Napoli, lo Smi denuncia gravi disservizi per i certificati online

Silvio Campione | 28/02/2011 21:12

La nuova disposizione riguardante l'invio telematico dei certificati sta creando enorme confusione tra i cittadini-utenti e gravi disservizi negli studi dei medici di Medicina generale, a danno degli assistiti, mentre cresce sempre più la tensione nei confronti degli incolpevoli operatori sanitari. E' quanto denunciato i vertici nazionali del Sindacato Medici Italiani (SMI) in una nota a firma del presidente dello Smi Giuseppe Del Barone, del segretario nazionale Saverio Annunziata, e del segretario regionale Giuseppe Tortora.

 La confusione, sottolineano i vertici del sindacato, è in gran parte imputabile alla mancanza dei supporti informatici nei presidi ospedalieri e nella gran parte di quelli di guardia medica. Tutto il peso burocratico della certificazione, quindi, ricade sul medico di medicina generale - sottolinea la nota -, il quale, essendo adeguatamente attrezzato (ed a proprie spese), finisce con lo svolgere, oltre al proprio, anche il lavoro che molto spesso dovrebbe essere fatto da altri. Infatti, benché i presidii siano autorizzati a rilasciare, in assenza del computer, le certificazioni cartacee, capita sempre più spesso, invece, che al paziente dimesso dal pronto soccorso venga erroneamente detto di recarsi dal proprio medico di fiducia per il rilascio del certificato, con l'aggravante che il paziente in genere formula questa richiesta il giorno successivo alla dimissione, spesso quando ha anche ripreso a lavorare. Una richiesta, a questo punto, impossibile perché retrodatare il certificato è illegale. Il sindacato ha inviato un telegramma urgente al presidente della Giunta regionale della Campania Stefano Caldoro e all'onorevole Calabro' per chiedere un incontro sulla questione.Secondo i dati Inps resi noti dal ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, oggi sono stati trasmessi online all'Istituto 136.733 certificati di malattia di dipendenti pubblici e privati. A livello regionale, gli invii odierni sono così distribuiti: 22.117 in Lombardia, 15.927 nel Lazio, 13.472 in Veneto, 11.990 in Emilia Romagna, 11.922 in Sicilia, 10.897 in Campania, 8.885 in Piemonte, 7.690 in Toscana, 7.034 in Puglia, 5.380 in Calabria, 3.538 nelle Marche, 3.026 in Sardegna, 2.883 in Liguria, 2.854 in Friuli Venezia Giulia, 2.781 in Abruzzo, 2.011 in Umbria, 1.473 in Provincia di Trento, 1.100 in Provincia di Bolzano, 991 in Basilicata, 498 in Molise e 264 in Valle d'Aosta. Il totale dei certificati trasmessi nel mese di febbraio raggiunge così la cifra di 2.143.214 unità, "un vero e proprio record dall'inizio dell'attivazione della nuova procedura", sottolinea il ministero. Clicchi qui per essere informato.

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