Certificati online, il 16 per cento dei medici invia meno del 50% dei documenti. Milillo: chiederemo un anno di proroga. Se il sistema si blocca passate al cartaceo. Niente sanzioni in LOmbardia

Silvio Campione | 10/02/2011 17:45

Oltre la metà dei medici di famiglia (il 56,4%) riesce a inviare per via telematica più dell'80% dei certificati di malattia, ma c'è ancora il 16,5% che ne invia meno del 50%. E' quanto emerge dall'ultimo sondaggio della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) su un campione di oltre 1.500 camici bianchi di tutte le regioni italiane. Dalla ricerca risulta anche che l'11% dei medici di famiglia riesce a inviare via web fra il 70 e l'80% dei certificati mentre il 15,8% ne invia tra il 50 e il 70%. I dati, però, non riducono la tensione tra i professionisti e il ministro della Pubblica amministrazione Innovazione, Renato Brunetta. "Non abbassiamo la guardia e manteniamo la mobilitazione della categoria in attesa dell'incontro di venerdì con il ministro", ha scritto in una lettera inviata agli iscritti il segretario nazionale della Fimmg, Giacomo Milillo.

 "L'obiettivo fondamentale di tutte le organizzazioni sindacali - prosegue Milillo - è ottenere la modifica della legge e in particolare la rimozione delle sproporzionate sanzioni previste. A breve termine è assolutamente necessario ottenere la sospensione del sanzionamento per almeno un anno". "Durante questo periodo sarà possibile perfezionare il sistema”. Un primo incontro tecnico, però, ci sarà giovedì 10 febbraio alle 12 presso il ministero della Salute nella sede di via Ribotta. "L'incontro con i funzionari della Commissione ministeriale sul monitoraggio del sistema - sottolinea Cassi - servirà a esaminare lo stato di attuazione dei provvedimenti e degli adempimenti relativi alla certificazione online. Insomma - spiega Cassi - si farà il punto della situazione. Sarà - aggiunge il numero uno della Cimo-Asmd - un incontro propedeutico a quello in programma venerdì tra le organizzazioni sindacali e il ministro della Pubblica amministrazione e innovazione, Renato Brunetta". “Stiamo conducendo anche un'importante azione sulle Software House dei nostri applicativi – precisa Milillo -  per convincerle a fornire la funzione della certificazione on-line senza costi aggiunti nell'ambito della ordinaria manutenzione dei programmi”. “Rimaniamo continuamente in contatto con la Sogei (l'Azienda informatica del Ministero dell'Economia e delle Finanze) - continua Milillo - per capire anche i problemi tecnici che possono essere alla base del funzionamento irregolare dell'intero sistema". "Dopo il blocco del primo febbraio, ci viene assicurato che il 'cervellone' ha continuato a funzionare ininterrottamente, salvo occasionali rallentamenti di pochi minuti. Ciò contrasta con i dati sopra riportati che testimoniano la persistenza e l'elevata frequenza di criticità di trasmissione" Milillo invita i colleghi "nel momento in cui si manifesta il malfunzionamento di una qualsiasi delle componenti del sistema" a non "accanirsi nel ritentare continuamente l'invio, ma raccomandiamo - scrive - di procedere immediatamente a emettere il certificato cartaceo, perché la priorità assoluta deve essere data all'attività assistenziale". "Analogamente - aggiunge - in presenza di uno studio affollato è impensabile rivolgersi al Call center che, ammesso risponda subito, prevede una procedura di oltre 7 minuti, assolutamente incompatibile con il nostro lavoro. Anche in questo caso consigliamo di passare subito al cartaceo". "Abbiamo chiesto e ottenuto da Sogei - dice Milillo chiudendo la lettera agli iscritti - un indirizzo di posta elettronica al quale ciascuno di voi potrà inviare segnalazioni e osservazioni".  "Ultima chance" venerdì 11 febbraio  per il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta per appianare i contrasti con i medici sul sistema dei certificati online. Lo sottolineano Massimo Cozza, segretario nazionale FPCGIL Medici e Nicola Preiti, coordinatore nazionale FP CGIL Medici Medicina Generale. "Oggi, giovedì 10 febbraio  - dicono i sindacalisti - si è tenuto presso il Ministero della Salute l'incontro tra il Ministro Fazio, le Regioni e le organizzazioni sindacali dei medici in merito al funzionamento del sistema di trasmissione dei certificati di malattia on line. Sia il Ministro Fazio che le Regioni hanno fatto un lavoro approfondito recependo le nostre sollecitazioni e trasmettendo al Ministro Brunetta un dossier sulle gravi criticità emerse nel funzionamento del nuovo sistema di certificazione on line. Sono state esaminate problematiche tecniche, medico-legali e quelle relative alle sanzioni, e proposte soluzioni. Sono stati sottolineati i problemi del sistema, che continua ad andare in tilt; del call center che funziona male e solo dalle 8:00 alle 20:00, dal lunedì al venerdì, lasciando così