Dalla rendita del fondo pensione alla tutela del non autosufficiente

Adelaide Terracciano | 08/03/2011 10:08

di Luigi Daleffe (presidente Fondosanità)

Nello scorso numero di Corriere Medico Odontoiatria ci siamo chiesti in quali casi la cifra accumulata alla fine della carriera presso un Fondo integrativo della pensione possa essere riscattata in forma di capitale. E abbiamo scoperto che, anche per cifre basse – inferiori al minimo Inps mensile pari ad euro 458,20 – può convenire accettare anziché una “gallina” oggi, cioè un supertassato riscatto del capitale, un uovo per ogni giorno della settimana che verrà, ovvero la rendita vitalizia mensile. Che si presta anche ad utilizzi alternativi rispetto alla talora difficile integrazione della pensione. Su scelta del contribuente-percettore, ad esempio, la rendita vitalizia proveniente dallo sviluppo di un investimento nei fondi previdenziali integrativi può essere scelta come polizza long term care (=lungavita, ndr) a premio unico, ceduta ad una Compagnia assicurativa e da quest'ultima gestita con un sovrapprezzo minimo. Si tratta di un vantaggio considerevole: non dimentichiamoci infatti mai l’aumento dell’aspettativa di vita, con gli aspetti che ne derivano, aspetti con i quali dovremo confrontarci sempre più in futuro. Occorre quindi premunirsi per garantire a se stessi (e ai familiari, come vedremo) una vecchiaia serena a protezione dal rischio di diventare non autosufficienti (ma sul punto i giornalisti hanno la Casagit che provvede, ndr)e di dover contribuire alle spese da sostenere – ad esempio - per il mantenimento di un badante o per il pagamento della retta in casa di riposo (su questo punto, l’Inpgi offre erogazioni straordinarie ai giornalisti con reddito basso, ndr).

 La long term care (Lungavita)

La long term care è una caratteristica peculiare del Fondosanità che ospita medici e dentisti e può essere acquistata dal professionista, che abbia contribuito al fondo, quando va in pensione. L'acquisto può intervenire come opzione sulla rendita vitalizia, al posto del riscatto del montante come capitale, riscatto che può essere integrale (per ammontari che danno diritto ad assegni molto esigui) o parziale per ammontari vicini o superiori al minimo Inps. E' una polizza a premio unico (LTC) e a certe, non infrequenti condizioni, si lascia preferire anche alla scelta di lasciare “ordinariamente” al Fondo previdenziale l'erogazione della rendita – scelta quest'ultima che può comunque sempre essere esercitata al momento di decidere come riacquisire il “castelletto”.

Nell'ipotesi di polizza long term care (LTC) infatti, a fronte di una spesa minima per la trasformazione del proprio patrimonio in premio assicurativo unico e per la sua cessione alla compagnia assicuratrice che lo gestirà, il professionista che ha scelto la LTC potrà contare su un contratto su misura per le sue esigenze future. Un contratto che dovrebbe rivelarsi tanto più capace di portargli benefit quanti più fossero, come numero, i professionisti che aderiscono alla polizza, poiché per la legge dei grandi numeri le Compagnie sui grandi numeri possono distribuire in modo ottimale il calcolo del rischio e le spese da affrontare.

La rendita mensile nel caso della long term careviene calcolata in base al premio affidato all'Assicurazione tenendo conto di parametri come l'età del professionista e delle tipologie di scelta.

 Una peculiarità del Fondosanità

In definitiva, per restare nel raggio d'azione del “nostro” Fondosanità, una volta andato in pensione e chiesto il riscatto dell'ammontare maturato – poniamo dunque sotto forma di rendita – il professionista può vedersi proporre dal Fondo quattro opzioni, in genere non facili da reperire in altri prodotti della previdenza integrativa presenti sul mercato italiano:

- rendita vitalizia-solo per se stessi: opzione da preferire ad esempio se si vive da soli o in alternativa senza familiari che abbisognino di coperture particolari;

- rendita vitalizia-con Long term care: opzione da preferire quando si chiede per se stessi un supporto per l'eventuale rischio di futura non autosufficienza;

- rendita vitalizia-con reversibilità: opzione da preferire quando si vive con coniuge o altri familiari a carico;

- rendita vitalizia-con reversibilità e Long term care: ds preferire se si vuole considerare il rischio di futura non autosufficienza del superstite in caso di propria premorienza.

Per inciso, la reversibilità è una caratteristica di tutti i prodotti offerti dai fondi pensione complementari. Mentre se il contribuente decede nel corso della vita lavorativa - e dunque della contribuzione - il patrimonio va agli eredi, che lo percepiranno sotto forma di capitale.  

Clicchi qui per commentare