Pediatri, sempre più rari e difficili da reperire

| 07/02/2011 18:39

L'unico libero e' a 15 km da casa. Oppure ha orari poco favorevoli, e si riesce a contattarlo solo per telefono. Sono alcune delle scene che si ripetono da Nord a Sud quando le famiglie si trovano di fronte alla scelta dei pediatri. Pediatri che sono ''troppo pochi'' in molte realta', come denuncia Altroconsumo, che ha condotto un'inchiesta in 9 grandi citta' italiane. Accanto alla scarsita' di pediatri di libera scelta disponibili (soprattutto a Milano, Napoli, Firenze e Bologna) si aggiungono poi le difficolta' a reperire le informazioni per fare la propria scelta in modo ragionato. Il medico, ricorda Altroconsumo, si sceglie, secondo la convenzione che regola il rapporto tra pediatri e Asl, sulla base di una serie di informazioni che devono essere disponibili per i cittadini allo sportello 'scelta e revoca del medico e del pediatra' dell'Asl.

Nei 40 visitati per l'inchiesta, solo 26 avevano l'elenco dei medici della zona, con relativo orario di ricevimento, appeso alla parete o racchiuso in un faldone a disposizione per la consultazione. In 12 casi bisogna rivolgersi all'impiegato per ottenerne una copia o consultarlo, ''con un'inutile perdita di tempo in coda''. Difficile poi sapere se un medico lavora solo su appuntamento o la sua data di nascita, e dunque l'anzianita' professionale, puo' aiutare i genitori a scegliere. Dato negato in alcuni casi appellandosi a ''inconsistenti 'motivi di privacy' ''. Per ovviare alla carenza di pediatri, e rendere la vita piu' semplice alle famiglie, consentendo la 'libera scelta', per Altroconsumo andrebbe aggiornata la convenzione. Al momento, infatti, prevede un pediatra ogni 600 abitanti di eta' tra 0 e 6 anni. Ma il medico puo' curare i bambini da 0 a 14 anni, e i genitori in genere i genitori preferiscono lasciare i bambini in cura dal pediatra fino a quell'eta', anche se dai sei anni potrebbe essere trasferito dal medico di base.

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