo quindi illudere i cittadini sul funzionamento dei certificati on line. I 18 milioni di lavoratori dipendenti, pubblici e privati, devono anche sapere che non basta che il medico trasmetta on line all`Inps il certificato di malattia, ma che, finché non sarà funzionante il collegamento telematico diretto tra Inps e datori di lavoro pubblici e privati - prosegue Cozza - dovranno essere loro stessi a far pervenire sul posto di lavoro il certificato in forma cartacea (attestato di malattia)". "Condividiamo con il Ministro Brunetta l`obbiettivo della modernizzazione - conclude Cozza - e della digitalizzazione della sanità e speriamo di poter finalmente condividere anche il metodo per conseguirlo, senza strappi né prevaricazioni. Valuteremo nell'incontro con le altre organizzazioni sindacali programmato per venerdì pomeriggio a Roma le iniziative unitarie da assumere". "Accogliamo positivamente le dichiarazioni del ministro Brunetta ad incontrare i medici per discutere la messa a punto delle problematiche sulle certificazioni on line di malattia, per porre fine a polemiche ed agitazioni al momento inopportune". Lo spiega Giuseppe Garraffo, Segretario Generale Cisl Medici che prosegue: "Dobbiamo anche cogliere positivamente l'impegno del ministro Brunetta di procedere ad una nuova circolare interpretativa, che di fatto va a costituire una proroga al sistema sanzionatorio che, stando alle sue dichiarazioni, non dovrebbe essere applicato fintanto che il nuovo sistema telematico non raggiungerà il pieno regime di funzionamento e di efficienza, con piena soddisfazione di pazienti e medici". Più rigida appare la posizione della Fimmg: “Oltre 14 minuti medi di attesa al call center per le certificazioni online nella mattinata del 2 febbraio. Nella seconda giornata di avvio ufficiale del nuovo sistema per l'invio dei certificati di malattia telematicamente, continuiamo a denunciare disagi. Senza contare - ha detto il segretario della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) Giacomo Milillo - che solo ieri sono state 'perse' oltre 6.000 ore di assistenza ai pazienti per poter far fronte ai nuovi adempimenti''. Critico inoltre il giudizio del leader Fimmg circa le rassicurazioni fornite dal ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta sulla funzionalità del sistema: ''Registriamo - ha affermato Milillo riferendosi all'annuncio del ministro, nel corso di una conferenza  a Palazzo Chigi, di un incontro la prossima settimana con i sindacati - una tiepida apertura da parte di Brunetta, anche se al momento non ci è giunta alcuna convocazione per un incontro''. Ad ogni modo, ha aggiunto, ''quello del ministro è sempre un atteggiamento di 'va tutto bene', mentre sappiamo che il 60-70% dei medici non è ancora in condizioni di poter operare. Quindi - ha proseguito Milillo - le parole del ministro risuonano ancor più come una presa in giro''. Insomma, ''delle parole di Brunetta - ha detto - abbiamo avuto un'impressione assolutamente negativa. Aspetteremo ora l'incontro annunciato ma in quell'occasione non sarà solo il ministro a 'dare i numeri'''. Quanto ad una prossima protesta già annunciata dalle organizzazioni mediche, ''stiamo valutando le forme da attuare e che potrebbero andare - ha annunciato il segretario Fimmg - dall'interruzione dei servizi allo sciopero totale e all'azione congiunta di un pool di legali per agire proprio sul piano della legittimità delle norme''. Nessuna incapacità, nessun preconcetto rifiuto, piuttosto difficoltà tecniche che certo non dipendono dai medici. Lo sottolinea Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG), ricordando che 'i medici di famiglia italiani sono tra i più informatizzati al mondo e sono in grado di fornire informazioni di eccellenza sulla salute dei loro pazienti'. Ma, osserva, 'Viviamo una inarrestabile e inaccettabile esasperazione dei toni cui si aggiunge la mancanza di concertazione, di cortesia e di decoro. Le proteste per i disservizi connessi all'invio telematico dei certificati di malattia all'INPS non hanno niente a che vedere con una ribellione da parte dei medici o con un preconcetto rifiuto della semplificazione burocratica. Ieri, nel primo giorno di avvio delle sanzioni per i medici che non inviano i certificati via web, abbiamo assistito a difficoltà tecniche che non dipendono dalla volontà dei camici bianchi di far funzionare il sistema'. Cricelli ribadisce 'l'importanza di trovare forme di collaborazione invece di esasperare i toni minacciando sanzioni contro professionisti che garantiscono servizi di alta qualità ai cittadini'. 'Anche i cittadini - aggiunge - apprezzano molto tutto ciò che semplifica la loro vita, snellisce il lavoro, elimina carte e firme. Non ho percepito rifiuti pregiudiziali nei confronti del nuovo metodo di trasmissione telematica dei certificati. Ho colto invece preoccupazione per la farraginosa fragilità del sistema, per la erraticità della banda, per la ancora incompleta distribuzione della ADSL. Ma il sentimento più diffuso è soprattutto di indignazione per la politica delle urla e degli schiaffoni nei confronti dei medici. Minacciano - si chiede - di cacciare un professionista che sta compiendo passi da gigante nel miglioramento della qualità per un paio di certificati? Noi - conclude Cricelli - credevamo che le priorità richieste ai medici riguardassero la salute dei cittadini, le buone cure e l'eccellenza dei risultati clinici. Invece ci ritroviamo con le sberle ed i diktat! Spediremo volentieri i certificati INPS come stiamo facendo ormai da mesi, ma esigendo prima la semplificazione e la soluzione di tutti i problemi tecnici e organizzativi insieme al rispetto ed alla buona educazione, senza la minaccia di sberle o di licenziamenti in tronco'. "Non si può negare la realtà. Il sistema non è a regime": "Ancora una volta chiediamo al Ministro ed a tutto il Governo di favorire una crescita razionale e non demagogica senza considerare le rappresentanze sociali, mosche fastidiose da scacciare con un gesto, mentre procede sulla luminosa strada del progresso". Lo sottolinea Costantino Troise, segretario dell'Anaao Assomed. Il sistema non è a regime, attacca l'Anaao, "non solo perché i quasi 4 milioni di documenti inviati, sui 50 stimati dal Ministro, per il 50% provengono da 3 Regioni, e manca all'appello tutto, o quasi, il Meridione. Non solo perché continuano a mancare i supporti informatici ed amministrativi necessari in troppi punti della rete assistenziale, ma anche perché sono emersi veri e propri effetti collaterali che stanno portando al collasso il sistema delle emergenze ed urgenze. A scapito dell'appropriatezza, valore essenziale della sanità moderna, e senza illusioni sullo snellimento e la velocizzazione delle procedure che, anzi, rischiano di allungare le attese". Secondo l'Anaao, "le idee del Ministro Brunetta sono a volte buone e, quando sono tali, meritano la massima attenzione di coloro che vogliono contribuire a liberare risorse economiche bloccate in atti inutili e, soprattutto anacronistici, tenendo conto della tecnologia di cui disponiamo. Purtroppo però il Ministro della Funzione Pubblica parte dal presupposto che una buona idea, una volta partorita, si realizzi per conto suo senza necessitare di alcun "investimento" in termini economici e culturali e di alcuna gradualità di realizzazione in un paese lungo e stretto come l'Italia". "La nostra posizione è chiara - ribadisce il sindacato - proprio perché vogliamo che la pubblica amministrazione cresca e si adegui costantemente a quello che la tecnologia mette a disposizione, non possiamo accettare gli ultimatum, le imposizioni irragionevoli, le carenze tecniche e strutturali, la negazione di veri e propri effetti collaterali che ostacolano la realizzazione di un cambiamento da noi ritenuto utile".

