Gipef, i medici europei chiedono il rispetto del riposo

Medicina Generale | Redazione DottNet | 03/10/2008 20:52

 I medici di Grecia, Italia, Portogallo, Spagna, Francia e Belgio, riuniti a Venezia nell'Assemblea del GIPEF, hanno in queste approvato un Documento che, con l'intento di garantire il paziente europeo, stabilisce con chiarezza alcuni aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavoro dei medici, preservandone i turni di fermo dal lavoro. 

Quante ore al massimo possono lavorare i camici bianchi per continuare ad essere vigili ed efficaci nelle cure? E di quanto riposo hanno bisogno per il medesimo intento? Non si tratta solo di tutelare la sicurezza del lavoratore-medico: è in gioco, sostengono, la salute del paziente. L'esigenza di dover fissare alcuni punti fermi nella determinazione dell'orario di lavoro nasce dal voler emendare una proposta di revisione di una Direttiva (la EWTD 2003/88/CE) che attualmente disciplina tale materia in ambito europeo. Tale revisione, se applicata anche ai medici, li costringerebbe infatti a lunghi turni di lavoro, non intervallati nè compensati da adeguato riposo. ''Abbiamo assunto una posizione responsabile su una questione delicata - ha affermato a conclusione dei lavori del GIPEF Amedeo Bianco, presidente FNOMCeO- Il nostro intento è quello di sottolineare una questione che è stata trascurata dalla Direttiva: il medico non ha nelle sue mani solo la propria salute di lavoratore, ma anche la sicurezza del paziente''. Il Documento sarà la base di un'azione di pressione sul Parlamento e sul Consiglio europeo, affinchè la Flexicurity (la nuova normativa europea in ambito lavorativo che vorrebbe ampliare in maniera così indiscriminata i turni di lavoro) non sia applicata ai medici. 

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