Spot dei medici contro l’accanimento terapeutico

Medicina Generale | Redazione DottNet | 07/02/2011 18:49

I medici e gli operatori sanitari lanciano un appello, promosso dalla Fp-Cgil e della Fp-Cgil Medici ''contro l'accanimento terapeutico e per la libertà di scelta sul testamento biologico''. L'appello è sostenuto anche con uno spot su Internet con il messaggio ''Io non costringo, curo''. Fra le prime 10 adesioni figura quella dell'oncologo Umberto Veronesi, del senatore Ignazio Marino e di Amato De Monte, il direttore del dipartimento di anestesia e rianimazione dell'ospedale di Udine e responsabile dell'equipe medica che interruppe l'alimentazione e l'idratazione di Eluna Englaro. ''I medici - si legge nell'appello - non vogliono una legge che costringa a mantenere in vita con tecnologie straordinarie o sproporzionate chi ha deciso di rifiutarle in modo consapevole e non ha più una ragionevole speranza di recupero''.

Sostengono anche che ''non vogliono calpestare, per scelte legislative ideologiche, la deontologia professionale e la stessa Costituzione che garantiscono il rispetto della volontà dell'individuo sulle terapie da effettuare''. Non vogliono poi che l'idratazione e la nutrizione artificiale ''siano strumentalmente considerate nella legge come 'pane ed acqua', in contrasto con la comunità scientifica internazionale e negando l'evidenza della necessità per la loro somministrazione di competenze mediche e sanitarie''. Nell'appello si chiede infine di ''poter lavorare secondo scienza e coscienza in una alleanza terapeutica con la persona assistita, alla quale devono sempre essere garantite la dignità e la decisione finale''.L'appello dei medici, promosso dalla Cgil, è, secondo l'oncologo Umberto Veronesi, ''a difesa dell'autodeterminazione e del rispetto della volontà, dell'integrità intellettuale e morale dell'uomo''. Con un messaggio inviato ai promotori dell'iniziativa, Veronesi spiega che ''la libertà dell'uomo, in vita come in malattia'', è un valore nel quale crede molto e aggiunge di essere convinto ''che l'impegno unanime di scienza, diritto ed etica contribuirà positivamente alla sensibilizzazione dei diritti dell'uomo, alla qualità dell'esistenza e alla libertà decisionale dell'individuo di fronte a temi così delicati e complessi come quelli di fine vita''.Intanto gli emendamenti del Pd e dei radicali eletti con il partito di Bersani al ddl sul Biotestamento saranno "circa 1.500", come ha spiegato il senatore democratico Ignazio Marino. "Utilizzeremo ogni strumento parlamentare per opporci a questa legge- ha detto Marino- Ma è chiaro che la nostra politica si sta orientando per votarla anche se va contro la libertà di scelta". Quanto alla possibilità di prevedere, come già si fece per l'aborto, l'obiezione di coscienza per i medici, Marino si dice contrario perché potrebbe essere un'arma a doppio taglio. Il medico "potrebbe avere una visione opposta a quella del paziente che potrebbe trovarsi in difficoltà nel trovare qualcuno che segua le sue volontà". Quanto alla libertà di coscienza per il voto sul biotestamento promossa dal segretario del Pd Bersani Marino si dice "contrario. Continuerò a chiedere che non ci sia. Almeno non fino a quando c'è una legge elettorale che impedisce ai cittadini di poter non dare il proprio voto a chi ha votato una legge che va contro le sue libertà". Clicchi qui per partecipare al poll

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