Esenzione ticket: per la Fimmg non spetta ai medici la verifica, si mina il rapporto con l’assistito. Aumentano le truffe in Italia

Medicina Generale | Silvio Campione | 21/02/2011 11:43

Dopo i certificati online, l'esenzione ticket: i medici di famiglia sono preoccupati per un nuovo obbligo che, a norma di legge, grava su di loro, e cioè la verifica sui pazienti che dichiarano di avere diritto a non pagare il ticket per il loro reddito. Nelle Marche, in Emilia Romagna e nel Lazio, rende noto la Federazione italiana medici di famiglia (Fimmg), le amministrazioni regionali hanno infatti cominciato a discutere dell'introduzione di questa forma di controllo, prevista da un decreto ministeriale del 2009. Mettendo in allarme la categoria.

 "E' un compito che non rientra nella sfera della competenza professionale", scrive il segretario nazionale della Fimmg, Giacomo Milillo, in una lettera al ministro dell'Economia Giulio Tremonti, ai presidenti delle Regioni e agli assessori alla sanità. "Le procedure per acquisire l'esenzione - sottolinea - si basano infatti in gran parte sull'autocertificazione, sono legate al reddito e non a una valutazione clinica. Una procedura simile esporrebbe il medico a responsabilità amministrative estranee alle proprie competenze: il medico, inoltre, verrebbe caricato di un'attività burocratica di grande disturbo nel processo assistenziale, mettendo a rischio il rapporto di fiducia con l'assistito". In attesa del momento in cui "la prescrizione on-line avrà raggiunto un livello di funzionalità tale da assicurare la verifica del diritto all'esenzione per reddito attraverso automatismi, riteniamo che tale operazione - continua Milillo - debba essere assolta dalle Asl, dalle Aziende ospedaliere e dalle strutture accreditate. In considerazione di ciò verrà a cessare, anche a livello regionale, la disponibilità dei rappresentanti di questo sindacato a collaborare a una applicazione del decreto". Un provvedimento che – secondo il legislatore – dovrebbe sopperire all’incapacità delle Asl di recuperare i ticket. Una battaglia che costa centinaia di milioni di euro alle casse della sanità e che passerebbe sulle spalle dei medici di medicina generale. I pazienti dovrebbero pagare fino a 36 euro per le visite, importo che tuttavia spesso viene evaso. Visto che il numero delle prestazioni è enorme, alla fine il mancato introito è importante, tanto più in un periodo difficile economicamente come questo, così le aziende sanitarie stanno mettendo in pratica strategie per recuperare i crediti.  La legge prevede vari tipi di esenzione. Prima di tutto quelle per patologia, poi quelle per età e reddito. Si prevede che i bambini sotto i 6 anni e gli anziani sopra i 65 il cui reddito familiare è inferiore a 36.151 euro lordi non debbano pagare il ticket, così come i titolari di pensione sociale e i disoccupati. Basta una autocertificazione per essere inseriti nelle liste di esenti. Capita che qualcuno – e a quanto pare sono in tanti -  dichiari il falso, come però può accedere che ci siano degli errori in buona fede. Non è raro che gli operatori agli sportelli delle Asl esentino dal ticket chi ha più di 65 anni. Infine i costi: variano a seconda della prestazione: pochi euro le analisi del sangue, 18 per le visite specialistiche, 36 per esami come la risonanza e la tac. D’altra parte il problema c’è ed è serio: lo scorso dicembre la Guardia di Finanza della Tenenza di Roccella Jonica ha denunciato 621 falsi indigenti in un'inchiesta che riguarda una presunta truffa ai danni del servizio sanitario nazionale. I Finanzieri hanno scoperto che le persone denunciate sarebbero riuscite ad ottenere, grazie a false autocertificazioni, l'esenzione del pagamento del ticket per prestazioni sanitarie senza averne diritto. Fingevano cioè di essere indigenti per non pagare le prestazioni mediche e diagnostiche cui ricorrevano. Tra le persone denunciate figuravano imprenditori, commercianti, artigiani, professionisti, pubblici dipendenti e falsi disoccupati, tutti titolari di redditi, in alcuni casi anche elevati, che non consentivano loro l'esenzione dal pagamento del ticket. Alcuni, pur dichiarando al fisco redditi superiori ai 100 mila euro e proprietari di numerose autovetture di lusso, si fingevano finti poveri per non pagare le quote ticket. Addirittura è stata accertata la richiesta di esenzione per reddito da parte di un soggetto che vantava redditi complessivi del nucleo familiare superiore ai 300mila euro. Altra situazione paradossale è quella di un commerciante della zona, che risulta addirittura essere proprietario di oltre 90 immobili. La frode ammonta complessivamente a un milione di euro. Altre frodi del genere vengono fuori periodicamente in Campania, Puglia (48 persone denunciate all’autorità giudiziaria per frode al Servizio Sanitario Nazionale per un milione di euro, di cui 25 pazienti sono di Putignano, mentre gli altri sono dei comuni limitrofi: Turi, Conversano, Castellana Grotte, Gioia del Colle e Alberobello) Veneto, Emilia Romagna e così via. Clicchi qui per essere informato

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