Il Biotech, nuova leva per la crescita del farmaceutico in Italia. Il punto di vista degli stakeholder nel rapporto Ernst&Young

Aziende | Adelaide Terracciano | 18/03/2011 13:55

Sempre alla ricerca di nuovi vettori di crescita per contrastare l’affermazione dei generici, i gruppi farmaceutici stanno guardando con grande interesse al Biotech, che attualmente è il settore in più rapida crescita nell’ambito farmaceutico e sarà, secondo le previsioni Ims health, il settore col maggiore fatturato nei prossimi anni: farà registrare vendite pari a 250 miliardi di dollari entro il 2015 (20,3% del mercato globale). L’industria biotecnologica italiana è infatti una realtà solida e dinamica, che continua a crescere nonostante la crisi economica. Ciò emerge dal Rapporto sulle Biotecnologie in Italia, curata da Assobiotec ed Ernst & Young, in collaborazione con Farmindustria e ICE.

 

Partita in ritardo rispetto ai principali paesi europei, negli ultimi 10 anni l’industria biotecnologica italiana è cresciuta rapidamente recuperando terreno e divenendo un player importante a livello internazionale con 319 imprese, 302 prodotti, 6,8 miliardi di euro di fatturato e oltre 50 mila addetti, di cui 5.800 impegnati in attività di Ricerca & Sviluppo. Delle oltre 300 imprese, originate prevalentemente come start-up (53%) e spin-off accademici (24%), le cosiddette “pure biotech”, che hanno nelle biotecnologie il proprio core business, sono la maggioranza (187). Dal punto di vista dimensionale, predominano le imprese micro (41%) e piccole (27%). Dal report emerge che il biotech italiano è impegnato soprattutto nell’ambito della salute umana: il red biotech conta 197 aziende, pari al 61% del totale. Questo dato è in linea con la media europea, mentre i settori di applicazione white (biotecnologie industriali - 7%) e green (biotecnologie agro-alimentari - 13%), rivelano un peso percentuale superiore alla media europea. Dal punto di vista geografico, le imprese si concentrano prevalentemente in sei regioni: Lombardia (36%), Piemonte (12%), Toscana (9%), Veneto (8%), Sardegna (7%) e Lazio (6%).

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