Da studio italiano nuova terapia contro malattie renali pediatriche

Adelaide Terracciano | 10/03/2011 10:38

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Da uno studio italiano una nuova terapia per la cura di una grave malattia renale pediatrica. I ricercatori dell'Unità operativa nefrologia, dialisi, trapianto dell'istituto Giannina Gaslini di Genova, al termine di un lavoro durato 3 anni, hanno dimostrato che l'uso di un farmaco biologico - utilizzato in precedenza per le malattie del sangue - può fermare, stabilizzandola, la sindrome nefrosica, malattia renale che fino a oggi produceva effetti devastanti sulla vita di tanti piccoli pazienti.Lo studio realizzato al Gaslini - in collaborazione con di centri di eccellenza nazionali ed internazionali: università di Calgary (Cn), e università di Milano, Padova e Brescia - sarà pubblicato su 'Clinical Journal american Society Nephrology'. 

 

"La sindrome nefrosica è una delle più frequenti malattie renali in età pediatrica - spiega Gian Marco Ghiggeri, direttore dell'Unità operativa Nefrologia, dialisi, trapianto del Gaslini - colpisce 1 paziente su 50.000 e può presentare problemi di terapia. Nella grande maggioranza dei casi richiede lunghi cicli terapeutici con farmaci steroidei e immunodepressori, che creano effetti collaterali devastanti per i bambini: cataratta, osteoporosi, arresto della crescita, ipertensione arteriosa". Ora la nuova ricerca dimostra l'utilità della terapia biologica che di fatto sostituirà le altre terapie in uso per questa sindrome. "Un'importante novità è la somministrazione degli anticorpi monoclonali, che avviene una volta ogni 6-12 mesi, con enormi vantaggi nella vita dei piccoli pazienti - spiega Gian Marco Ghiggeri - sia dal punto di vista delle complicanze fisiche, che vengono notevolmente ridotte, sia dal punto di vista psicologico: eliminare la necessità della cura quotidiana, permette a molti pazienti una nuova vita senza l'incubo giornaliero della dipendenza dalle 'pillole' e l'ansia dei genitori sul loro effetto". Nel 10% dei casi è stata ottenuta la remissione stabile della malattia. "La scoperta cade a quarant'anni dalla prima dialisi in un bambino effettuata al Gaslini nel 1969 dalla professoressa Gusmano, recentemente scomparsa - aggiunge Paolo Petralia direttore generale del Gaslini - ricordiamo oggi quella procedura che significò l'inizio di una nuova vita per tanti piccoli pazienti, che prima di allora non avevano possibilità di sopravvivenza. Siamo orgogliosi di presentare oggi un'altra tappa fondamentale per la cura delle malattie renali pediatriche".