Biotestamento, lo scontro si fa acceso. Veronesi: affossarlo per sempre. Il voto ad aprile. Seimila medici hanno aderito alla campagna della Cgil

Medicina Generale | Redazione DottNet | 07/03/2011 20:18

Due pregiudiziali di costituzionalità, 14 ore di discussione e 24 interventi previsti prima di passare all'esame degli articoli: sono questi i numeri del primo giorno in Aula alla Camera per la legge sul testamento biologico, avviato fra polemiche accese e un lungo sit-in dei radicali di fronte a Montecitorio. Ferma l'opposizione sul no secco all'impianto della legge che per l'ex ministro Umberto Veronesi, ''è meglio che non passi e che rimanga affossato per sempre. Perche' e' meglio non avere alcuna legge che avere una legge sbagliata e cattiva''.

 

Per l' oncologo la norma è ''anticostituzionale, perche' l' autodeterminazione è un diritto di tutte le persone in un paese civile. Quindi essere costretti a subire un trattamento non voluto è contro la legge''. E oggi Idv e I Radicali eletti nel Pd hanno presentato nell' Aula della Camera due pregiudiziali di costituzionalita'. I documenti verranno votati prima di passare all'esame degli articoli, presumibilmente in aprile. Il Pd ha preannunciato che presenterà una richiesta di sospensiva, mentre l'Udc presentera' alcuni emendamenti; Fli ha annunciato un emendamento unico sostitutivo dell'intero testo di legge e il Pdl non ha escluso la presentazione di alcuni emendamenti correttivi. Ma il governo, in particolare attraverso il ministro Maurizio Sacconi e il sottosegretario Eugenia Roccella, difendono il testo, auspicandone una rapida approvazione. ''Sarebbe un errore rinviarla in commissione perché equivarrebbe a far morire il processo legislativo'', ha detto il ministro a Bruxelles, a margine del Consiglio Ue dei ministri del lavoro. Secondo Sacconi, ''ci sono tutte le condizioni perche' in aula si discuta dei problemi che ancora si ritengono aperti'' e perche' ''l'aula su di essi si pronunci liberamente''. ''Non è certo abbandonando questo processo che si affrontano e si risolvono i problemi degni di ulteriore definizione'', ha aggiunto Sacconi. '''Ancora una volta bisogna stabilire se la legge la debba fare il Parlamento votato dagli elettori, o se la decisione sulla vita e la morte delle persone vada affidata ai tribunali'', ha rincarato il sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella. ''Come partito e come cristiano vorrei che ogni persona fosse lasciata libera di decidere quando deve chiudere gli occhi e affidarsi al buon Dio e di non vivere quando non vive piu'', ha detto Antonio Di Piero esprimendo la posizione dell'Idv, mentre per il presidente del Pd, Rosy Bindi, ''non devono imporre a maggioranza'' un'idea sul fine vita, ''ma mettermi nelle condizioni di scegliere. Questo deve fare la politica''. Al grido di ''aguzzini con i sondini'' e ''no allo Stato bioetico'' i Radicali hanno invece iniziato, davanti a Montecitorio, il loro sit-in di protesta, accompagnato da una maratona oratoria con i loro principali esponenti. Ma fuori dal Parlamento un appello è arrivato dall' associazione dei medici cattolici italiani che chiedono di evitare una ''contrapposizione ideologica'' che opponga ''fautori della vita a chi sembrerebbe ad essa contrario'', sottolineando tra l'altro come la questione sia spesso affrontata assumendo ''lo 'stato vegetativo permanente' a paradigma interpretativo della questione''. Una serie di circostanze che non permettono un ''confronto sereno''. Intanto sono oltre 6000 le adesioni di medici e oltre 5000 quelle di cittadini gia' raccolte via web alla campagna della Cgil 'Io non costringo, curo' contro il ddl Calabro' sul testamento biologico. A queste, precisa una nota della Fp Cgil, si aggiunge il sostegno del presidente della Regione Puglia e segretario di Sel, Nichi Vendola, della parlamentare radicale Mina Welby e del Partito Socialista Italiano, con il segretario Riccardo Nencini. Martedì 8 marzo una delegazione del sindacato consegnerà al presidente della Camera Gianfranco Fini il testo dell'appello e un dvd contenente gli spot della campagna, mentre per tutto il mese di marzo proseguirà la raccolta firme, che dal web si sposterà nei luoghi di lavoro della sanità, negli ospedali e nei presidi sanitari, attraverso la predisposizione di banchetti informativi. "Io non costringo, curo", aggiunge la nota, è una campagna che è partita dall'iniziativa del personale sanitario "per parlare a tutti, e per chiedere alla politica, al parlamento, che si fermi una discussione inficiata da ideologismi e contraria alle norme della deontologia medica e ai valori costituzionali della nostra Repubblica". Nutrizione e idratazione forzate, prosegue la nota, "non sono equiparabili a pane e acqua, e nessuna legge può cancellare la libera scelta del paziente, eliminare la prospettiva, per noi essenziale, di una alleanza terapeutica tra paziente e personale medico. I medici e gli operatori sanitari italiani - conclude la nota - non vogliono costringere. Vogliono poter curare''.

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