Mediazione per i medici: Cgil, opportunità da sperimentare

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 21/03/2011 18:02

"Si tratta di un'opportunità da sperimentare, che potrebbe portare a una diminuzione dei processi in sede civile e anche in sede penale, essendo a volte tra loro strettamente collegati". Parola di Massimo Cozza, segretario nazionale Fp-Cgil medici, che commenta così l'avvio della mediazione obbligatoria per i medici. Da oggi, in caso di denuncia in sede civile, prima di andare dal giudice diventa infatti obbligatorio per legge il tentativo di trovare un accordo tra medici e cittadini vittime di presunti errori o casi di malasanità.

 La mediazione obbligatoria - prevista dalla legge 69 del 2009 e dai successivi provvedimenti applicativi - interessa i medici citati in giudizio in sede civile che saranno chiamati dagli organismi di conciliazione scelti dal cittadino a ricercare un accordo amichevole per la composizione della controversia. "Il dialogo e la capacità di ascoltare - aggiunge Cozza - potrebbero portare a superare incomprensioni e atteggiamenti rivendicativi ingiustificati, con i vantaggi della riservatezza e dello stop a processi che vanno avanti per anni con danni economici, emotivi e di immagine per i medici e per gli stessi cittadini".

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