Troppi falsi allergici: in circolazione test costosi e senza attendibilità. Nel mirino studi medici, farmacie e ambulatori salutistici

Redazione DottNet | 21/02/2011 10:03

immunità medicina-generale

Troppi falsi allergici e falsi intolleranti verso cibi e sostanze: vivono senza latte, uova, non toccano la pasta, le pesche o kiwi ma in realtà stanno benissimo. Colpa del business che ruota attorno a loro. Test non validati, costosi ma senza alcuna prova scientifica pullulano negli studi medici, ambulatori salutistici, erboristerie e anche farmacie. La diagnosi stabilisce problemi con una sostanza, se va bene, spesso con due, tre alimenti assieme. E da quel momento il percorso del 'paziente' diventa ad ostacoli, anche se nella maggior parte di questi casi si tratta di persone sane che a tavola potrebbe scegliere tutto ciò che fa loro piacere.

Ma a farne le spese, spesso, sono i bambini. Da qui l'appello degli esperti che riuniti a Venezia per il Meeting dell'European Academy and Clinical Immunology indicano i rischi di scelte alimentari drastiche senza alcuna ragione vera di salute. Da qualche anno è possibile sottoporsi al test del capello per scoprire se si soffre di qualche allergia. Ma l'esame, spiegano gli esperti, non è ritenuto scientifico. Altri test, che non hanno alcuna validazione, secondo quanto riferito da Massimo Triggiano, presidente eletto della Società italiana di allergologia e immunologia clinica (Siac), sono quelli kinesologici. Si mette in mano ad una persona una provetta con una sostanza per verificare l'effetto di questa sulle sue forze. Se il braccio che tiene in mano la provetta scende allora arriva la diagnosi: allergico o intollerante. E se la persona in questione ha un bambino in braccio allora la stessa diagnosi vale anche per il piccolo. L'appello che esce dall'incontro veneziano è quello di affidarsi solo a centri specializzati. I dati preliminari di uno studio condotto dalla Siac parlano chiaro: solo l'1-2 per cento di coloro che dicono di avere un problema di questo genere o che si sono sottoposti a test non validati, ne soffre davvero. I dati definitivi condotti da un gruppo di lavoro saranno diffusi a maggio ma la preoccupazione è già condivisa da molti specialisti. Il business ruota attorno a questi test con costi che variano dai 50 ai 500 euro, ma prosegue anche con tutto quello che poi viene venduto a queste persone: integratori, alimenti speciali, latti sostitutivi molto costosi che incidono sui bilanci familiari pesantemente. La presidente del congresso Maria Antonietta Morato, dell' Università di Padova conferma il fenomeno. ''Se un adulto decide per se' di eliminare alcuni alimenti perché si è voluto affidare a queste persone è un conto - ha spiegato - ma la responsabilità nei confronti dei bambini è cosa diversa''. Confusi e disinformati i pazienti agiscono così in modo scomposto eliminando cibi con nutrienti fondamentali (come il latte e le uova) ma la lista dei cibi off-limits imposta da questi esami può essere anche lunghissima. La confusione spesso riguarda anche la non conoscenza della differenza fra una semplice intolleranza e l'allergia vera e propria: mentre la prima riguarda il metabolismo e quindi la sua capacità di digerire o di assimilare una sostanza l'allergia rappresenta una reazione dell'organismo ad un elemento che viene considerato un nemico, provocando, ma solo in questi casi, uno choc anafilattico. Clicchi qui per partecipare al poll.

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