Nuova molecola abbinata alla chemio garantisce più sopravvivenza per i tumori all’ovaio

| 16/02/2011 12:45

chemioterapia farmaci oncologia

Il nuovo studio Oceans ha dimostrato che le pazienti affette da carcinoma ovarico sottoposte a trattamento con la molecola bevacizumab e chemioterapia, seguito dall'uso continuato di bevacizumab in monoterapia, vivono più a lungo senza che la malattia peggiori rispetto alle donne sottoposte alla sola chemioterapia. ''Siamo molto lieti dei risultati dello studio Oceans, in quanto le donne affette da carcinoma ovarico hanno bisogno di nuove opzioni terapeutiche. - afferma Hal Barron M.D., Chief Medical Officer e Head Global Product Development di Roche - Bevacizumab, sino ad ora ha dimostrato un miglioramento significativo nel carcinoma ovarico in tre grandi studi di fase III''.

Roche ha già presentato domanda per l'autorizzazione all'estensione dell'indicazione all'Unione Europea (EU) per l'uso di bevacizumab in prima linea e si attende una decisione da parte del Comitato europeo per i medicinali per uso umano (CHMP) entro la fine dell'anno. A livello mondiale, il carcinoma ovarico rappresenta in termini di frequenza la sesta forma di cancro diagnosticata e l'ottava causa di mortalità per tumore tra le donne. Si stima che ogni anno il carcinoma ovarico venga diagnosticato a 230.000 donne nel mondo e che circa 140.000 donne muoiano a causa di questa malattia.