Primi segnali positivi dai sindacati alla proposta di Brunetta sui certificati online: sanzioni soft ai medici. Sì al cartaceo se il call center non risponde subito. Venerdì la circolare: ecco i punti salienti con i consigli dei consulenti del lavor

Silvio Campione | 17/02/2011 16:47

Il ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta esprime la sua soddisfazione per il costruttivo confronto con le organizzazioni rappresentative dei medici in ordine all'elaborazione della circolare sull'applicazione delle norme dei certificati medici online. La circolare ha tenuto conto degli esiti dei tavoli tecnici fatti con le Regioni e dei suggerimenti dei sindacati dei medici ed è stata inviata alle Regioni per una rapida condivisione. Entro venerdì sarà definitivamente emanata.

“E' importante – dichiara il ministro - che con la circolare si siano chiariti i dubbi sull'aspetto sanzionatorio della norma, che va ricondotto al più consono istituto dei procedimenti disciplinari. In ogni caso l'avvio del procedimento scatta dopo una verifica istruttoria, posta in capo al datore di lavoro, del funzionamento del sistema e solo in caso di dolo o colpa. Inoltre, la circolare prevede una serie di fattispecie che devono essere regolamentate dalle singole Regioni. La collaborazione con i rappresentanti dei medici continuerà anche in seguito perché la riuscita di una così importante innovazione rappresenta un successo soprattutto per la categoria dei medici”. Primi commenti positivi anche dal fronte sindacale: i rappresentanti dei camici bianchi apprezzano il ''cambio di passo'' e la volontà di ''collaborare'' da parte di Brunetta. I sindacati dei medici, al lavoro fino a martedì sera per proporre limature alla bozza, inviata dal ministero della Pubblica amministrazione, della terza circolare esplicativa delle nuove norme in materia di certificazione online della malattia, si dicono abbastanza soddisfatti della proposta di Renato Brunetta, soprattutto perché ''è stato chiarito il concetto di reiterazione'' dopo il quale scattano le sanzioni per i camici bianchi inadempienti. In ogni caso, però, per i rappresentanti dei medici, ''ogni conclusione'' è rinviata al prossimo incontro con il ministro, che dovrebbe prima illustrare la circolare alle Regioni. Qualora le integrazioni fossero accettate e recepite dalle Regioni, fanno sapere i sindacati, verrebbero meno le motivazioni che hanno innescato la mobilitazione della categoria. Il testo messo a punto dal ministero specifica, tra le altre cose, che ''l'applicazione delle sanzioni deve avvenire in base ai criteri di gradualità e proporzionalità secondo le previsioni degli accordi e contratti collettivi di riferimento'' e che ''la reiterazione è da intendersi come recidiva ovvero irrogazione di successive sanzioni a carico di un soggetto già sanzionato per la violazione dell'obbligo di trasmissione telematica dei certificati''. Spetterà comunque alle Regioni ''adottare gli opportuni provvedimenti per la regolamentazione degli aspetti procedurali e di dettaglio legati ai procedimenti disciplinari per assicurare l'omogeneità di comportamento sul territorio nazionale". Le Regioni, inoltre, in attesa che il sistema sia totalmente a regime "possono individuare gli ambiti organizzativi dell'assistenza ritenuti funzionalmente e temporaneamente non idonei all'attività di certificazione di malattia". Per quanto riguarda le procedure per il Pronto Soccorso, poi, si specifica che ''le strutture ospedaliere'' devono ''individuare le soluzioni tecniche e organizzative più idonee'' in modo che ''il certificato di malattia possa essere inviato contestualmente alla compilazione da parte del medico del verbale di pronto soccorso, senza carichi di lavoro aggiuntivi''. I sindacati chiedono però che sia anche al Conferenza Stato-Regioni a farsi carico della questione, in particolare per quanto riguarda le procedure per le sanzioni. Chiedono poi che le Regioni coinvolgano le rappresentanze dei camici bianchi, e che possano indicare gli ambiti organizzativi dell'assistenza ritenuti funzionalmente e temporaneamente non idonei all'attività di certificazione di malattia'' in attesa ''che il sistema complessivo entri a regime''. Quanto a call center e risponditore