Assistenza stati vegetativi, maglia nera al Sud

Redazione DottNet | 09/02/2011 20:23

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Circa un centinaio di strutture, sparse 'a macchia di leopardo' in tutta Italia, con gravi carenze al Sud, nella maggior parte dei casi organizzate e gestite dalle associazioni dei familiari, non sempre convenzionate con i servizi sanitari regionali. E' la mappa dell'assistenza ai pazienti in Stato Vegetativo, stimati in media in 2.000-2.500 casi l'anno, censita dalle stesse associazioni che ogni giorno si occupano delle cure e della riabilitazione di chi si 'risveglia', ma anche delle strutture di accoglienza dei cosiddetti 'stati vegetativi persistenti'. Associazioni che hanno partecipato ai lavori del tavolo voluto dal ministero della Salute, e che hanno prodotto un libro bianco sulle buone pratiche e le criticità dell'accoglienza, e che ora chiedono che si attuino al più presto linee guida regionali per avere 'modelli omogenei' di assistenza in tutte le Regioni.

 In testa alle Regioni più attrezzate per gestire questi 'grandi disabili' la Lombardia, con oltre una ventina di centri, seguita dall'Emilia Romagna (con 14 strutture) e il Veneto, con 11. 'In Regione - ha spiegato l'assessore alla sanità, Luca Coletto - gestiamo 340 pazienti, di cui una trentina proveniente dalle altre regioni. Il 21% è assistito a casa, in stretta collaborazione con le associazioni dei familiari'. In coda le regioni più piccole, come il Molise (che ha solo 2 strutture), ma anche popolose come la Puglia, che ne ha 5, o la Sicilia che ne offre 3. Il primo motore per la presa in carico di questi malati, in genere, sono proprio le associazioni dei familiari, che si attivano a partire spesso dalle proprie esperienze: 'In Liguria - spiegano dall'associazione Rinascita Vita - ci occupiamo di 150 malati solo a Genova, e gestiamo una casa famiglia, due centri diurni, l'assistenza domiciliare, il servizio ambulatoriale, un centro residenziale per gli stati vegetativi'. Un centro, in questo caso, convenzionato, 'per cui ci rimborsano 180 euro al giorno, come per i pazienti psichiatrici'. Ma il paziente in stato vegetativo ha bisogno 'di assistenza h24, di fisioterapia, di essere movimentato almeno due volte al giorno per evitare le piaghe'. Senza contare, come spiega Luca De Nigris, della Casa dei risvegli di Bologna, che assistito a casa 'un malato costa mediamente 3.500 euro al mese alle famiglie'. Le linee guida, ha assicurato Filippo Palumbo, capo dipartimento del ministero della Salute, 'sono in arrivò e 'troveremo il modo di condividere il percorso anche con le associazioni'.