Certificati online, dal ministero confermano le sanzioni. Milillo: Brunetta non è credibile. Falconi, legge per mafiosi e corrotti. E nei pronto soccorso i documenti saranno solo cartacei

Sindacato | Silvio Campione | 04/02/2011 10:15

"Il ministro Brunetta annuncia a gran voce che le sanzioni verranno applicate ai medici solo in caso di colpe esplicite, ma intanto le uniche comunicazioni ufficiali arrivate dai suoi funzionari sono di ben altro tenore". Lo dichiara il segretario nazionale della Fimmg, Giacomo Milillo. "In una lettera di qualche settimana fa - spiega - il dott. Massimo Vitalini ha scritto ai direttori generali che 'la prosecuzione delle forme tradizionali di comunicazione configurerebbe, oltre che un illecito di legge, anche una fattispecie di improprio uso di denaro pubblico erariale con responsabilità di carattere contabile.' (lettera del 18.01.2011 prot. DFP0002495 P-4.17.1.16.3). In poche parole i funzionari delle Aziende che non perseguissero gli autori di certificazioni di malattia su carta, dovrebbero risarcire il danno erariale. Ma allora quanto sono credibili le dichiarazioni di Brunetta? Notiamo con stupore inoltre che c'è poca chiarezza in merito alle cifre ufficiali sui certificati online".

