Biotestamento, il voto slitta ad aprile

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 02/03/2011 20:42

Slitta di un mese il voto definitivo sul testamento biologico. La Conferenza dei Capigruppo di Montecitorio ha deciso di raddoppiare i tempi di discussione del rinviando quindi il voto finale ad aprile. La discussione generale sarà avviata comunque la prossima settimana, a partire da lunedì 7 marzo. Un allungamento dei tempi deciso dopo le 'sfumature' emerse all'interno della maggioranza dopo una riunione di oltre due ore.

 "C'è stata una valutazione fondamentalmente positiva, con osservazioni varie, ma faremo meno emendamenti possibile", aveva detto il capogruppo del Pdl, Fabrizio Cicchitto. All'incontro molto partecipato da parte dei deputati del Pdl (presenti anche i ministri Sacconi, Brunetta e Gelmini), il relatore del testo, Domenico Di Virgilio, ha poi assicurato una unità di visione sul fatto che ''la legge vada fatta''. A parlare di 'sfumature' interne sono il ministro del Welfare Maurizio Sacconi e il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, convinti entrambi della possibilità di portare comunque avanti il testo. Ma un affondo alla legge arriva dal ministro Sandro Bondi (che anche oggi si è detto pronto a presentare le dimissioni in una intervista al Giornale): in una lettera recapitata in casella ai deputati, intestata su carta del Senato e non del Ministero, indica due di questi ''punti deboli'', cioè gli articoli 3 (sulla Dichiarazione anticipata di trattamento) e 7 (il rispetto delle decisioni del paziente espresse nella Dat). Gli stessi due articoli che il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella aveva indicato come quelli da 'limare' nei prossimi giorni. Dall'opposizione arriva invece l'appello lanciato dal segretario del Pd Pierluigi Bersani ''ai più responsabili del centro destra''. ''Fermiamoci. Sospendiamo la discussione e riflettiamo ancora perché è un tema troppo delicato per la vita degli italiani per risolverlo con norme troppo intrusive'', ha detto spiegando anche che ''su un tema così cruciale'' come il testamento biologico ''la norma si sta spingendo troppo avanti'', e quella proposta dalla maggioranza è ''una soluzione che non è matura''. Il Pd, comunque, ''non avrà difficoltà a presentare i suoi emendamenti condivisi''. Uno dei nodi fondamentali della legge è quello dell'ultima parola riconosciuta ai medici anche in caso di presenza di un biotestamento. In sostanza non ci sarebbe obbligo di riconoscimento delle volontà del paziente. ''Diamo fiducia ai medici'', ha commentato in proposito il ministro della salute Ferruccio Fazio. ''Il mio reale auspicio - ha detto il ministro - e mi sembra che si stia andando in questa direzione, è di lasciare al medico la possibilità di fare il medico, perché da medico devo ricordare che i nostri specialisti non solo sono bravi e coscienziosi ma hanno anche tantissima umanità''. Di parere completamente opposto un altro medico che in passato ha ricoperto lo stesso incarico di Fazio: l'oncologo ed ex ministro della Salute Umberto Veronesi: ''Non spetta al medico l'ultima parola in fatto di testamento biologico''.

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