No dello Smi al medico controllore del reddito. Sul fronte certificati online, trasmessi ieri 137mila documenti

Silvio Campione | 21/02/2011 19:35

Netta contrarietà sul decreto ministeriale 11-2009, che prevede che il medico verifichi il diritto del paziente all'esenzione per reddito. La esprime il Consiglio nazionale del Sindacato dei Medici Italiani (Smi), riunitosi a Tivoli lo scorso fine settimana, dopo che nelle Marche, in Emilia Romagna e nel Lazio le amministrazioni regionali hanno cominciato a discutere dell'introduzione di questa forma di controllo, prevista dal decreto ministeriale del 2009. Lo Smi chiede anche ''un immediato intervento del ministro della Salute, Fazio, per modificare il decreto a tutela della professionalità della categoria'', minacciando altrimenti ''clamorose azioni di protesta''.

 ''E' inaccettabile - afferma Salvo Cali, segretario generale Smi - che tutti debbano essere controllori fiscali, anche i medici. Rimaniamo sbalorditi per questa iniziativa del governo, così sensibile negli anni scorsi su questi temi e ora disposto a costringere chi si occupa di salute dei cittadini ad adempiere un compito improprio, amministrativo e, diciamolo pure, da polizia tributaria''. ''I medici - prosegue - oltretutto, non si capisce come possano verificare un'informazione di questo tipo. Compito che spetterebbe a monte ad altri enti'', sottraendo peraltro ''altro tempo alla cura delle persone, come se non bastassero le altre decine di incombenze superflue, non ultima quella relativa all'invio online dei certificati di malattia''. Un meccanismo, poi che ''si rivelerà inutile oltre che controproducente perché incrina il rapporto con il paziente''. Sono intanto oltre 130.000 certificati trasmessi via web all'Inps nella sola giornata di ieri. Lo fa sapere la Pubblica amministrazione che, in una nota, rilancia i dati forniti dall'Istituto. "Sono stati trasmessi online all'Istituto 137.141 certificati di malattia di dipendenti pubblici e privati- dice la nota- A livello regionale gli invii odierni sono cosi' distribuiti: 19.708 in Lombardia, 16.151 nel Lazio, 13.803 in Veneto, 12.389 in Sicilia, 11.782 in Emilia Romagna, 10.777 in Campania, 8.966 in Piemonte, 7.852 in Toscana, 7.377 in Puglia, 6.115 in Calabria, 3.669 nelle Marche, 3.197 in Sardegna, 3.026 in Friuli Venezia Giulia, 2.894 in Abruzzo, 2.866 in Liguria, 2.032 in Umbria, 1.448 in Provincia di Trento, 1.208 in Provincia di Bolzano, 1.066 in Basilicata, 559 in Molise e 256 in Valle d'Aosta".
Dalla data di attivazione della nuova procedura, "il totale dei certificati trasmessi raggiunge così la cifra di 5.441.561 unita', con la seguente ripartizione per Regione: 1.517.138 in Lombardia, 734.568 nel Lazio, 485.957 in Veneto, 386.515 in Emilia Romagna, 381.329 in Sicilia, 350.596 in Campania, 253.509 in Piemonte, 210.358 in Toscana, 207.655 in Puglia, 161.843 nelle Marche, 156.902 in Calabria, 105.781 in Abruzzo, 81.821 in Liguria, 77.284 in Provincia di Bolzano, 74.850 in Sardegna, 69.361 in Friuli Venezia Giulia, 57.898 in Umbria, 55.822 in Provincia di Trento, 36.491 in Basilicata, 19.026 in Molise e 16.857 in Valle d'Aosta". Clicchi qui per essere informato

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