"Il ministero della Funzione pubblica - dice Milillo - certificava ad esempio che in data 31 gennaio erano 105mila i certificati inviati, mentre nella successiva cartella stampa un grafico che si riferiva alla stessa data ne rilevava 75.893. Forse il ministro Brunetta tende ad arrotondare con generosità. Del resto ha sempre dichiarato che il volume di certificati previsto è di 50 milioni all'anno, salvo ridimensionare la cifra durante la conferenza stampa portandoli esattamente alla metà. Vorremmo che i numeri non fossero dati, ma certificati da parti terze. E' in gioco tutta la vita professionale di ogni medico. Ricordiamo che il successo della trasmissione dei certificati online è da attribuire ai medici, ai sindacati, alla Fnomceo e non certo alle sanzioni del ministro Brunetta, che da mesi non perde l'occasione per insultarci pubblicamente". "Se, come dichiarato - prosegue il segretario nazionale della Fimmg -, nella terza settimana di gennaio (periodo esente da sanzioni) i certificati inviati sono stati 340 mila e nei sette giorni precedenti il 31 gennaio, data dell'entrata in vigore delle sanzioni, sono stati 400 mila, a cosa serve il sanzionamento se non a offendere i medici? Noi, da persone civili abbiamo sempre lavorato sostenendo il processo di innovazione in corso, invitando i nostri medici a dare il proprio contributo e dando vita a un percorso comune con le altre associazioni mediche - conclude Milillo -. Attendiamo peraltro l'annunciata convocazione dei sindacati medici, che fino a questo momento non è arrivata". "Si tratta di sanzioni certamente più appropriate per mafiosi e/o politici corrotti". Secondo l'Ordine provinciale dei medici-chirurghi e degli odontoiatri di Roma, la cosiddetta 'Legge Brunetta'  "ha perseguito un obiettivo indiscutibilmente condivisibile ma con norme, tempi e supporti tecnologici inadeguati. A tale proposito non sono assolutamente condivisibili le eccessive sanzioni previste per i medici". "Il ministro - secondo il presidente Mario Falconi, che sulla questione ha indetto un Consiglio straordinario - non può cavarsela dichiarando, vestendo impropriamente i panni del legislatore, che saranno applicate solo in caso di colpa grave e reiterata, per accertare la quale molti medici dovranno in ogni caso difendersi se indagati. Chi pagherà - chiede il presidente dell'Ordine di Roma - le spese legali e i danni morali a quei colleghi che risultassero assolutamente incolpevoli? Ed è prevedibile che saranno la stragrande maggioranza. Da un ministro dell'innovazione ci saremmo aspettati premi incentivanti alle buone pratiche e non minacce di sanzioni spropositate e non degne di un Paese civile". L'Ordine dei medici romani conviene con il ministro Brunetta sulla possibilità di conseguire ogni anno importantissimi risparmi per il Ssn, di circa 12 miliardi di euro, grazie all'e-Health. Ricorda, però, che una cifra analoga viene sprecata ogni anno a causa del ricorso alla cosiddetta medicina difensiva, praticata da una percentuale rilevante di camici bianchi costretta a operare in condizioni di estrema difficoltà."Consapevolmente o inconsapevolmente - evidenzia il presidente Falconi - Brunetta ha ulteriormente accentuato i sentimenti di profondo disagio di tutti i medici, con ricadute negative sui livelli di assistenza e ulteriori danni economici per il prevedibile incremento proprio di pratiche difensive. Oltretutto sono in esponenziale aumento anche le aggressioni fisiche e/o verbali a tanti operatori sanitari, quasi sempre incolpevoli, ma rei di essere costretti a lavorare in trincea in condizioni di assoluta precarietà: ambientale, contrattuale, eccetera". A seguito delle numerosissime richieste e proteste da parte di singoli iscritti e di associazioni mediche, l'Ordine di Roma ha convocato per il 12 febbraio un Consiglio straordinario, aperto alla partecipazione dei rappresentanti dei sindacati medici e delle società scientifiche, "per ottenere dal Governo - sottolinea in una nota - le opportune correzioni di rotta". Sulla trasmissione dei certificati di malattia online "più che le sanzioni preoccupano i disagi". Lo assicura l'Anaao Assomed invitando il ministro Renato Brunetta a tenere "fede all'intenzione annunciata di confrontarsi con le organizzazioni sindacali mediche sulle gravi problematiche connesse alla precipitosa introduzione dell'obbligo di trasmissione telematica delle certificazioni". "Il ministro fino a oggi, di fronte alle proteste più che giustificate visti i pessimi risultati dei primi giorni di operatività del sistema telematico (significativo il blocco del sistema già al primo giorno), pare voglia gettare acqua sul fuoco rassicurando i medici sul regime sanzionatorio applicabile solo per colpa esplicita e 'dolo'. Ma ciò - incalza il sindacato - non è sufficiente a nascondere ai cittadini il timore dei medici che, di fronte all'insistenza del ministro di voler far girare la macchina a tutti i costi, saranno i primi a pagare per l'allungamento delle attese per visite e prestazioni, considerato il tempo che ogni medico dovrà dedicare alle procedure di inoltro dei certificati 'esclusivamente' per via telematica, sottraendolo ai compiti assistenziali". "I medici - ribadisce l'Anaao Assomed - non ostacolano certo il miglioramento dei servizi ma, pur abituati a gestire la tecnologia,rilevano come un sistema di tali proporzioni, con situazioni estremamente variabili (dall'ambulatorio al Pronto soccorso) abbia necessità di un ulteriore periodo di verifica, collaudo, adattamento alle varie realtà. Per questo, di fronte ad ulteriori dilazioni a un incontro, saremmo costretti a chiamare ad azioni di protesta l'intera categoria". E intanto dagli ospedali fanno sapere che la certificazione per malattia 'sarà rilasciata in documentazione cartacea anche dopo il 1/o febbraio 2011', data di entrata a regime della nuova certificazione telematica. E' quanto afferma la Federazione italiana di medicina di emergenza-urgenza e catastrofi (Fimeuc), sottolineando l'assenza di 'qualsiasi disposizione specifica riguardante il Pronto Soccorso' nonché 'l'assenza dei necessari processi di integrazione tra sistemi informatici aziendali e sistema informatico Inps". Senza tali 'indispensabili adeguamenti tecnologici - rileva la Fimeuc - nessuna sanzione dovrà essere applicata al medico di Emergenza-Urgenza'. Secondo la presidente Fimeuc Cinzia Barletta, infatti, è necessario che 'l'applicazione del decreto legislativo 150/2009, che prevede l'invio per via telematica, direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria, del certificato di malattia, sia necessariamente accompagnata da adeguamenti tecnologici che evitino qualsiasi interferenza con l'attività medica prestata in emergenza/urgenza'. Pertanto, prosegue Barletta, 'al fine di evitare il rallentamento delle attività specificamente rivolte ai pazienti critici, l'invio del certificato medico dovrà essere disposto dal medico di Emergenza-Urgenza esclusivamente attraverso un'apposita opzione che dovrà essere disponibile nell'applicazione aziendale già utilizzata'. La Fimeuc invita dunque 'con sollecitudine i ministeri competenti e le autorità regionali ad individuare ed attivare presso le Aziende sanitarie le procedure idonee per l'implementazione della certificazione sanitaria', ma 'senza alcun onere aggiuntivo per il medico di urgenza già quotidianamente impegnato 24 ore su 24'.All'Inps sono arrivati giovedì 3 febbraio  'oltre 98mila certificati di malattia di dipendenti pubblici e privati' trasmessi con il sistema telematico, 'portando così a 4.080.910 il totale degli invii effettuati dai medici dallo scorso aprile a oggi'. In testa tra le Regioni per numero di invii sempre la Lombardia, con '19.167' documenti trasmessi. Segue il Lazio, con 12.805 Lazio, 8.942 in Veneto, 7.957 in Sicilia, 7.442 in Emilia Romagna, 7.314 in Campania, 7.203 in Piemonte, 5.685 in Toscana, 4.508 in Puglia, 3.533 in Calabria, 2.243 nelle Marche, 2.161 in Liguria, 2.026 in Friuli Venezia Giulia, 1.630 in Sardegna, 1.414 in Abruzzo, 1.186 in Umbria, 993 nella Provincia di Bolzano, 872 nella Provincia di Trento, 505 in Basilicata, 286 in Molise e 200 in Valle d'Aosta. Clicchi qui per essere informato.

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