Pillola del giorno dopo, sì all’obiezione dei farmacisti. Il parere del giurista

Redazione DottNet | 28/02/2011 18:16

ginecologia pillola-abortiva

Sì alla possibilità per i farmacisti di appellarsi al diritto all'obiezione di coscienza per non vendere la pillola del giorno dopo. Il Comitato nazionale di bioetica (Cnb) esprime in un parere la propria posizione sull'argomento: Nel parere emergono orientamenti bioetici differenti, tanto che la votazione non ha raggiunto l'unanimità, ma a maggioranza il Cnb si è detto favorevole a tale ipotesi. Con una precisazione, però, che ha visto concordi tutti i membri del Comitato: va garantito, in ogni caso, il diritto della donna ad ottenere il farmaco richiesto.

 Un parere che riaccende il dibattito, mentre i farmacisti tornano a sollecitare una legge che faccia chiarezza sulla questione e Federfarma ricorda che garantire i farmaci è un ''dovere''. Il parere del Cnb è stato sollecitato dalla deputata dell'Udc Luisa Santolini, in merito all'obiezione di coscienza che può essere invocata dai farmacisti per non vendere ''prodotti farmaceutici per i quali non si può escludere la possibilità di un meccanismo di azione che porti alla eliminazione dell'embrione", sia pure non ancora annidato nell'utero materno. E sulla 'spinosa' questione dell'obiezione di coscienza del farmacista sono già stati presentati alcuni disegni di legge, uno dei quali a firma del segretario della 12/ma Commissione Igiene e Sanità del Senato, Luigi D'Ambrosio Lettieri.

- CNB, SI' OBIEZIONE FARMACISTI MA GARANTIRE DIRITTI DONNE: Nel parere, ha sottolineato il vicepresidente del Cnb Lorenzo D'Avack, "non è stata raggiunta una unanimità di opinioni, tuttavia è emersa una maggioranza a favore dell'obiezione di coscienza per i farmacisti". I membri del Cnb si sono invece espressi all'unanimità nel sollecitare, nell'ipotesi in cui il Legislatore dovesse riconoscere la possibilità di obiezione di coscienza per tale categoria, la previsione di un sistema organizzativo che consenta comunque alla donna che ne faccia richiesta di ottenere la pillola del giorno dopo.

- FEDERFARMA, GARANTIRE FARMACI E' NOSTRO DOVERE: La farmacia e dunque il farmacista "hanno il dovere di dispensare, sotto prescrizione, ogni tipo di farmaco", è il commento della presidente di Federfarma Annarosa Racca. Se in farmacia fosse presente un obiettore di coscienza, ha aggiunto, ''allora nella stessa farmacia ci dovrà essere un altro farmacista non obiettore, perché le nostre strutture non solo svolgono un servizio fondamentale sul territorio ma sono anche un terminale del Servizio Sanitario Nazionale. E in quanto tale devono garantire un servizio, che è quello di dispensare tutti i farmaci che sono in commercio".

- ORDINI FARMACISTI SOLLECITANO LEGGE SU OBIEZIONE: La Federazione degli Ordini dei Farmacisti italiani (Fofi) si dichiara "favorevole ad una legge" che disciplini e faccia chiarezza sul tema dell'obiezione di coscienza dei farmacisti. La risposta legislativa a questo problema, rileva la Fofi, ''dovrà necessariamente tener conto di entrambi gli aspetti: da un lato quello di tutelare la singola coscienza del farmacista, e dall'altro quello di garantire il diritto del paziente rispetto a una prescrizione medica". Dall'Associazione di consumatori Aduc arriva invece la richiesta che la pillola del giorno dopo sia venduta ''liberamente, senza ricetta medica e anche al di fuori delle farmacie''.Dal Comitato nazionale di bioetica (Cnb) un 'nuovo attacco all'idea di stato laico'. Lo afferma la Consulta di bioetica esprimendo 'preoccupazione' per il documento in cui il Cnb si esprime a favore dell'obiezione di coscienza dei farmacisti in relazione alla vendita della pillola del giorno dopo. 'desolante - commenta la Consulta - l'inconsistenza di argomentazioni con cui alcuni membri del CNB si ostinano a difendere un presunto diritto astruso e inconsistente quale quello all'obiezione di coscienza dei farmacisti per la vendita della pillola del giorno dopo'.
La Consulta di Bioetica, si legge in una nota, 'condanna questa totale mancanza di laicità e di ragionevolezza da parte di quei membri del Comitato che si ostinano a volere imporre alla società tutta visioni del mondo personali che, in uno Stato laico, non possono essere legittime quando limitano le libere scelte altrui'. Il fatto che 'questa elementare idea di laicità non sia condivisa da alcuni membri del CNB - conclude la Consulta - dimostra una volta di piú come il nostro Paese sia ben lontano dall'essere uno Stato laico'.

