Brunetta firma la terza circolare sulle sanzioni relative ai certificati online. Snami, gli ospedali non rilasciano il documento e rimandano il paziente al medico di famiglia

Silvio Campione | 23/02/2011 19:14

Il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta ha firmato ieri pomeriggio la terza circolare in materia di trasmissione telematica dei certificati per malattia, indirizzata a tutte le pubbliche amministrazioni e contenenti ulteriori precisazioni sulle eventuali sanzioni a carico dei medici inadempienti. Il testo, già operativo, ufficializza quanto concordato con le organizzazioni sindacali i cui contenuti sono stati già ampiamente anticipati da Dottnet nei giorni scorsi.  “Nella circolare – spiegano al ministero - si evidenzia come con la legge n. 183/2010 (il 'Collegato lavoro' entrato in vigore lo scorso 24 novembre) sia stato uniformato il regime legale del rilascio e della trasmissione dei certificati per i lavoratori dipendenti sia pubblici sia privati, ivi compresi gli aspetti sanzionatori”.

Viene quindi affrontato nello specifico il tema della responsabilità dei medici per violazione normativa, ribadendo innanzitutto i concetti già espressi nelle precedenti circolari del 2010: “affinché si configuri un'ipotesi di illecito disciplinare devono ricorrere sia l'elemento oggettivo dell'inosservanza dell'obbligo di trasmissione per via telematica, sia l'elemento soggettivo del dolo o della colpa' che risulta 'escluso nei casi di malfunzionamento del sistema generale' e di 'guasti o malfunzionamenti del sistema utilizzato dal medico”.Nel testo firmato dal ministro Brunetta vengono richiamati i “criteri di gradualità e proporzionalità secondo le previsioni degli accordi e contratti collettivi di riferimento', da applicare 'anche nei casi di reiterazione della condotta illecita, per i quali l'art. 55 septies, comma 4, del d.lgs. n. 165 del 2001 prevede la sanzione del licenziamento per il dipendente pubblico e della decadenza dalla convenzione per il medico convenzionato”. La circolare chiarisce, quindi, che la colpevolezza non ricorre nel caso di malfunzionamenti del sistema, e specifica che la contestazione dell'addebito nei confronti del medico dovrà essere effettuata soltanto se dagli elementi acquisiti in fase istruttoria risulta che non si sono verificate anomalie di funzionamento. E valorizza la competenza organizzativa delle Regioni che, anche sentendo le rappresentanze dei medici, a seconda della situazione potranno adottare gli opportuni provvedimenti per la regolamentazione degli aspetti procedurali e di dettaglio legati ai procedimenti disciplinari. E' infatti previsto che Regioni possano individuare specifiche strutture o servizi per i quali ritengono non sussistere, per periodi limitati di tempo, le condizioni tecniche necessarie all'avvio di procedimenti disciplinari, anche al fine di evitare che le procedure di certificazione possano interferire negativamente con l'attività clinica. Infine la circolare rende noto che nell'ambito del Sistema di Accoglienza Centrale (SAC) dal 1 febbraio 2011 è disponibile per le Regioni, le strutture e i medici interessati, un apposito cruscotto di monitoraggio, che consente di acquisire informazioni circa il tasso di utilizzo del sistema ed eventuali disservizi, come rallentamenti o blocchi. Attraverso il cruscotto sarà quindi possibile per i soggetti coinvolti nella procedura acquisire informazioni sul funzionamento del sistema di trasmissione. Il testo della terza circolare firmata dal ministro Brunetta - ricorda il ministero - è stato elaborato tenendo conto delle osservazioni delle associazioni sindacali dei medici e delle risultanze dei lavori tecnici svolti da gruppi di rappresentanti delle Amministrazioni statali e regionali coinvolte. Ma i problemi a quanto pare non mancano, come afferma lo Snami: “Denunciamo pubblicamente che molte strutture ospedaliere si rifiutano letteralmente di fare i certificati di malattia, anche cartacei, e rimandano al medico di famiglia i pazienti". Un fenomeno, già presente in passato che si è ora "acuito". Lo sostiene il presidente del Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami), Angelo Testa. Da tempo, spiega Testa rivolgendosi al ministro Brunetta "denunciamo, ma da quell'orecchio sembra non sentirci, che non è una faticuccia in più per i medici, come dice lei, ma una strada tortuosa poco praticabile, a meno che non si paghi la gabella, che non è una tantum ma è salasso di ogni anno, perché la strada sia percorribile". E "se per qualche certificato al giorno si nuota nel pantano, per le prossime ricette on line, dalle 50 in su al giorno, se la matematica non è un'opinione, la giornata del medico di famiglia dovrà essere di 48 ore? Per avere un software di adeguamento, quanto dovremo spendere in più di tasca nostra? Per la stesso gioco delle proporzioni sicuramente molto di più di adesso rispetto ai certificati". Lo Snami, in Assemblea nazionale con i membri del Comitato centrale e i presidenti regionali e provinciali il prossimo 27 febbraio a Roma, "si accinge al confronto con i propri quadri per le prossime azioni di lotta in difesa di una professione che la politica, e qualche parte sindacale con la sua mollezza, stanno di fatto ancor di più burocratizzando. E intanto - conclude Testa - martedì mattina in quasi tutta Italia il sistema si è bloccato per almeno un'ora e mezzo creando notevoli disagi ai medici ed ai cittadini utenti". Già ma come vanno le spedizioni dei documenti online? Con la solita tempestività l’Inps c’informa che mercoledì 23 febbraio sono stati trasmessi online all'Istituto 119.571 certificati di malattia di dipendenti pubblici e privati. A livello regionale, segnala il ministero per la Pa e l'Innovazione, gli invii sono così distribuiti: 23.117 in Lombardia, 17.161 nel Lazio, 11.026 in Piemonte, 9.990 in Campania, 9.484 in Sicilia, 9.105 in Emilia Romagna, 7.859 in Veneto, 7.082 in Toscana, 5.048 in Puglia, 3.602 in Calabria, 3.361 in Liguria, 2.292 nelle Marche, 2.292 in Sardegna, 2.183 in Friuli Venezia Giulia, 1.550 in Abruzzo, 1.407 in Umbria, 1.167 in Provincia di Trento, 724 in Provincia di Bolzano, 608 in Basilicata, 295 in Molise e 217 in Valle d'Aosta. Dalla data di attivazione della nuova procedura, il totale dei certificati trasmessi raggiunge così la cifra di 5.647.832 unità, con la seguente ripartizione per Regione: 1.552.714 in Lombardia, 761.940 nel Lazio, 502.542 in Veneto, 403.069 in Emilia Romagna, 398.645 in Sicilia, 367.399 in Campania, 270.203 in Piemonte, 222.404 in Toscana, 217.367 in Puglia, 166.455 nelle Marche, 164.370 in Calabria, 109.161 in Abruzzo, 86.994 in Liguria, 79.163 in Sardegna, 78.772 in Provincia di Bolzano, 73.457 in Friuli Venezia Giulia, 60.590 in Umbria, 57.904 in Provincia di Trento, 37.773 in Basilicata, 19.674 in Molise e 17.236 in Valle d'Aosta. Clicchi qui per essere informato.

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