automatico, si chiede, tra l'altro, che sia consentito il cartaceo quando ''i tempi richiesti'' al telefono ''confliggano con il dovere primario di assolvere agli obblighi assistenziali''. Si allenta, dunque, anche se lievemente, la tensione tra i medici e il ministro della Pubblica amministrazione e innovazione Renato Brunetta sui certificati online, in particolare per quanto riguarda le sanzioni previste per i camici bianchi inadempienti. Resta comunque lo stato di agitazione della categoria ma, in queste ore, sembra esserci, come dicevamo, collaborazione nella stesura della circolare ad hoc promessa dal ministro che pure aveva respinto la richiesta dei sindacati di categoria di fare slittare la data dell'entrata in vigore delle 'punizioni', vigenti dal 1 febbraio. La prima bozza della circolare, presentata martedì ai sindacati con sanzioni più morbide, è stata già emendata dalle associazioni di categoria che ora attendono di sapere se saranno recepite. "Sicuramente abbiamo fatto un passo avanti - spiega  il segretario nazionale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) Giacomo Milillo, una delle sigle del compatto fronte medico - ora stiamo lavorando sulle carte. Abbiamo fatto diverse proposte e attendiamo di sapere se saranno accettate". Le sanzioni che vanno fino al licenziamento o la perdita della convenzione, saranno applicate solo in caso di dolo o colpa grave, quando gli illeciti vengono ripetuti. Ma anche in caso di reiterazione la circolare ricorda che i contratti collettivi prevedono 'clausole di salvaguardia' che non consentono, dopo un certo periodo di tempo, di tener conto delle vecchie sanzioni. Si ribadisce, inoltre, che in caso di problemi tecnici il medico non può essere sanzionato. “Il cambio di tono del Ministro Brunetta è confermato dalla collaborazione del suo Ministero per affrontare i problemi insieme ai medici. La terza circolare dovrebbe rappresentare un punto di chiarezza sulla situazione e consentire di andare avanti verso l'obiettivo della certificazione on line”. Lo affermano Massimo Cozza, segretario nazionale FPCGIL Medici e Nicola Preiti, coordinatore nazionale FPCGIL Medici Medicina Generale. “Le sanzioni, che sarebbe stato opportuno sospendere - aggiungono - assumono però connotati accettabili e in sostanza si applicano solo se le Regioni hanno messo a disposizione gli strumenti e se il sistema è in grado di funzionare correttamente. Insomma, solo se le aziende dimostrano il dolo e la colpa del medico”. “Non si può accettare che qualcuno venga anche soltanto accusato per colpe manifestamente non sue. E non è plausibile alcun aggravio di lavoro, con negativa ripercussione sulla assistenza, in conseguenza dell'obbligo del certificato on line. Specialmente quando parliamo di servizi e di medici che operano già in condizioni di grande disagio come nei pronto soccorso e più in generale nell'emergenza o nella guardia medica”, aggiungono gli esponenti della Cgil. Secondo i rappresentanti del sindacato, “Le difficoltà, insite nel progetto, si delineano nella loro concretezza e si pongono le basi per il loro superamento. Anche la comunicazione necessita di coerenza con la realtà dei fatti e con la effettiva funzionalità del sistema. E' quindi essenziale evitare proclami e distorte informazioni ai cittadini per non innescare una dannosa conflittualità con i medici”. Con la circolare numero 2 la Fondazione Studi dei consulenti del lavoro illustra le istruzioni operative emanate dall'Inps sulle nuove procedure per il certificato di malattia. Dal 1 febbraio 2011 e' infatti entrato in vigore il sistema sanzionatorio in merito all'obbligo della trasmissione telematica dei certificati medici di dipendenti pubblici e privati.
Il certificato telematico si compone dell'attestato di malattia per il datore di lavoro, privo di diagnosi, del certificato di malattia per l'assistito che contiene i dati della diagnosi e-o il codice nosologico. L'Inps mette a disposizione dei datori di lavoro, sia privati che pubblici, le attestazioni di malattia relative ai certificati trasmessi dal medico curante, accedendo al portale Inps tramite un codice Pin, per la visualizzazione degli attestati di malattia e mediante rilascio posta elettronica certificata.

