Mancano i pediatri, cure a rischio per i bambini

Redazione DottNet | 13/02/2011 11:51

Tra pochi anni potrebbe essere difficile trovare un pediatra che assista i propri figli e negli ospedali la richiesta di cure pediatriche potrebbe causare ingolfamenti e lunghi tempi di attesa. E' uno scenario realistico con il quale dover fare i conti sin da ora poiché, secondo le previsioni, il 2020 sarà il punto di non ritorno, l'anno in cui 'non saremo più in grado di garantire l'assistenza sanitaria', fanno sapere i pediatri della Sip, la Società Italiana di Pediatria che rappresenta i professionisti sul territorio, i 'pediatri di famiglia' e quelli ospedalieri.

Già dallo scorso anno è cominciato il declino. I giovani medici usciti dalle 43 Scuole di Specializzazione in Pediatria sono meno dei pediatri andati in pensione (per prepensionamento o per motivi anagrafici). 'E nei prossimi anni - afferma Giovanni Corsello, vicepresidente della Sip - il numero dei pensionamenti aumenterà' e i posti resteranno vacanti. Secondo uno studio della Sip, mantenendo l'attuale numero di giovani medici specializzati ogni anno, i circa 15mila professionisti attivi oggi diventeranno poco meno di 12mila nel 2020 e 8mila nel 2025, con un deficit di 3mila professionisti. La carenza si sentirà soprattutto al Centro-Sud, perché ci sono le Regioni sottoposte ai piani di rientro e quelle con minori risorse per collocare i pediatri. Per questo è in atto, 'un fenomeno migratorio dei pediatri dal Sud al Nord, dove ci sono maggiori risorse - sottolinea Corsello - e una più forte domanda per coprire gli organici'. Lanciato l'allarme, la Società non è rimasta ferma. Il presidente della Sip, Alberto Ugazio ha chiesto ai Ministri della Salute e dell'Istruzione, Ferruccio Fazio e Mariastella Gelmini di aumentare le borse di studio per l'accesso alle Scuole di Specializzazione, attualmente 212 all'anno. Il titolare del dicastero della Salute, recentemente si è impegnato a far salire questo numero a 250. Un piccolo miglioramento ma pur sempre qualcosa, sostengono i pediatri che stanno lavorando anche ad un progetto di 'rete pediatrica', una misura che non comporta oneri aggiuntivi, 'semmai, è in grado di far risparmiare', fa sapere Corsello. La 'rete' è quella che si deve creare tra i pediatri del territorio e quelli degli ospedali. 'Dovrebbero lavorare insieme - aggiunge Corsello - garantendo la continuità delle cure ai bambini, per esempio di notte e nei festivi, evitando ingolfamenti negli ospedali'. E' una riorganizzazione che necessita 'di una cornice istituzionale', vale a dire un passaggio in Conferenza Stato-Regioni. La bozza già esiste e il presidente della Sip, Ugazio ha avviato i contatti con le organizzazioni sindacali e il Ministero della Salute. 'E' un'esigenza sentita da tutti', conclude Corsello, perché sono in ballo una categoria da salvare e le cure per i bambini italiani.

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