'L'obiezione di coscienza e' un'eccezione alla regola generale stabilita dalla legge, che come tale e' vincolante e deve essere applicata da tutti. In quanto eccezione, e' strettamente tassativa e puo' essere riconosciuta solo per legge. Cioe' e' solo una legge che puo' derogare ad un'altra legge'. A spiegarlo e' Amedeo Santosuosso, magistrato e direttore del Centro di ricerca interdisciplinare dell'universita' di Pavia, in merito alla questione dell'obiezione di coscienza dei farmacisti, su cui il Comitato nazionale di bioetica si e' espresso a favore.
In Italia attualmente sono 'due le leggi che disciplinano espressamente l'obiezione di coscienza: quella sull'aborto e quella sulla procreazione assistita ed entrambe riguardano il medico, il personale sanitario e quello esercente le attivita' ausiliarie' connesse, 'non quindi il farmacista'. L'obiezione di coscienza, precisa il giurista, 'la puo' esercitare chi e' direttamente coinvolto e in una situazione esplicitamente riconosciuta per legge, proprio perche' si tratta di una grave eccezione alla vincolativita' della legge'.
Per quel che riguarda l'obiezione di coscienza del medico, gli articoli 19 e 20 del codice deontologico medico prevedono la possibilita' di rifiutare prestazioni in contrasto con la sua coscienza o il suo convincimento clinico, a meno che cio' non sia di grave e immediato danno alla salute del paziente. Il medico ha pero' il dovere di garantire al cittadino la continuita' delle cure. Quindi, in caso di indisponibilita', impedimento o del venir meno del rapporto di fiducia, deve assicurare la propria sostituzione, informandone il cittadino e, se richiesto, affidandolo a colleghi di adeguata competenza.
Va infine ricordato che la pillola del giorno dopo e' un contraccettivo d'emergenza, diverso dalla pillola RU486 a base di mifepristone, che induce l'aborto.

Clicchi qui per essere informato.

Un articolo di grande interesse può essere di particolare utilità ai vostri amici, ai vostri colleghi. E allora perché non condividerlo con loro? Sicuramente  trarrebbero un grande vantaggio dal poter essere aggiornati – come lo siete voi grazie a Dottnet – su tutto ciò che accadde nel mondo della sanità della ricerca, della politica.  E, una volta condivise con loro le notizie che ritenete interessanti, il bagaglio di conoscenze di ognuno ne risulterà sicuramente accresciuto. Con vantaggi di tutti, anche per  i vostri pazienti.  DottNet offre, così, agli iscritti la possibilità di condividere e di scambiare gli articoli e le informazioni  con i propri colleghi, sia con coloro  che fanno parte della community sia con quelli che fanno parte della vita professionale. In maniera semplice, veloce e intuitiva DottNet può, dunque, trasformarsi in una sorta di grande piazza telematica a disposizione di tutti con l’obiettivo di far socializzare e condividere nozioni e best practice.

Inoltra e condividi con i tuoi amici e colleghi questo articolo:

per farlo leggi le informazioni cliccando qui

Oppure segui le semplici istruzioni cliccando qui