Dompè, l’Italia deve cambiare o addio investimenti

Aziende | Redazione DottNet | 26/02/2011 15:12

"O avviene un cambiamento o l'Italia non meriterà più gli investimenti di questo settore. Lo dico tristemente perché sono un alfiere del nostro Paese, che ha eccellenze e straordinarie potenzialità, ma non valorizzate e, anzi, a rischio". Lo ha detto il presidente di Farmindustria, Sergio Dompe', a Firenze a margine della celebrazione dei 125 anni del gruppo farmaceutico Menarini. "Oggi - ha proseguito Dompé - festeggiamo un vera azienda multinazionale con primati e investimenti molto competitivi dal punto di vista della ricerca e degli insediamenti in tutto il mondo. Un patrimonio di questo genere con un indotto enorme, è una presenza importante, che oltretutto è cresciuta negli anni. Eppure le uniche volte che si parla di farmaceutica è quando ci sono delle inappropriatezze di spesa e si dimentica di dire che noi mediamente rispetto a tutti gli altri Paese abbiamo costi del 30% inferiori e ricavi dell'industria più bassi del vecchio continente. Oggi parliamo di un un'azienda con oltre tre miliardi di euro di fatturato, di cui due all'estero, con 13 mila dipendenti di cui novemila all'estero".

 Ma, ha proseguito Dompé, "se c'è da ripianare, i soldi da dove li prendono? Dalla farmaceutica. C'è da ridurre il margine delle farmacie? Si prende anche questo dall'industria. E' una mancanza di condivisione e di cultura di sistema Paese che coinvolge tutta la ricerca: si dice che si vuole investire in ricerca, però poi il settore numero uno in questo campo, che spende 10 volte la media dell'industria, viene regolarmente penalizzato al contrario di altri che non lo sono per niente. Non ne possiamo più di avere provvedimenti contro". "La spesa territoriale farmaceutica del 2010 è lievemente sotto la spesa del 2001, tutti gli altri settori sono cresciuti di circa il 60%. In questo quadro noi siamo grandi alfieri del federalismo fiscale, perché in esso e nei costi standard vediamo un modo per ribellarsi del fatto che un paziente possa costare tot in una Regione, e il doppio in un'altra. Non chiediamo aiuti, ma leggi che siano coerenti con lo sviluppo dei settori high tech, incentivazione alla ricerca e all'export, valori della competitività italiana e che non si utilizzi sempre la farmaceutica per qualsiasi operazione di cassa", ha concluso Dompé.

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