Chirurgia bariatrica, l'importanza dell'intervento

Redazione DottNet | 07/03/2011 21:35

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L'Organizzazione mondiale della salute la considera un'emergenza, dato che provoca ogni anno 2,5 milioni di morti. In Italia ne e' affetta una persona su dieci, in Campania una su tre, record a livello nazionale. Sono i preoccupanti dati dell'obesita', di cui si e' discusso a Napoli in un convegno organizzato dal presidio ospedaliero Pineta grande di Castel Volturno, riconosciuto come uno dei centri di eccellenza a livello nazionale per la cura di questa patologia.
 

Tra le cause scatenanti ci sono i fattori di ordine psicologico, come il cattivo o insufficiente rapporto con i genitori o con la struttura lavorativa. Questo vuoto crea una forma compulsiva che si sfoga attraverso il cibo. L'emergenza principale riguarda i giovani: 1,6 milioni di ragazzi tra i 6 e i 17 anni hanno problemi di sovrappeso o di obesita', problemi che colpiscono il 34% dei bambini tra i 6 e i 9 anni.
"Intervenire e' fondamentale - spiega il responsabile della Medicina di urgenza del presidio ospedaliero, Salvatore Del Gaudio - perche' l'obesita' riduce l'aspettativa di vita di 10-20 anni e aumenta il rischio di contrarre altre patologie, come diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari, ictus, dolori articolari, problemi della sessualita' e sterilita'".
Quando manca la prevenzione e quando la dieta, i farmaci e la modifica dello stile di vita non bastano, e' necessaria la chirurgia bariatrica, l'unico trattamento che garantisce la guarigione per i grandi obesi. "Si puo' intervenire in due modi - dice il responsabile della Chirurgia generale, d'urgenza e metabolica del Pineta grande, Cristiano Giardiello - limitando l'assunzione di cibo o agendo sull'assorbimento. Le operazioni piu' diffuse sono il bendaggio gastrico, la gastrectomia verticale, il palloncino intragastrico e il bypass gastrico".
Il presidio ospedaliero di Castel Volturno punta per il 2011 a eseguire almeno 300 interventi. La speranza del coordinatore generale dell'area sanitaria e manageriale del Pineta grande, Vincenzo Schiavone, e' di "fermare l'epidemia di pazienti verso le altre regioni, che costa alla sanita' campana quasi 400 milioni di euro, e far risparmiare al sistema sanitario regionale altri 900 milioni di euro, che rappresenta il costo stimato dei 500 mila obesi campani".