Arriva la ricetta elettronica: si parte l’1 aprile. Brunetta: “Con la spedizione telematica abbiamo ridotto i certificati sommersi. Ecco i benefici della novità”

Sanità pubblica | Silvio Campione | 07/03/2011 21:41

Addio ricette mediche cartacee, almeno a lunga scadenza: dopo i certificati medici online, si appresta a entrare a regime anche la ricetta elettronica, come abbiamo anticipato nelle settimane scorse. E' stato pubblicato sabato 5 marzo in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero delle Finanze che fissa i tempi di avvio del sistema nelle varie regioni: apre la Val d'Aosta l’1 aprile, seguirà l'Emilia Romagna il 1 maggio, poi Abruzzo, Campania, Molise, Piemonte e Provincia autonoma di Bolzano l’1 luglio, Calabria e Liguria l’1 settembre e Basilicata dall’1 ottobre, mentre resta da calendarizzare l'avvio a regime per le regioni rimanenti.

La ricetta elettronica, partendo dallo studio del medico prescrittore che la compila utilizzando anche la tessera sanitaria del paziente, arriverà online alla Regione e al ministero dell'Economia, favorendo così il controllo sulle prescrizioni e sulla spesa. Un'innovazione che, come recentemente affermato dal ministro della Salute Ferruccio Fazio, porterà a un risparmio di 5 miliardi di euro l'anno attraverso un maggior controllo delle terapie e meno errori nelle prescrizioni. I medici sono tenuti a trasmettere elettronicamente almeno l'80% delle ricette ogni mese, quota sotto la quale scatta l'inadempienza. In un secondo momento, poi, la riforma dovrebbe avere ripercussioni positive anche sui pazienti: quando pienamente a regime, la ricetta elettronica sarà infatti spedita anche alle farmacie e agli ambulatori, che in sostanza sapranno quali sono le esigenze del paziente prima ancora che questo vi si rechi. Un altro passo verso la sanità elettronica, insomma, dopo i certificati online: ma i medici di famiglia, proprio come per i certificati, denunciano: "La riforma non può ancora partire, non c'è l'adeguata informatizzazione. Non siamo stati messi in condizione di adempiere a questi obblighi", spiega Giacomo Milillo, segretario nazionale Fimmg. Finora, sottolinea Milillo, "le Regioni, a partire da Campania e Piemonte, hanno condotto una sperimentazione fasulla, avranno mandato sì e no dieci ricette... Non vedo come possano pensare di mettere a regime il sistema, è la solita riforma all'italiana. Ma i nodi prima o poi vengono al pettine", conclude. Ma Brunetta risponde tornando sul certificato online: ''L'applicazione del sistema del certificato medico elettronico è ormai a pieno regime. Ogni settimana arrivano 550 mila certificati on line all'Inps. Inoltre, cosa più straordinaria, sono più del doppio di quelli cartacei. Abbiamo calcolato che abbiamo fatto emergere così 10 milioni di certificati sanitari sommersi''. Lo ha detto il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, nel corso della presentazione del recepimento del suo decreto alla Regione Lazio. Rivolgendosi alla governatrice del Lazio Renata Polverini ha messo in evidenza uno dei benefici della novità: ''Ti invito a utilizzare fin da subito questo sistema - ha detto - perché così potrai avere uno spaccato della domanda di salute dei lavoratori dipendenti di questa regione. Lo potrai avere dal punto di vista patologico, dal punto di vista settoriale, dimensionale e anche stagionale. Così dalla domanda di salute potrai costruire la mappa della tua offerta sanitaria, le strutture, i presidi, i medici. Pensa - ha concluso Brunetta - alla quantità di informazioni che potrai ottenere in questo modo'''. E coglie l’occasione per snocciolare i dati della scorsa settimana che chiude con oltre 500mila certificati online sono stati trasmessi all'Inps. Secondo Brunetta "gli ultimi dati forniti dall'Inps, venerdì scorso sono stati trasmessi online all'Istituto 81.725 certificati di malattia di dipendenti pubblici e privati, portando il numero di documenti trasmessi nella settimana a 522.971 unità e confermando così l'entrata a pieno regime del sistema". Invece "a livello regionale gli invii di venerdì 4 marzo sono così distribuiti: 13.100 in Lombardia, 10.639 nel Lazio, 7.545 in Sicilia, 7.454 in Emilia Romagna, 7.190 in Campania, 6.568 in Veneto, 5.913 in Piemonte, 4.504 in Toscana, 3.998 in Puglia, 3.351 in Calabria, 1.930 in Liguria, 1.793 nelle Marche, 1.724 in Sardegna, 1.668 in Friuli Venezia Giulia, 1.252 in Abruzzo, 921 in Umbria, 710 in Provincia di Trento, 552 in Provincia di Bolzano, 511 in Basilicata, 232 in Molise, 170 in Valle d'Aosta". Dalla data di attivazione della nuova procedura "il totale dei certificati trasmessi raggiunge così la cifra di 6.335.055 unità, con la seguente ripartizione per Regione: 1.668.570 in Lombardia, 849.627 nel Lazio, 559.513 in Veneto, 460.384 in Emilia Romagna, 459.920 in Sicilia, 424.455 in Campania, 319.968 in Piemonte, 261.725 in Toscana, 251.550 in Puglia, 191.462 in Calabria, 182.434 nelle Marche, 121.028 in Abruzzo, 103.205 in Liguria, 93.334 in Sardegna, 87.217 in Friuli Venezia Giulia, 83.994 in Provincia di Bolzano, 69.634 in Umbria, 64.255 in Provincia di Trento, 42.430 in Basilicata, 21.840 in Molise, 18.510 in Valle d'Aosta". Clicchi qui per essere informato.

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