Intramoenia, basta proroghe, la legge va cambiata

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 16/03/2011 19:11

"Siamo stanchi di un ricorso alle proroghe che sa di rituale. Siamo stanchi della precarietà elevata a sistema. Insieme al ministero della Salute dovremmo utilizzare questo tempo per concordare una soluzione strutturale della libera professione medica". E' quanto afferma il segretario nazionale dell'Anaao Assomed, Costantino Troise, a 15 giorni dalla scadenza della proroga della libera professione intramoenia allargata, strumento che permette ai medici di esercitare la libera professione anche al di fuori degli spazi ad hoc allestiti all'interno degli ospedali pubblici.

Al momento - così come stabilito nel decreto milleproroghe - la scadenza della proroga della libera professione intramoenia è fissata al 31 marzo, ma il ministro della Salute Ferruccio Fazio ha già assicurato che il termine sarà spostato al 31 dicembre 2011 con un apposito decreto della presidenza del Consiglio dei ministri (Dpcm). Per arrivare ad una soluzione definitiva, il segretario dell'Anaao Assomed ha però un'idea precisa: "Serve una norma ad hoc sull'intramoenia, che possa autorizzare qualunque veicolo legislativo. Questa norma - aggiunge - dovrebbe avere come obiettivo quello di rendere la libera professione intramoenia allargata un'attività ordinaria delle aziende ospedaliere, affidata al controllo dei manager degli ospedali". Troise nutre invece poche speranze che la soluzione possa arrivare dal disegno di legge sul governo clinico - fermo in Commissione Affari sociali della Camera - che, tra i suoi capitoli, tratta anche di intramoenia. "Sui contenuti di quel Ddl - taglia corto Troise - noi siamo abbastanza critici". "O si rivede il Ddl sulla governance, che non ci piace, oppure è bene pensare a una norma ad hoc sull'intramoenia". Lo afferma il presidente della Cimo Asmd Riccardo Cassi. Per Cassi, "l'istituto della libera professione intramoenia allargata dovrebbe essere più flessibile, perché mezza Italia è in una condizione economica disastrosa. Come si fa a investire soldi sulla libera professione?", è la domanda che solleva il presidente della Cimo Asmd. "La soluzione - aggiunge - potrebbe essere quella di recuperare spazi attraverso convenzioni con strutture esterne. Insomma, trovare il modo affinché non ci sia l'intervento economico diretto delle aziende ospedaliere. Anche perché, in alcuni casi, i fondi stanziati a suo tempo per la libera professione sono stati utilizzati in altro modo. All'azienda ospedaliera - conclude Cassi - deve comunque rimanere la gestione del sistema e il controllo". "La proroga della libera professione allargata deve essere funzionale a consentire il reperimento degli spazi pubblici adeguati da parte delle aziende inadempienti e pertanto limitata a solo a queste situazioni. Siamo invece contrari a cambiare la legge penalizzando i medici che vogliono lavorare solo nella sanità pubblica", secondo il segretario nazionale della Cgil medici, Massimo Cozza. "In materia di libera professione intramoenia, è difficile arrivare a una soluzione definitiva che imporrebbe una serie di ragionamenti per i quali non è sufficiente quanto scritto all'interno del Ddl sul governo clinico. Non bisogna quindi snobbare lo strumento della proroga" per il segretario generale della Cisl medici, Giuseppe Garraffo.  "La libera professione intramoenia allargata - spiega Garraffo - è una materia complessa, e in questa coda di legislatura non so se si arriverà a mettere a punto una soluzione strutturale. Oggi nessuna forza politica è in grado di portarla a termine. Ci sarebbe bisogno di una legislatura all'inizio del suo mandato che ci metta mano, in un quadro complessivo di prospettiva del Ssn". Il segretario della Cisl medici sottolinea l'importanza di questo istituto. "La libera professione intramoenia non serve solo ai medici, ma soprattutto al Ssn", sottolinea Garraffo. "Risponde infatti a una domanda che c'è. E l'alternativa all'intramoenia allargata - conclude - è l'intramoenia clandestina". Per il segretario generale Uil Fpl medici, Armando Masucci: "Per una libera professione intramoenia allargata efficiente e trasparente è necessario pensare a studi medici privati che diventino veri e propri presidi delle Asl, come già avviene per i camici bianchi convenzionati. Naturalmente, questi studi dovranno essere seri, certificati e con riferimenti di qualità". Per il segretario generale Uil Fpl medici, quella degli studi medici come presidi delle aziende ospedaliere è "la soluzione per risolvere il problema delle liste di attesa. L'auspicio - conclude Masucci - è che questa proposta venga inserita e specificata all'interno del Ddl sul governo clinico". "Sul tema della libera professione intramoenia allargata si è perso molto tempo. Si è partiti nel 1999, ma si sta ancora discutendo di proroghe. La materia non è mai stata affrontata nel modo dovuto, indipendentemente da chi era chi al governo. La proroga è solo un cerotto". E' quanto afferma il segretario nazionale Snr (Sindacato nazionale radiologi), Francesco Luca', a 15 giorni dalla scadenza della proroga della libera professione intramoenia allargata, strumento che permette ai medici di esercitare la libera professione anche al di fuori degli spazi ad hoc allestiti all'interno degli ospedali pubblici. In materia di intramoenia allargata, Luca', rispetto al passato, ora intravede qualche rischio in più. "Temo che, con la scusa di una certa liberalizzazione del sistema libero professionale - spiega - si stia cercando di arrivare all'eliminazione dell'indennità di esclusività di rapporto". Per il segretario del sindacato dei radiologi, "se si vuole che sia un diritto del dirigente ospedaliero, la libera professione intramoenia andrebbe rinormata. Dopo un decennio - conclude Luca' - andrebbero fatte tutta una serie di modifiche legislative".

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