Il lavoratore e' tenuto, entro due giorni dal relativo rilascio, a recapitare o a trasmettere, a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, l'attestazione della malattia, rilasciata dal medico curante, al datore di lavoro, salvo il caso in cui quest'ultimo richieda all'Inps la trasmissione in via telematica della suddetta attestazione, secondo modalita' stabilite dallo stesso Istituto.
Nel caso in cui il medico trasmetta il certificato mediante strumenti telematici, il datore di lavoro e' in grado di recuperare il documento mediante due modalita': accedendo sul sito Inps previo accreditamento e rilascio del Pin o attivando la posta elettronica certificata.
L'obbligo di consegna del certificato medico al datore di lavoro e alla sede Inps competente da parte del lavoratore permane nei casi in cui il medico non abbia predisposto il certificato nelle modalita' telematiche; e cio' anche nei casi in cui il datore di lavoro sia stato abilitato alla consultazione telematica dei certificati medici.
Nei casi in cui la trasmissione non sia possibile (server Inps non funzionante, zona sprovvista di collegamento internet e la spedizione on line non sia procrastinabile, se il call-center non risponde) il medico e' automaticamente autorizzato ad usare il cartaceo senza rischio di sanzioni. L'eventuale inosservanza dell'obbligo da parte del medico, comporta l'irrogazione di sanzioni disciplinari nei confronti dei medici inadempienti. Intanto dall'introduzione del nuovo sistema di certificazione online ad oggi sono stati superati i 5 milioni di documenti trasmessi per via telematica all'Inps. Dicono al ministero dell’Innovazione che, ''sono stati trasmessi online all'Istituto 130.249 certificati di malattia di dipendenti pubblici e privati''. ''A livello regionale – affermano i tecnici di Brunetta  - gli invii odierni sono così distribuiti: 19.825 in Lombardia, 18.096 in Lazio, 11.770 in Veneto, 11.412 in Piemonte, 10.748 in Emilia Romagna, 10.604 in Campania, 9.881 in Sicilia, 8.289 in Toscana, 5.841 in Puglia, 4.611 in Calabria, 3.526 in Liguria, 2.822 in Friuli Venezia Giulia, 2.776 in Marche, 2.551 in Sardegna, 2.087 in Abruzzo, 1.563 in Umbria, 1.370 in Provincia di Trento, 1.076 in Provincia di Bolzano, 789 in Basilicata, 357 in Molise e 255 in Valle d'Aosta''. ''Dalla data di attivazione della nuova procedura - prosegue la nota - il totale dei certificati trasmessi raggiunge così la cifra di 5.017.025 unità, con la seguente ripartizione per Regione: 1.447.340 in Lombardia, 680.830 in Lazio, 447.183 in Veneto, 351.941 in Emilia Romagna, 342.633 in Sicilia, 317.222 in Campania, 224.002 in Piemonte, 186.248 in Toscana, 186.200 in Puglia, 152.019 in Marche, 139.873 in Calabria, 98.319 in Abruzzo, 73.571 in Provincia di Bolzano, 72.157 in Liguria, 65.840 in Sardegna, 60.373 in Friuli Venezia Giulia, 52.226 in Umbria, 51.577 in Provincia di Trento, 33.793 in Basilicata, 17.581 in Molise e 16.097 in Valle d'Aosta''.

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