Si acquista in farmacia la maggior parte dei farmaci senza prescrizione. Ma calano le vendite

Redazione DottNet | 07/03/2011 16:00

La farmacia si conferma il luogo d'acquisto privilegiato per i farmaci senza obbligo di prescrizione, coprendo il 91,8% del mercato a volumi e quasi il 93% a valori. I canali alternativi hanno guadagnato lo 0,4%. In particolare, ciò vale - spiega l'Anifa, l'Associazione nazionale dell'industria farmaceutica dell'automedicazione aderente a Confindustria - per le parafarmacie, in quanto la Grande distribuzione organizzata è rimasta invariata rispetto all'anno precedente. Di fatto, anche per il 2010 - osserva l'Anifa - si assiste ad una stabilizzazione delle dinamiche competitive tra i diversi canali, con un rallentamento delle dinamiche di crescita da parte di parafarmacie e dei corner della Grande distribuzione.

 L'andamento del mercato dei farmaci da banco - osserva l'Associazione - ha mostrato quindi un trend sostanzialmente stabile, una tenuta dei fatturati ed una erosione dei volumi. L'Anifa conclude sottolineando che il tasso medio di crescita nel periodo 2006-2010 è praticamente nullo, a dimostrazione di come i farmaci di automedicazione siano assunti, consapevolmente, solo all'insorgenza di piccoli disturbi e sintomi noti e transitori e di come quindi si vada sempre più affermando una cultura dell'automedicazione responsabile. Intanto calano le vendite dei farmaci senza obbligo di prescrizione: nel 2010 sono state circa 318 milioni le confezioni acquistate in Italia, con una flessione del 3,8% rispetto all'anno precedente, per un giro d'affari di 2.212 milioni di euro (+0,4%). L’Anifa sottolinea che sulla contrazione delle vendite ha inciso il ritardo, rispetto alle previsioni, della stagione influenzale. Complessivamente, il comparto dei farmaci senza obbligo di prescrizione ha costituito nel 2010 il 17,4% del mercato farmaceutico complessivo a volumi e l'11,4% a valori. All'interno della categoria, i farmaci di automedicazione (Otc) - precisa l'Anifa - rappresentano il 74,2% con 236mila confezioni vendute (in diminuzione del 2,1% rispetto al 2009) e una tenuta dei fatturati (+1,2%) per effetto dell'introduzione di nuovi prodotti da switch centralizzati. Più forte invece la flessione per i farmaci Sp, quelli per i quali non è possibile fare pubblicità, che hanno in parte risentito della diminuzione di vendite di farmaci per tosse e raffreddore - che rappresentano circa il 45% del totale delle confezioni - e di alcuni switch di prodotto da Sp a Otc. Con riferimento alle classi terapeutiche, fatta eccezione per i prodotti per il sistema riproduttivo (tra cui lavande vaginali, anti-micotici e disinfettanti delle vie urinarie, 1,7% del mercato), il 2010, sempre secondo i dati Anifa, si caratterizza per una contrazione generalizzata dei volumi. Guardando all'interno delle tre principali classi di prodotto, la più rilevante in termini di quota di mercato resta quella dei farmaci per le malattie da raffreddamento che ha fatto registrare però un calo del 5,6% nei consumi (109 milioni di confezioni) per un giro d'affari di 687 milioni di euro. Gli analgesici (con 65 milioni di confezioni e ricavi per 469 milioni di euro) e i prodotti per l'apparato digerente (69 milioni di confezioni e ricavi per 433 milioni di euro) assistono ad una contrazione dei volumi rispettivamente del 3% e dell'1,9%. Clicchi qui per essere informato.

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