Esenzione ticket: aumentano le polemiche su un altro provvedimento che stravolge il lavoro del medico

Medicina Generale | Silvio Campione | 22/02/2011 21:57

S’infiamma la polemica sul controllo che dovranno effettuare i medici sui redditi dei propri pazienti per stabilire se hanno diritto o meno all’esenzione. Sta, insomma, per piovere un'altra cascata di "burocrazia pesante" sulla sanità, come denunciano le organizzazioni sindacali. Come detto, spetterebbe ai medici diventare controllori "fiscali" per verificare il reddito dei loro pazienti, con altre disposizioni secondo le quali,  tra l'altro, “il medico di famiglia non è abilitato per esenzioni relative a neoplasie (tumori), malattie della tiroide e altro, cioè gravi patologie che comportano l'esenzione di diritto.

 Viceversa sarà costretto a verificare il reddito di famiglia, l'età del paziente, l'anno di riferimento del reddito, la necessità o meno di un'autocertificazione. Tutte procedure che competono generalmente a funzionari delle Asl o dell'Inps, oppure ai servizi sociali dei Comuni”. Le norme comunque, giova ricordarlo, potrebbero variare di regione in regione. C’è anche da aggiungere che i medici ospedalieri e gli specialisti non sono dotati dell'attrezzatura informatica e dei collegamenti telematici necessari per poter svolgere correttamente i nuovi e complicati adempimenti richiesti. E non è tutto: anche gli elenchi a disposizione dei medici non sono sempre aggiornati, in alcuni casi sono addirittura  fermi ai redditi 2008, non contengono i dati relativi agli altri componenti della famiglia, non tengono conto dell'evoluzione della crisi economica. C’è il rischio, quindi, che i pazienti saranno spesso costretti ad entrare in un labirinto, che li porterà prima dal medico per vedere se sono inseriti nell'elenco, poi al distretto sanitario per l'autocertificazione, poi da qualche patronato o in Comune per il controllo dei redditi dei familiari e poi ancora dal medico per ottenere l'agognato riconoscimento dell'esenzione, sperando che tutto sia a posto. Da più parti si chiede, dunque, di bloccare da subito ogni procedura che a breve risulterà sicuramente complicata, ingestibile, iniqua, e metterà in grave disagio gli utenti, soprattutto i più deboli come gli anziani, e obbligherà i medici a un'attività “sempre più lontana dalla loro professionalità”.

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