Nefrectomia laparoscopica trans-peritoneale: ultima strada per la cura di patologie renali

Nefrologia | Redazione DottNet | 26/02/2011 13:39

Il trapianto del rene è la strada ultima utilizzabile nel trattamento di patologie renali ad ultimo stadio. La nefrectomia laparoscopica da donatore vivente (LDN), sin dalla sua introduzione nel 1995, è stata accreditata in tutto il mondo come una tecnica ad invasività minima.

Nel periodo di tempo intercorso tra Dicembre 2000 e Gennaio 2005, e tra Gennaio 2005 e Gennaio 2009, sono state effettuate, in due ospedali terziari Australiani, 141 LDN da parte di quattro urologi. Tutti i donatori, di età compresa tra i 23 e gli 81 anni, sono stati sottoposti ad un’accurata preparazione prima della chirurgia. Il rapporto maschi/femmine è stato di 1:1,3 , l’indice di massa corporea (BMI) dei donatori è stato circa pari a 26,77, mentre la velocità di ultrafiltrazione glomerulare è stata pari a circa 96,25 ml/min/1,73mq. L’approccio laparoscopico è stato esclusivamente di tipo trans-peritoneale. Tutte le LDN sono state eseguite con successo, e i risultati riportati sono stati i seguenti: l’arco di tempo durante il quale si sarebbe potuto verificare un evento ischemico è stato compreso tra 3 ed 11 minuti, la degenza post-operatoria in ospedale è stata di circa 4 giorni, mentre la percentuale totale di complicanze è stata del 17 %, tre delle quali di grave entità: un infarto splenico, un’embolia polmonare e un versamento intraperitoneale. I dati demografici dei donatori non hanno mostrato alcuna associazione statisticamente significativa con l’insorgenza delle complicanze descritte.

In conclusione, la nefrectomia laparoscopica trans-peritoneale è risultata essere una tecnica sicura ed efficace. Il protocollo prevede la somministrazione di anticoagulanti sia prima che dopo l’intervento chirurgico, per almeno 2 settimane.

Bibliografia: He B Et Al.Laparoscopic donor nephrectomy.ANZ J Surg.2011 Mar;81(3):159-63.

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