Consiglio Nazionale SMI: No al medico controllore fiscale! Sbagliato il DM 11-2009

| 23/02/2011 10:19

Il Consiglio nazionale del Sindacato dei Medici Italiani-Smi, riunitosi a Tivoli, lo scorso fine settimana (18-20 febbraio), ha espresso una posizione di netta contrarietà sul decreto ministeriale 11-2009, che prevede che il medico verifichi il diritto del paziente all’esenzione per reddito. Lo Smi chiede un immediato intervento del ministro della Salute, Fazio, a tutela della professionalita della categoria e minaccia clamorose azioni di protesta.
 
 

 
 
COMUNICATO STAMPA
 
SANITÀ, SMI: NO AL MEDICO CONTROLLORE FISCALE, BASTA BUROCRATISMI
E COMPITI IMPROPRI!
 
DAL CONSIGLIO NAZIONALE DELLO SMI NETTA CONTRARIETÀ AL DECRETO MINISTERIALE 11-2009 CHE IMPONE AI DOTTORI LA VERIFICA DEL DIRITTO ALL’ESENZIONE PER REDDITO PER I PAZIENTI
 
SERVE UN CHIARO INTERVENTO DEL MINISTRO DELLA SALUTE, FAZIO,
A TUTELA DELLA CATEGORIA E DELLA LORO PROFESSIONALITÀ
 
Salvo Calì, segretario generale Smi, ha dichiarato: «È inaccettabile: tutti controllori fiscali, anche i medici. Rimaniamo sbalorditi per questa iniziativa del Governo, così sensibile negli anni scorsi su questi temi e ora disposto a costringere chi si occupa di salute dei cittadini ad adempiere un compito improprio, amministrativo e, diciamolo pure, da polizia tributaria.
I medici, oltretutto, non si capisce come possano verificare un’informazione di questo tipo. Compito che spetterebbe a monte ad altri enti.
Altro tempo, insomma, da sottrarre alla cura delle persone, come se non bastessero le altre decine di incombenze superflue, non ultima quella relativa all’invio online dei certificati di malattia. Su questo ultimo punto, anche in questa sede, vogliamo ribadire che la strada da seguire per semplificare la vita del cittadino ( e dei medici) è quella dell’autocertificazione dei primi tre giorni di malattia».  
 
«Crediamo che i medici – conclude Calì - non debbano prestarsi a questo tipo di operazioni, e che oltretutto, questo meccanismo si rivelerà inutile oltre che controproducente perchè incrina il rapporto con il paziente.
Chiediamo in tal senso un intervento del ministro Fazio a fianco della categoria, la modifica del decreto ministeriale, altrimenti non escludiamo iniziative di protesta clamorose»
 
Roma, 21 febbraio 2011



 

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