A rischio rimborso i nuovi farmaci biologici contro le malattie reumatiche

Redazione DottNet | 03/10/2008 16:41

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A rischio in diverse Regioni italiane il rimborso dei nuovi farmaci biologici per malattie reumatiche invalidanti, come l'artrite reumatoide. La denuncia di Antonella Celano, presidente dell' Associazione Nazionale Malati Reumatici (ANMAR) arriva da Milano dove la Società Italiana di Reumatologia (Sir) ha promosso un incontro in occasione della Giornata Mondiale delle Malattie Reumatiche organizzata dall'OMS.  

 ''Il problema è - osserva Celano - che la Sanità italiana non assicura in maniera omogenea l'accesso ai farmaci. Ci sono Regioni che rimborsano anche quelli più efficaci e costosi, in particolare i nuovi farmaci biologici, e altre che non lo fanno. Accade così - continua - che il paziente siciliano che va a curarsi in un ospedale lombardo, riceve tutte le cure di cui necessita, il cui conto sarà poi pagato dalla sua regione di residenza. Ma una volta tornato nella sua città, si vedrà negare il farmaco prescritto altrove''. ''In Sicilia - afferma la presidente di ANMAR - attualmente i Centri autorizzati a prescrivere i nuovi farmaci biologici sono solo tre: Palermo, Messina e Catania. E sono lasciate così completamente scoperte ben sei province. Ma sono diversi anche i criteri di rimborso da asl a asl''. C'è anche il caso dell'Ospedale Civico di Palermo - prosegue Celano - che per mancanza di fondi ha bloccato i ricoveri programmati, ed è aperto solo per le urgenze. ''Chi deve sottoporsi all' infusione del farmaco, visto che si fa in regime di ricovero (in altre strutture è in day hospital), non può curarsi''. Questo problema - denuncia ancora Antonella Celano - è dovuto alla drammatica penuria di risorse economiche e non tocca evidentemente le sole malattie reumatiche, ''ma a noi arrivano le proteste dei nostri malati''. Anche dal Lazio, ''dove i centri erogatori dei nuovi farmaci sono soprattutto a Roma, cosa che costringe i malati di tutte le altre province a lunghi e faticosi spostamenti. Inoltre, anche al San Camillo è in atto un blocco per l'accettazione di nuovi pazienti affetti da malattie reumatiche''.