Un uso errato degli antibiotici fa sviluppare i superbatteri

Redazione DottNet | 23/02/2011 09:49

aifa farmaci iss

Una delle conseguenze di un uso inappropriato degli antibiotici è l'arrivo di 'superbatteri' resistenti ai farmaci, come quello giunto qualche mese fa in Europa dall'India. Si tratta di ceppi batterici dotati di un nuovo enzima, definito New-Delhi metallobetalattamasi, capace di distruggere l'antibiotico e neutralizzarne l'efficacia. A ricordare questo rischio sono l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e l'Istituto superiore di sanità (Iss), che con il ministero della Salute hanno avviato una campagna sull'uso responsabile degli antibiotici.

 Benché enzimi con proprietà simili a quelle di questo superbatterio fossero già stati trovati in Europa e anche in Italia, 'l'aspetto preoccupante della vicenda è stata la rapida diffusione in diversi paesi europei - spiega l'Iss - di questo meccanismo di resistenza, ritrovato in pochissimo tempo in specie batteriche diverse e anche in Italia, dove la loro diffusione è ancora limitata'. Tuttavia non manca qualche buona notizia sul fronte delle antibioticoresistenze. E' infatti in diminuzione in Italia quella allo Staphylococcus aureus meticillino-resistente, il più importante patogeno nosocomiale, ora al 37%, così come è in calo la resistenza allo pneumococco, alla penicillina e all'eritromicina. Resta ancora grave invece la situazione che riguarda la resistenza dei batteri Gram-negativi (come Escherichia coli e Klebsiella pneumoniae), che possono causare infezioni del tratto urinario, sepsi ed infezioni ospedaliere. La resistenza a questi antibiotici è in aumento in tutta Europa, compresa l'Italia. Per i fluorochinoloni, importanti nella terapia delle infezioni da E. coli, la resistenza è arrivata al 36% nel nostro Paese. Ma la vera minaccia è che alcuni ceppi sono diventati resistenti anche ai carbapenemici, gli antibiotici 'ultima risorsa' contro le infezioni da Gram-negativi multi-resistenti. Gli italiani sono, comunque, tra i più grandi consumatori di antibiotici in Europa, eppure molti di loro sono male informati sui rischi che possono derivare da un uso errato e dall'insorgere di antibiotico-resistenze. In particolare sono soprattutto i giovani a risultare meno consapevoli e a commettere più errori, secondo l'Istituto superiore di sanità (Iss). Da un'indagine condotta dall'Iss su un campione di 2.200 persone, risulta che l'uso degli antibiotici in Italia è migliorato globalmente per alcuni aspetti, come per esempio quello che riguarda l'associazione tra la prescrizione del farmaco e il suo utilizzo, in particolare in ambito pediatrico (ormai più dell'80% della popolazione lo associa alla prescrizione medica), mentre rimane critica, soprattutto nei giovani, la conoscenza del fenomeno dell'antibioticoresistenza e dei suoi rischi, e si è ancora lontani da un approccio consapevole e corretto all'uso di questi farmaci. Tra i giovani, infatti, solo poco più del 30% ha sentito parlare di antibioticoresistenza, contro circa il 70% degli adulti e il 47% degli anziani. Inoltre oltre il 40% dei ragazzi crede di poter acquistare gli antibiotici autonomamente. Il rapporto con questi farmaci è stato complicato anche dall'ondata influenzale del nuovo virus pandemico A, su cui c'è molta incertezza rispetto al ruolo terapeutico di questi farmaci. Nell'influenza stagionale almeno la metà degli italiani sa che l'antibiotico deve essere somministrato solo in caso di complicanze, mentre solo il 30% sa che la stessa regola vale anche per l'influenza A, e un altro 30% è indeciso su cosa fare degli antibiotici in caso di pandemia. Clicchi qui per partecipare al poll.

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