Tumore, adesso colpisce i meno abbienti

Redazione DottNet | 02/10/2008 21:47

  Il cancro diventa una malattia dei poveri. Se fino a pochi anni fa le sue cause erano collegate allo stile di vita tipico dei Paesi industrializzati, oggi è chiaro che la maggioranza dei nuovi casi è destinata a comparire nei Paesi in via di sviluppo. Parlano chiaro le cifre presentate a Roma dall'epidemiologo Peter Boyle, direttore dell'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc) di Lione.

 ''La diffusa introduzione di fattori di rischio nei Paesi in via di sviluppo, insieme al progressivo aumento e all'invecchiamento della popolazione mondiale, stanno portando ad un rapido aumento dei casi di tumore nel mondo'', ha detto l'esperto . Secondo le stime più recenti, nel 2008 si registrano nel mondo 12,4 milioni di nuovi casi diagnosticati e 7,6 milioni di morti per tumore. Inoltre oltre 28 milioni di persone vivono con la malattia a cinque anni dalla diagnosi. Cifre che secondo i dati presentati da Boyle sono destinate ad aumentare decisamente nei prossimi anni. ''Considerando crescita e invecchiamento della popolazione mondiale e calcolando che ogni anno si registra un aumento dell'1% di nuovi casi e delle morti - ha osservato l'epidemiologo - nel 2030 potremmo attenderci 26,4 milioni di nuovi casi, 17 milioni di morti e 80 milioni di persone che vivono con la malattia a cinque anni dalla diagnosi''. In massima parte questo aumento riguarderà i Paesi in via di sviluppo, nei quali lo stile di vita occidentale sempre più diffuso è il primo accusato. Fra i 'colpevoli', Boyle ha indicato innanzitutto la forte diffusione del fumo di sigaretta, e poi la vita sempre più sedentaria, sovrappeso e obesità. Le prime forme di tumore a registrare un aumento nei Paesi più poveri sono quelle di seno e colon-retto. A preoccupare, ha proseguito Boyle, sono anche ''i fondi limitati che i Paesi a basso e medio reddito hanno a disposizione per la salute''. Di conseguenza le strutture per la diagnosi e la cura dei tumori non sono accessibili a tutta la popolazione, così come non sono disponibili le terapie in grado di aumentare la sopravvivenza. Per Boyle non c'è dubbio che ''il cancro e le altre malattie stiano diventando sempre più comuni, rischiando di provocare danni devastanti'' e che ''controllare la diffusione di questa malattia sarà una priorità mondiale''.

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