completamente scoperta la guardia medica, che generalmente non è nemmeno informatizzata; problematiche di pronto soccorso; differenze territoriali di infrastrutture informatiche; problemi di applicabilita' e costi della procedura sanzionatoria". Dall'incontro, sottolinea la Cgil Medici, è emerso con chiarezza che "i problemi sollevati da noi, ormai molti mesi fa, sono finalmente nella piena coscienza di tutti, compreso il Ministro Brunetta, che non li può più nascondere; i medici non hanno responsabilità sul malfunzionamento del sistema e al contrario è proprio grazie al loro impegno che arrivano i primi risultati Tutto dipenderà ora dall'incontro di  con il Ministro Brunetta e dalla circolare che dovrà discutere con le organizzazioni sindacali, se avrà recepito le nostre proposte oppure persisterà con il suo atteggiamento propagandistico e minaccioso". Con l'obbligo di rilasciare la certificazione di malattia, la situazione nei pronto soccorso italiani ''è diventata esplosiva'' ed è al limite del collasso: a lanciare il grido d'allarme è l'Associazione dei medici dirigenti (Anaao Assomed). Oltre ''al sovraffollamento, al taglio di posti letto, alle carenze di personale, alle cattive condizioni logistiche in cui si è costretti ad operare - spiega il segretario Costantino Troise - si va aggiungendo l'indifferenza delle istituzioni su quanto possa incidere un provvedimento come questo sulla funzionalità dei servizi di emergenza e urgenza''. I conti sono presto fatti. Anche in condizioni tecniche ottimali, ''e questo è il caso meno frequente nel Paese - continua - la procedura richiede 5-10 minuti a certificato, tempo che, moltiplicato per il numero di pazienti in età lavorativa che accedono nelle 24 ore, ricadrebbe tutto sui tempi d'attesa per la visita medica e di aumento del rischio clinico per cittadini ed operatori''. Bisogna calcolare che circa il ''30-40% dei pazienti che si rivolgono al Pronto soccorso - aggiunge Annamaria Ferrari, past presidente della Società italiana di medicina di emergenza e urgenza (Simeu) - lo fa perché ha bisogno di un certificato di malattia, e che nelle strutture delle grandi città ci sono almeno 200-300 accessi al giorno. Quindi ogni 100 pazienti, si perdono dalle 3 alle 6 ore solo per compilare il certificato. Tempo che si aggiunge alle attese dei pazienti''. Il ministero di Brunetta aveva promesso, nella circolare emanata a settembre, conclude Ferrari, ''di studiare modalità apposite per i pronto soccorso, cosa che finora però non è avvenuta''.  In Lombardia le sanzioni per mancata certificazione on line non verranno applicate in caso di 'impossibilita' oggettiva' a trasmettere e la carta potra' continuare a essere usata in tutti quei frangenti nei quali il sistema informatico non e' disponibile. E' l'indicazione che la direzione generale della Sanita' della Regione ha diffuso al termine dell'incontro organizzato  a Roma tra il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, e i rappresentanti dei governi regionali. Una sorta di 'soluzione-ponte' in attesa del fatidico incontro che i sindacati medici avranno domani con lo stesso Brunetta per discutere del capitolo sanzioni (sullo stesso tema previsto per oggi un faccia a faccia anche con il ministro Fazio).
'Fino a quando il sistema non sara' a regime', dice il direttore generale della Sanita' lombarda, Carlo Lucchina, 'le sanzioni previste dalla normativa non saranno applicate'.
Ed ecco, infine, il solito report Inps sui dati: mercoledì 9 febbraio sono stati trasmessi online all'Istituto 98.031 certificati di malattia di dipendenti pubblici e privati. A livello regionale gli invii sono così distribuiti: 17.651 in Lombardia, 12.911 in Lazio, 8.852 in Veneto, 8.187 in Emilia Romagna, 7.917 in Sicilia, 7.279 in Campania, 7.081 in Piemonte, 6.118 in Toscana, 4.663 in Puglia, 3.296 in Calabria, 2.413 in Liguria, 2.221 in Marche, 2.111 in Friuli Venezia Giulia, 1.837 in Sardegna, 1.509 in Abruzzo, 1.264 in Umbria, 936 in Provincia di Trento, 815 in Provincia di Bolzano, 518 in Basilicata, 306 in Molise, 146 in Valle d'Aosta. Dalla data di attivazione della nuova procedura, si legge in una nota del ministero della Pubblica Amministrazione, il totale dei certificati trasmessi raggiunge così la cifra di 4.565.253 unità, con la seguente ripartizione per Regione: 1.383.866 in Lombardia, 620.759 in Lazio, 403.075 in Veneto, 314.010 in Emilia Romagna, 303.974 in Sicilia, 280.856 in Campania, 190.178 in Piemonte, 163.385 in Puglia, 158.191 in Toscana, 141.586 in Marche, 122.193 in Calabria, 90.624 in Abruzzo, 69.582 in Provincia di Bolzano, 60.925 in Liguria, 56.453 in Sardegna, 50.149 in Friuli Venezia Giulia, 46.973 in Provincia di Trento, 46.265 in Umbria, 30.860 in Basilicata, 16.116 in Molise, 15.233 in Valle d'Aosta. Clicchi qui per essere informato.

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