"Il D.lgs. 231/01 e la responsabilità da reato degli enti del settore sanitario" Convegno Anafi

Redazione DottNet | 11/03/2011 17:36

Il Decreto Legislativo 8 giugno 2001 n. 231 ha introdotto la disciplina della responsabilità amministrativa delle società. (Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell'art. 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300). Secondo tale disciplina le società possono essere ritenute responsabili, e conseguentemente sanzionate patrimonialmente, in relazione a taluni reati commessi o tentati nell'interesse o a vantaggio della società stessa dagli amministratori o dai dipendenti.

Sulla base di quanto disposto dal decreto in oggetto, le società possono essere ritenute responsabili in relazione a taluni reati, specificatamente indicati, commessi o tentati nell'interesse e/o vantaggio della società stessa da:

- o da persone fisiche che rivestono posizioni "apicali" di rappresentanza, amministrazione, direzione dell'ente o di una sua unità organizzativa, nonché da persone che esercitano, anche di fatto, la gestione ed il controllo dell'ente stesso;

- o da persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti in posizione "apicale".

In base al disposto del D.Lgs. 231/2001 e successive integrazioni - la responsabilità amministrativa dell'ente si configura con riferimento alle seguenti fattispecie di reato:

- o reati commessi nei rapporti con la Pubblica Amministrazione

- o reati di falsità di monete, in carte di pubblico credito e in valori di bollo

- o reati in materia di terrorismo e di eversione dell'ordine democratico

- o delitti contro la personalità individuale

Nel caso in cui venga commesso uno dei reati specificatamente indicati dalla normativa di riferimento, alla responsabilità penale della persona fisica che ha realizzato materialmente il fatto si aggiunge anche la responsabilità "amministrativa" della società. Viceversa la società non risponde (art.5, comma 2, D.Lgs.231/2001) se le persone indicate hanno agito nell'interesse esclusivo proprio o di terzi. Per tutti gli illeciti amministrativi dipendenti da reato sono previste sanzioni pecuniaria, interdittiva, confisca,pubblicazione della sentenza. In particolare, nei casi di maggiore gravità, l'applicazione di sanzioni interdittive può comportare la sospensione o revoca di licenze, concessioni, autorizzazioni, l'interdizione dall'esercizio dell'attività, il divieto di contrarre con la P.A., il divieto di pubblicizzare beni e servizi, l'esclusione da finanziamenti, contributi e sussidi. Il D.Lgs.231/2001 prevede l'esonero dalla responsabilità qualora la società dimostri che:

- o l'organo dirigente ha adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto illecito, modelli di organizzazione, gestione e controllo idonei a prevenire la realizzazione degli illeciti penali considerati;

- o ha affidato ad un organo interno dotato di poteri di iniziativa e di controllo, il compito di vigilare sul funzionamento e sull'efficace osservanza del modello in questione, nonché di provvedere al suo aggiornamento;

- o le persone che hanno commesso l'illecito hanno agito fraudolentemente;

- o non vi sia stato omesso o insufficiente controllo da parte dell'Organismo di Vigilanza Per tale ragione è stato organizzato un Convegno con un evidente approccio pratico in tema di responsabilità da reato degli enti in ambito sanitario, con il preciso intento di fornire alle aziende di settore un utile strumento di lavoro per un efficace contrasto alla commissione di crimini in azienda, che sia foriero di indicazioni concrete ed operative in merito agli adempimenti previsti dal D.Lgs 231/2001 e costituisca un valido ausilio per districarsi in un settore altamente specialistico e complesso.

Il Convegno “Il D.lgs. 231/01 e la responsabilità da reato degli enti del settore sanitario” che si terrà 8 aprile 2011, è rivolto a Imprenditori, Amministratori, Sindaci, Direttori Amministrativi e di impresa, componenti dell'ODV e Responsabili Internal Auditing, nonché a Professionisti (Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, Avvocati, Consulenti del lavoro).

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