Risparmi fino al 41% col farmacista di reparto: corso all’Università di Bari

Redazione DottNet | 18/02/2011 14:14

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Una riduzione della spesa per i farmaci pari a circa il 41% e una riduzione del 70% degli errori clinici riguardanti prescrizione di farmaci. Il tutto grazie all'introduzione della figura del farmacista di reparto. Per questo, la Facoltà di Farmacia dell'Università di Bari 'Aldo Moro', in collaborazione con la Sifo-Societa' Italiana di Farmacia ospedaliera - Puglia, la Sif-Società Italiana di Farmacologia, l'Agenzia Regionale Sanità Puglia e con la collaborazione di Teva Italia e Bristol-Myers Squibb Italia, ha inaugurato presso l'aula 6 della Facoltà di Farmacia dell'Università di Bari, il 'Corso di perfezionamento post lauream per farmacisti ospedalieri, per la formazione del farmacista di reparto'.

'Attraverso il corso - spiega Cosimo Damiano Altomare, Direttore del Dipartimento Farmaco-Chimico dell'Università degli Studi di Bari 'Aldo Moro' - puntiamo a perfezionare la preparazione professionale dei farmacisti ospedalieri, affinché possano entrare autorevolmente a far parte di team multidisciplinari (medico, infermiere, farmacista) nei reparti ospedalieri. Il farmacista nei reparti può essere di aiuto nella scelta appropriata dei farmaci, dei dosaggi più adeguati alle esigenze del singolo paziente, della riduzione del rischio di interazione tra farmaci. Si pensi, per esempio, al caso delle politerapie tipiche del trattamento del paziente anziano. Il professionista può fornire strumenti di valutazione costo-efficacia, condividere con il medico modifiche di terapia farmacologica, fornire un servizio di informazione scientifica sui farmaci indipendente. In estrema sintesi, il farmacista può contribuire a migliorare la qualità delle cure, razionalizzandone i costi'. Il farmacista di reparto, figura molto diffusa negli ospedali di Gran Bretagna, Stati Uniti e Israele (mentre in Italia, al momento, riguarda solo poche realtà), diventa consulente del medico all'interno del reparto. Sottolinea Michele Lattarulo, Segreterio Regionale Sifo: 'La maggior parte dei Paesi occidentali ha identificato nel farmacista di reparto una figura professionale in grado di affrontare le criticità in ambito clinico con particolare attenzione all'appropriatezza prescrittiva, al rischio clinico ed alla corretta allocazione e gestione delle risorse nel campo del farmaco. Una tale figura deve essere vista come qualificato 'consulente' al fianco del medico e non come nuova individualità nel contesto assistenziale. Se le grandi potenze economiche europee ed d'oltreoceano hanno puntato su questa professionalità, sostenendone i costi, si ha motivo di ritenere, ed a ragione, che la risorsa del farmacista clinico di reparto rappresenta un reale investimento per la sanità italiana'. A dimostrarlo ci sono anche le prime esperienze italiane condotte a Torino e Palermo, come descritto da Francesco Cattel, Dirigente Farmacista Area Farmacia Clinica, Aou San Giovanni Battista - Molinette. 'Le attività condotte nell'ambito del Progetto 'Farmacia Clinica' attivato 6 anni fa prevede, tra le altre cose, un potenziamento della figura del farmacista di reparto - spiega Cattel - I risultati hanno evidenziato subito i vantaggi: abbiamo registrato una riduzione della spesa pari a circa il 41% e riportato una riduzione del 70% degli errori clinici riguardanti prescrizione, somministrazione, preparazione e monitoraggio'.