Approvate le linee guida per il fascicolo sanitario elettronico: sarà realizzato dalle regioni

Silvio Campione | 11/02/2011 15:52

Passo avanti per il progetto del Fascicolo sanitario elettronico (Fse), che entro il 2012 potrà essere reso disponibile su tutto il territorio nazionale per i cittadini italiani. La Conferenza Stato-Regioni ha infatti approvato le Linee Guida nazionali proposte dal Ministero della Salute. Lo rende noto lo stesso dicastero: si tratta, ha commentato il ministro Ferruccio Fazio, di un "importante passo per migliorare l'assistenza ai cittadini". ''Il Fascicolo sanitario elettronico che ogni italiano porterà con sé come una vera e propria carta d'identità sanitaria - ha dichiarato Fazio - consentirà di migliorare enormemente l'assistenza sanitaria, permetterà di intervenire rapidamente ed efficacemente in caso di emergenze e farà risparmiare notevoli risorse al sistema sanitario. Le Linee Guida individuano gli elementi necessari per una progettazione omogenea del fascicolo elettronico su base nazionale ed europea''.

 Il Fse verrà realizzato dalle Regioni previo consenso dell'assistito ed è definito come 'l'insieme dei dati e documenti digitali di tipo socio-sanitario generati da eventi clinici presenti e trascorsi, riguardanti l'assistito'. Coprirà l'intera vita del paziente e sarà costantemente aggiornato dai soggetti che prendono in cura l'assistito. Nelle urgenze, spiega il ministero, ''il Fse permetterà agli operatori di inquadrare immediatamente i pazienti; consentirà la continuità delle cure, permetterà di condividere tra gli operatori le informazioni amministrative (es. prenotazioni di visite specialistiche, ricette)''. L'accesso al Fse, precisa il dicastero, potrà avvenire mediante l'utilizzo della carta d'identità elettronica (Cie) e della carta nazionale dei servizi (Cns). L'accesso potrà essere consentito anche attraverso strumenti di autenticazione forte, con l'utilizzo di smart card rilasciate da certificatori accreditati, o debole, con l'utilizzo di userid e password, o con altre soluzioni, purché ''siano rispettate le misure minime di sicurezza nel rispetto del Codice in materia di protezione di dati personali''. La necessità di Linee Guida nazionali è nata da una ricognizione effettuata nel 2008 dal Ministero della Salute, che ha indicato tra l'altro ''troppe differenziazioni nelle soluzioni applicative e nelle modalità di utilizzo dei sistemi'' tra le Regioni.

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