Donne-medico: per loro part time e pochi posti di responsabilità

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 18/02/2011 14:11

Tanto part-time e pochi posti di comando per le donne medico italiane. Degli oltre 45 mila 'camici rosa' della Servizio sanitario nazionale solo il 13% è primario. Percentuale che invece supera il 90% se si considera la quota rosa tra i medici in part-time (903 su 985). E' quanto emerge dal Conto annuale 2009 della Ragioneria generale dello Stato, rapporto che ogni anno registra numero, caratteristiche e costi del personale pubblico italiano.

 Un quadro che fa dire al presidente nazionale dell'Associazione italiana donne medico (Aidm), Ornella Cappelli: "Anche in sanità le donne rivendicano di essere riconosciute per quello che valgono". "Delle 45.640 donne medico del Ssn - sottolinea Cappelli - la maggior parte lavora nella medicina dei servizi (laboratorio analisi, servizi sanità pubblica). Tante sono anche le pediatre e le specialiste in psichiatria. Sta lentamente aumentando il numero delle anestesiste, delle oncologhe e delle radiologhe, mentre sono ancora troppo poche le specialiste in chirurgia". Tutte alle prese con lo stesso problema: per loro le 'stanze dei bottoni' sembrano precluse. "E' sempre sbagliato fare generalizzazioni - spiega la presidente dell'Aidm - ma certo il numero delle donne primario o che ricoprono ruoli di potere, in sanità, è molto basso". Per la Cappelli, questa disparità di potere in sanità, tra uomini e donne, è dovuta soprattutto a due motivi. "Purtroppo, ancora oggi, nell'immaginario collettivo ancora resiste l'idea che il medico è soprattutto uomo. Questo è un retaggio culturale difficile da scardinare. Inoltre - conclude la Cappelli - è ora che le valutazioni per i ruoli dirigenziali venissero davvero fatte con criteri espliciti e trasparenti".

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato