Legge 40, dal Tribunale di Milano gli atti alla consulta: lede il diritto alla famiglia. Coscioni, ci rivolgeremo ai tribunali internazionali

Ginecologia | Redazione DottNet | 03/02/2011 19:39

La legge sulla procreazione medicalmente assistita appare in contrasto con la Costituzione laddove vieta la fecondazione eterologa e prevede sanzioni alle strutture che dovessero praticarla in quanto 'non garantisce alle coppie cui viene diagnosticato un quadro clinico di sterilita' irreversibile il diritto fondamentale alla piena realizzazione della vita privata familiare'. E' questo uno dei passaggi dell'ordinanza con cui la prima sezione civile del Tribunale di Milano ha accolto il reclamo di una giovane coppia di Parma e ha eccepito l'incostituzionalita' della legge 40 del 2004 trasmettendo, cosi', gli atti alla Corte Costituzionale.
 

 

 

 

Il provvedimento, depositato ieri, ha sospeso la causa avviata dai coniugi che si erano gia' visti respingere dai magistrati la richiesta di ordinare, in via d'urgenza, al ginecologo a cui si erano rivolti di effettuare la fecondazione eterologa per via della 'completa e irreversibile infertilita'' del marito affetto da azoospermia. Il medico, infatti, non aveva potuto procedere in quanto, come lui stesso aveva dichiarato, in Italia la pratica che, in questo caso, riguardava la donazione di gamete maschile, e' vietata.
La coppia, prima dell'estate, ha allora riproposto l'istanza in base a una sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo in una controversia contro la legislazione austriaca in materia e ha chiesto, in alternativa, di sollevare la questione di legittimita' costituzionale davanti alla Consulta. Strada, quest'ultima, scelta dai giudici milanesi, cosi' come avevano fatto nei mesi scorsi i loro colleghi di Firenze e Catania.
Il Tribunale, nella sua complessa ordinanza, ha sostenuto innanzitutto che la normativa sulla fecondazione assistita in alcune sue parti, viola gli articoli della nostra Carta che tutelano i diritti 'inviolabili della persona' e in particolare quello 'di formare una famiglia' la cui creazione 'inclusa la scelta di avere figli' risponde anche 'a un interesse pubblico'. I giudici, tra l'altro, hanno anche rilevato che con il divieto di fecondazione eterologa, che e' consentita in molti paesi europei, ' si rischia di non tutelare l'integrita' fisica e psichica delle coppie in cui uno dei due componenti non presenta gameti idonei a concepire un embrione'.
Inoltre la normativa, ad avviso dei magistrati, violando il principio dell'eguaglianza giuridica, cela un profilo di 'natura discriminatoria' in quanto sarebbe trattate in modo opposto coppie con limiti di procreazione , risultando differenziate - si legge - solo in virtu' del tipo di patologia che affligge l'uno e l'altro' dei coniugi.
'La discriminazione - ha spiegato l'avv. Ileana Alesso, uno dei cinque legali che assiste i coniugi - sta nel fatto che per la legge 40 chi e' affetto da patologie di minore gravita' puo' avere il conforto della scienza medica e godere di un trattamento idoneo a risolvere il problema. Cosa che invece non e' previsto per chi e' affetto da sterilita'irreversibile.
Questo per noi e' inconcepibile - ha proseguito il legale - perche' il trattamento sanitario adeguato, che e' la donazione di gameti, esiste ma nel nostro Paese si e' costretti a rivolgersi in strutture all'estero'. L'Italia, ''che si distingue per avere la legge in materia piu' antiscientifica e lesiva dei diritti delle persone, oggi dovrebbe finalmente porre in agenda politica il rispetto del diritto alla salute, del principio di uguaglianza, della rispetto della liberta' di ricerca scientifica e intervenire sulla Legge 40 come vorrebbe la maggioranza dei cittadini italiani''. E' il commento di Marco Cappato, segretario dell'Associazione Luca Coscioni, alla decisione del tribunale di Milano che ha inviato alla consulta la legge40, dopo i tribunali di Firenze e Catania. ''La strada aperta dalla Corte europea dei diritti dell'Uomo lo scorso aprile - aggiunge - ha consentito che i giudici italiani, quali giudici 'comunitari', sollevassero il dubbio di legittimità costituzionale sul divieto di eterologa della legge 40. Oltre alle giurisdizioni nazionali siamo pronti ad attivare tutte quelle internazionali perché giustizia sia fatta''. ''Dal 2004 ad oggi - afferma Filomena Gallo, avvocato, presidente di Amica Cicogna e Vice Segretario Associazione Luca Coscioni - le coppie hanno fatto un passaggio obbligatorio nei tribunali per poter accedere alla Fecondazione assistita nel rispetto del diritto alla salute e del principio di uguaglianza e per ben 8 volte i tribunali italiani hanno inviato la legge 40 dinanzi ai giudici costituzionali''.Il 23 febbraio la Corte europea dei diritti dell'uomo ''e' chiamata a pronunciarsi in via definitiva sulla conformita' alla Convenzione dei diritti dell'uomo della disciplina austriaca che pone un divieto analogo a quello italiano alla procreazione assistita di tipo eterologo''. Lo spiega l'associazione Hera, annunciando che e' stata accolta dalla Corte ''l'istanza di intervento'' della stessa associazione, insieme all'associazione Sos Infertilita' '' che, ''come altre associazioni di pazienti che operano in tutta Europa avevano chiesto di intervenire''. ''Si tratta di una decisione importante afferma il presidente di Hera, Francesco Gerardi - che permettera' alle associazioni italiane di rappresentare compiutamente le ragioni secondo cui il divieto assoluto di fecondazione eterologa risulta ingiusto e discriminatorio''. La decisione europea ''avra' un peso anche in Italia'', spiegano Marilisa D'Amico, ordinario di diritto costituzionale all'Università statale di Milano e Maria Paola Costantini del Foro di Firenze che hanno promosso l'azione. ''Considerato che l'Italia aderisce al sistema della Convenzione dei diritti dell'uomo, e' tenuta ad adeguarsi alle pronunce definitive della Corte Edu''. ''Sarebbe fondamentale - aggiunge il collegio difensivo dell'associazione che nel 2010 ha promosso una decina di ricorsi davanti ai Tribunali di Catania, Bologna e Milano per il cambiamento della legge italiana - andare davanti alla Corte costituzionale italiana con una pronuncia positiva della Corte di Strasburgo''.  Clicchi qui per essere informato. Clicchi qui per partecipare al poll

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