Collegato lavoro: età pensionabile dei dirigenti medici

Previdenza | Giovanni Vezza | 16/03/2011 10:20

(Legge 4 novembre 2010, n. 183 ”Collegato Lavoro”)

Nell’analizzare il disegno di legge meglio conosciuto come “Collegato Lavoro” recante deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l'impiego, di incentivi all'occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro, occorre fermare l’attenzione sull’art. 23, relativo alle disposizioni sul collocamento a riposo della dirigenza medica.

Tale disposizione prevede una modifica dell'articolo 15nonies del D. Lgs 502/1992, stabilendo che il limite massimo per il collocamento a riposo dei dirigenti medici e del ruolo sanitario del SSN, compresi i direttori di struttura complessa, è stabilito nel sessantacinquesimo anno di età, ovvero, su istanza dell'interessato, al maturare del quarantesimo anno di servizio effettivo. In ogni caso il limite massimo di permanenza non può superare il settantesimo anno di età e la permanenza in servizio non può dar luogo ad un aumento del numero dei dirigenti. Tali disposizioni si applicano anche ai dirigenti medici e del ruolo sanitario del Ssn in servizio alla data del 31 gennaio 2010. Da un lato viene quindi meno la mitica proroga biennale dei dipendenti pubblici non in possesso dei 40 anni di servizio, già da Brunetta subordinata all’autorizzazione della struttura di appartenenza; dall’altro, di fatto, si allunga su base volontaria a 70 anni la vita lavorativa dei medici dipendenti, in quanto il limite dei 40 anni di servizio effettivo (con esclusione, quindi, dei riscatti) è ben difficilmente conseguibile da una categoria con un corso di laurea di 6 anni ed una specializzazione che dura almeno 5 anni. 

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