 Le regioni

 Sostegno dalla Regione Toscana ai medici di medicina generale in agitazione per la mancata proroga, da parte del governo, della sospensione delle sanzioni per i medici che non manderanno all'Inps per via informatica i referti di malattia. La Regione stessa, si legge in una nota, 'si è già fatta portavoce - ha affermato Daniela Scaramuccia, assessore alla salute della Regione Toscana - nel corso dei lavori dei tavoli tecnici convocati dal ministero della salute, della presenza di non poche criticità che ritardano la piena operatività del sistema che consente ai medici l'invio online dei certificati di malattia all'Inps. Pur ribadendo l'importanza dei principi ispiratori della riforma nazionale, leggo con favore la dichiarazione di ieri sera del Ministero sul fatto che non ci saranno sanzioni'.L'assessore ricorda che 'persistono tuttora delle criticità, dipendenti da fattori sia nazionali che locali. Il sistema di monitoraggio, in particolare, si basa su una complessa struttura informativa, che prevede numerosi e complessi passaggi di informazioni e atti, onerosi anche organizzativamente, sia per i medici che per le aziende. Di fatto, ad oggi, alcune procedure non sono state ancora chiarite nei dettagli e il sistema informativo di monitoraggio non è ancora operativo. Per tutti questi motivi leggo con favore la dichiarazione del Ministero che spiega che non ci saranno sanzioni'.Problemi di rete, mancanza di connettività, malfunzionamenti sono le ragioni tecniche alla base della difficoltà dei medici del Friuli Venezia Giulia alla trasmissione dei certificati di malattia on line. Ad oggi, ha riferito in Consiglio regionale l'assessore regionale alla Sanità, Vladimir Kosic, almeno un terzo degli studi medici non e' collegabile all'Adsl, con conseguente impossibilità ad accedere al portale. Una condizione che vale anche per la guardia medica. Rispondendo a un'interrogazione del consigliere regionale Sergio Lupieri (Pd), Kosic ha sottolineato che 'vi è un progressivo utilizzo del sistema, nonostante le problematiche di connettività'. Problemi, ha evidenziato Kosic, che si concentrano 'normalmente il lunedì'. Per queste ragioni 'non + possibile applicare sanzioni'. Clicchi qui per essere informato.

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