Biotestamento, sempre più registri comuni

| 08/03/2011 19:38

biotestamento medicina-generale

Continuano a fiorire nei Comuni di tutta Italia, nonostante la circolare del governo secondo la quale sono 'privi di valenza giuridica', i registri per depositare il proprio testamento biologico. Ultima arrivata Perugia, che ha approvato lunedì una normativa per la libertà di cura 'nelle more' dell'istituzione di una legge nazionale, proprio nel giorno in cui il ddl messo a punto dalla maggioranza è approdato in Aula alla Camera.

A mettere in moto la 'macchina' dei registri erano stati i Radicali e l'associazione Luca Coscioni, mobilitati dopo il caso di Eluana Englaro, in attesa che a fare definitiva chiarezza arrivasse la legge sul testamento biologico. Radicali che anche domani saranno in sit-in davanti a Montecitorio, per tentare di fermare la legge 'contro' il testamento biologico, e a distribuiti i moduli per predisporre le proprie dichiarazioni anticipate di volontà. Da Torino a Cagliari, passando per capoluoghi, piccoli Comuni e municipi delle grandi città, al momento sono circa una settantina in tutta Italia le amministrazioni locali che hanno attivato i registri per il fine vita, e centinaia sono stati raccolti solo a Roma. Proprio la Capitale ha fatto da 'apripista', con il primo registro attivato nell'XI Municipio (e in quell'occasione la prima persona a depositare il suo testamento biologico era stata Mina Welby, la moglie di Piergiorgio Welby). Da allora si sono moltiplicati i Comuni in cui la giunta ha approvato la delibera che istituisce il registro dei testamenti: da Arezzo a Cagliari, da Genova a Empoli, a La Spezia, passando per Firenze, Caserta, Rimini, fino a Modena, Massa, Pistoia, Pisa Piacenza e Reggio Emilia. Mentre a Gorizia l'associazione radicale 'Legalità e trasparenza' ha già raccolto le firme per un referendum comunale sull'istituzione del registro, referendum che però è stato bloccato dal comitato dei garanti. Per il comitato, proprio sulla base della circolare del governo, un referendum sul tema 'non rientra tra le competenze dei Comuni'. I radicali hanno già impugnato la decisione, e ora sarà un giudice a determinare se sia possibile o meno fare referendum comunali di questo genere. Laddove la proposta non ha trovato il via libera delle giunte comunali, si sono sviluppati percorsi alternativi. E' il caso per esempio di Milano, dove la Chiesa Valdese, unica comunità religiosa in Italia a fare una cosa simile, ha aperto uno sportello pubblico per depositare il testamento biologico, o di Napoli, dove è stato attivato uno sportello per la raccolta delle disposizioni di fine vita grazie alla collaborazione della Fondazione Umberto Veronesi. E la Chiesa Valdese, che già ha aperto registri anche a Torino, Trieste e Napoli, si è attivata da gennaio anche a Roma, mettendo a disposizione uno sportello, aperto tutti i mercoledì. Affidare a un social network le proprie volontà in materia di trattamento medico, affinché vengano comunicate quando non si è più in grado di farlo è poi l'ultima idea dell'associazione Luca Coscioni che nell'ambito della campagna di sensibilizzazione sul testamento biologico ha lanciato oggi l'applicazione per Facebook 'The Last Wish', l'ultimo desiderio. 'Nonostante la legge italiana non abbia ancora sancito la validità del testamento biologico - spiega l'associazione Coscioni - da oggi è possibile registrare (solo 'simbolicamente') la propria volontà' almeno su Facebook.