Snami: il 28 e 29 marzo niente certificati online in Lombardia, il Siss non funziona: tuteleremo i medici che subiranno sanzioni

Silvio Campione | 14/03/2011 19:45

certificati-online medicina-generale Snami

Lo Snami (Sindacato nazionale autonomo medici italiani) lombardo è sul piede di guerra: per il 28 e 29 marzo prossimi ha programmato due giornate di protesta e di totale astensione dalle attività informatiche collegate al Siss (Sistema informativo sociosanitario). Nel mirino dello sindacato il nuovo sistema di invio telematico dei certificati di malattia. "Le ragioni per protestare sono moltissime", sottolinea in una nota Roberto Carlo Rossi, presidente lombardo del sindacato.

"Sono già pienamente operative le norme che riguardano le sanzioni per i medici che non inviano i certificati online. Inoltre, chi non invia la quasi totalità delle ricette online attraverso il Siss verrà penalizzato con pesanti trattenute economiche, che saranno addirittura retroattive, a far data cioè dal primo ottobre 2010. Ma il Siss non funziona come dovrebbe e i problemi sono moltissimi". Il presidente dello Snami lombardo non ci sta a fare "da capro espiatorio alle inefficienze di un sistema che ci hanno imposto. Al lunedì - spiega - il sistema di invio dei certificati spesso si blocca o è lentissimo. I tempi per far lavorare con il Siss i nostri sostituti sono lunghissimi. Le prescrizioni sono considerate sbagliate anche se sono perfette ma contengono alcuni esami o alcune esenzioni per reddito che il sistema, incredibilmente, non riconosce. Le aziende ospedaliere non sono ancora in grado di lavorare con il Siss, o se sono collegate, il sistema spesso non funziona. Di certo il tutto si ribalta sui cittadini, che devono aspettare un certificato di malattia anche venti minuti". Il presidente dello Snami lombardo rassicura i medici che saranno colpiti dai provvedimenti disciplinari. "Tuteleremo - afferma - gli iscritti che dovessero perdere il lavoro o avere, incolpevoli, pesanti sanzioni. Cominciamo quindi a far sentire la nostra voce mettendo in campo una protesta che è sì clamorosa ma che danneggia il meno possibile il cittadino malato, nostro paziente. Il 28 e il 29 marzo lavoreremo normalmente ma, per protesta, non utilizzeremo il Siss". E ancora. "Se non miglioreranno le cose e non verranno revocate o molto dilazionate nel tempo le sanzioni per i medici, siamo pronti a non utilizzare il Siss ad oltranza", conclude Rossi, "fino cioè a quando non staranno a sentire tutti i suggerimenti che in questi anni abbiamo dato alla Regione nel vano tentativo di migliorare un sistema le cui inefficienze rischiano di diventare una spada di Damocle per tutti i medici lombardi".

Intanto secondo i dati forniti dall'Inps, lunedì 14 marzo sono stati trasmessi online all'Istituto 119.992 certificati di malattia di dipendenti pubblici e privati. A fornire i numeri sul flusso dei certificati di malattia trasmessi con il nuovo sistema telematico è il ministero della Pubblica amministrazione e innovazione. La distribuzione a livello territoriale è la seguente: 18.961 in Lombardia, 14.388 nel Lazio, 10.910 in Sicilia, 10.884 in Veneto, 10.046 in Emilia Romagna, 9.460 in Campania, 7.640 in Piemonte, 7.010 in Toscana, 6.417 in Puglia, 5.392 in Calabria, 3.107 nelle Marche, 3.026 in Sardegna, 2.674 in Liguria, 2.436 in Friuli Venezia Giulia, 2.355 in Abruzzo, 1.775 in Umbria, 1.044 in Provincia di Trento, 948 in Provincia di Bolzano, 880 in Basilicata, 415 in Molise e 224 in Valle d'Aosta. Dalla data di attivazione della nuova procedura, il totale dei certificati trasmessi raggiunge così la cifra di 6.920.969 unità, con la seguente ripartizione per Regione: 1.766.362 in Lombardia, 925.829 nel Lazio, 607.305 in Veneto, 511.358 in Sicilia, 509.239 in Emilia Romagna, 471.357 in Campania, 362.397 in Piemonte, 296.150 in Toscana, 280.681 in Puglia, 215.687 in Calabria, 196.012 nelle Marche, 131.476 in Abruzzo, 117.621 in Liguria, 106.700 in Sardegna, 98.408 in Friuli Venezia Giulia, 87.870 in Provincia di Bolzano, 77.787 in Umbria, 69.255 in Provincia di Trento, 46.215 in Basilicata, 23.745 in Molise e 19.515 in Valle d'Aosta. Clicchi qui per essere informato.

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